2016

Byadmingma

il sorriso di marianeve per una scuola materna a wassera in etiopia

Gli amici di Pisa sostengono la realizzazione di una scuola materna al villaggio di Wassera, in Etiopia.
Un gesto speciale per regalare il sorriso di Marianeve ai tanti bambini del villaggio che potranno così andare a alla scuola materna.

#mandiamoliaScuola è la campagna di GMA onlus per la realizzazione di scuole e asili per promuovere e sostenere l’educazione e il diritto all’istruzione dei bambini e ragazzi in Etiopia ed in Eritrea.
Il nostro impegno per il 2017 a fianco dei bambini del villaggio di Wassera.

Visita il link della campagna #mandiamoliaScuola: http://www.gmagma.org/mandiamoliascuola/

Grazie di cuore

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Giornata Mondiale contro l’AIDS – formazione giovani mamme in Eritrea

(tempo di lettura: 2 minuti)

L’HIV è una piaga che colpisce e si trasmette in molti modi: rapporti sessuali non protetti, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e con la trasmissione verticale tra la madre e il bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

In Africa l’AIDS è la principale causa dei decessi tra gli adolescenti che sono più che raddoppiati dal 2000 ad oggi. Molti hanno avuto l’HIV quando erano bambini; trasmesso durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

A livello mondiale sono quasi 2 milioni gli adolescenti di età compresa tra i 10 -19 che vivono con l’HIV nel 2015. In Africa sub-sahariana, la regione più colpito da HIV, le ragazze rappresentano tre su quattro infezioni tra gli adolescenti di età compresa tra 15-19.

L’HIV è una piaga che colpisce e si trasmette in molti modi: rapporti sessuali non protetti, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e con la trasmissione verticale tra la madre e il bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

In Africa le ragazze rappresentano tre su quattro
infezioni tra gli adolescenti di età compresa tra 15-19.

 Lo scorso Ottobre p. Vitali si è recato in missione in Eritrea ed ha incontrato alcune donne con HIV al villaggio di Zaezega e ci racconta: “nel villaggio si è costituito un gruppo di aiuto di donne affette da HIV: è un grande successo, perché significa che il tema non è un tabù, viene affrontato, le donne malate hanno il coraggio di emergere e di fare gruppo per aiutarsi, superando ogni pregiudizio: è una gioia sapere che sono ben inserite anche loro all’interno della comunità”

A casa le giovani mamme conoscono poco le norme d’igiene personale ed ambientale, mentre sono molto impegnate in casa e fuori casa per procurarsi i mezzi di sopravvivenza a causa dell’assenza dei mariti, impegnati nel servizio militare.

le donne malate hanno il coraggio di emergere
e di fare gruppo per aiutarsi, superando ogni pregiudizio

Il corso di formazione giovani mamme nasce per  istruire le mamme sui principi di vita sana per sé e per i loro bambini, dando loro informazioni importanti sui rischi connessi con le malattie sessualmente trasmissibili, su quelli relativi a gravidanze e parti, sulla corretta gestione dell’alimentazione di bambini e dell’igiene.

Lo scopo è di ridurre i rischi di contagio da malattie infettive; di mortalità materna e neonatale; di malattie (diarrea, verminosi) dovute alla scarsa igiene e, infine, di migliorare la qualità della vita nel villaggio.

Grazie al supporto delle suore Figlie di S. Anna, ad oggi, GMA  si è rivolto a circa 6.000 giovani mamme, con un’età compresa tra i 18 e 35 anni.

GMA  si è rivolto a circa 6.000 giovani mamme,
con un’età compresa tra i 18 e 35 anni.

Nel 2017 il nostro impegno a fianco delle donne continua; verranno organizzati nuovi seminari di formazione di 60 ore ciascuno e le prime donne destinatarie del corso saranno le giovani mamme del villaggio di Zaezega.

Al termine del seminario sarà  consegnato un certificato di frequenza ad ogni partecipante e le mamme si esibiranno in scenette teatrali dove mimeranno le situazioni di rischio che hanno appreso durante i corsi.

Con 150 euro potrai formare una donna e cambiare il suo futuro.  

Fonte: www.unicef.org

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Dalla Cooperazione Internazionale a una Politica della Convivenza

Barbera (presidente Cipsi): “La nuova politica della Convivenza inizia da un collegamento permanente tra organizzazioni della società civile di Cooperazione internazionale, Accoglienza migranti, Sociale italiano e tutela dell’Ambiente.” Nuove associazioni africane entrano nel CIPSI”.

Roma, 28 novembre 2016 – “La nuova politica della Convivenza inizia da un collegamento permanente tra organizzazioni della società civile di Cooperazione internazionale, Accoglienza migranti, Sociale italiano e tutela dell’Ambiente”. Conclude così Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – coordinamento di 30 associazioni di solidarietà – la giornata di formazione svoltasi sabato 26 novembre 2016 a Roma nel contesto di un’Assemblea dei Soci CIPSI che ha dato il benvenuto a nuovi Soci, tra cui due Assoiciazioni dell’Africa: Associazione Jurée del Senegal e AMT/WAFA del Camerun.

“La lotta alla povertà in Italia, continua Barbera, ha bisogno di maggiori risorse, di adeguamenti della normativa per un mondo globalizzato che è cambiato. Viviamo in un mondo interdipendente: il nostro ruolo è assumere responsabilità e ripartire dalla comunità locale, da reti territoriali e sociali in modo orizzontale. Il futuro del welfare è partecipato! È urgente anche una nuova economia Sociale e Solidale. La cooperazione Internazionale così come l’abbiamo conosciuta e vissuta negli ultimi decenni, è storicamente finita! È evidente, oggi, che i flussi migratori stanno cambiando la realtà e il volto dei nostri territori, non sono un fatto contingente legato a particolari sconvolgimenti di natura politica, economica o sociale, ma rappresentano invece un elemento strutturale, conseguenza della natura delle relazioni e del sistema economico mondiale globalizzato in cui viviamo, oltre che dei cambiamenti ambientali che stiamo vivendo. L’aiuto a casa loro perché non vengano da noi non può funzionare se non cambia il modello di sviluppo, ma soprattutto la politica di relazione e partecipazione dei cittadini nella costruzione della Polis comunitaria e della gestione del proprio territorio. Accesso ai diritti e ai beni comuni in ugual maniera per tutti i cittadini, in ogni Paese, è l’obiettivo centrale dell’Agenda 2030. Questo ci chiede di superare la sola politica di Cooperazione per sviluppare una Politica della Convivenza. Una politica che parte dal territorio locale per aprirsi al mondo. Una politica che parte dai cittadini e si rivolge ai cittadini. Una politica non di muri, ma di inclusione: non solo di razze, culture e religioni, ma anche di saperi, costumi e tradizioni. Una politica dove la persona non è strumento di produzione, ma portatrice di diritti. Tutto questo e altro, ci proiettano oggi verso una nuova identità della cooperazione, ma anche verso un nuovo ruolo dei cittadini e delle loro varie forme di aggregazione”.

Alla giornata di formazione, svoltasi a Roma presso uno spazio di Altramente, hanno partecipato circa 50 realtà e associazioni di diversi settori, e in particolare sono intervenuti: Augusto Battaglia (Presidente Comunità Capodarco RM, già parlamnetare ed Assessore Regione Lazio), Patrizia Sentinelli (già Viceministro Affari Esteri con delega alla Cooperazione), Jean Fabre (già Vice Direttore ufficio UNDP Ginevra). Nel pomeriggio c’è stata un’animata Tavola rotonda con Maurizio CEI (Consorzio Coeso Empoli), Raffaella Galeone e Mauro Pagnano (Etiket Comunicazione Sociale per NCO – Nuova Cooperazione Organizzata), Letizia Cesarini Sforza (Collegamento Italiano Lotta alla Povertà Cilap–EAPN), Silvia Stilli (Direttrice ARCS e portavoce AOI), Cnca … e molteplici associazioni e soci del Cipsi.

Cipsi | Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale

Nicola Perrone – Ufficio stampa Cipsi – Rivista Solidarietà Internazionale – Operatore Locale di Progetto (OLP) Servizio Civile Nazionale

Largo Camesena, 16 – 00157 Roma | M 329.0810937 | F 06.59600533

E ufficiostampa@cipsi.it | W www.cipsi.it | www.solidarietainternazionale.it

 

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13-21 Ottobre – p. Vitali in Eritrea per vivere insieme i nuovi traguardi della comunità pavoniana in Eritrea

Lo scorso Ottobre p. Vitali, insieme al caro amico Zarattini, è stato in Eritrea: una settimana intensa, durante la quale ha fatto visita al villaggio di Zaezega, dove negli ultimi anni ci siamo impegnati fortemente a migliorare la vita nella gente del villaggio.
A distanza di un anno dalla sua ultima missione in Eritrea, p. Vitali ci racconta come nel villaggio la vita stia cambiando, soprattutto per l’intraprendenza della gente e per la capacità di fare gruppo: le donne frequentano i corsi Donnattiva per imparare un mestiere, le attività dei bambini all’asilo e alla nuova casa famiglia che ora accoglie 14 ragazzi di strada, tutti di circa 12-14 anni.

“La visita al villaggio di Zaezega è stata ricca di entusiasmo e novità.

Le attività all’asilo continuano e migliorano costantemente: attualmente ci sono 180 bambini dai quattro ai sei anni iscritti. Per poter partecipare tutti sono stati divisi in due turni, uno mattunino e un turno pomeridiano. I bambini, tra le varie cose, imparano l’alfabeto e nozioni di igiene personale e sono seguiti da dieci maestre che annualmente si aggiornano con i corsi di formazione per insegnanti organizzati dalle Suore di Sant’Anna. Incredibile descrivere come al mio arrivo in aula fossero pieni di gioia e alcuni di loro a turno, con la bacchetta in mano, hanno recitato tutte le lettere dell’alfabeto scritte alla lavagna.

La formazione dei giovani continua con i corsi per computer destinati agli studenti più grandi. Sono già giunti al termine tre turni di corso da circa 20/30 studenti l’uno, i quali hanno conseguito il diploma.

In una struttura adiacente al centro dei pavoniani, messa a disposizione dal pastore protestante, 180 giovani mamme frequentano regolarmente i corsi di formazione in taglio e cucito, ricamo, tessitura e per diventare parrucchiera grazie anche alla collaborazione suore figlie di S. Anna. Ora, un gruppetto di suore vive a Zaezega, dove possono gestire al meglio il corso di formazione Donnattiva che permette alle donne di imparare un mestiere ed essere in grado di provvedere alla propria famiglia ed essere economicamente indipendenti.
Le donne a fine percorso ricevono il diploma e le più brave riescono a vendere nel villaggio o si inseriscono nel mercato di Asmara.

Nel villaggio si è costituito un gruppo di auto mutuo aiuto di  donne affette da HIV: è un grande successo, perché significa che il tema non è un tabù,  viene affrontato, le donne malate hanno il coraggio di emergere e di fare gruppo per aiutarsi, superando ogni pregiudizio: è una gioia sapere che sono ben inserite anche loro all’interno della comunità.

Nella casa dei pavoniani, si sta sperimentando un piccolo orto, i padri coltivano l’erba medica per la vacca che hanno all’interno del compound. Hanno anche un piccolo pollaio: questi animali permettono di avere uova e latte tutti i giorni, il latte viene anche venduto alla gente del villaggio che ne fa richiesta. Gli animali del compound sono curati e gestiti da un contadino del villaggio.

Nel compound quindi c’è molta vita: la novità più bella è la presenza dei ragazzi di strada ospitati nella casa. Qui i ragazzi hanno trovato un luogo accogliente e si sentono sicuri e stanno quindi lontano dai pericoli della strada. In Eritrea sono sempre più frequenti i bambini che cercano di arrangiarsi nella vita di strada, che non hanno la possibilità di vivere con la propria famiglia e sono a rischio.

Nella casa famiglia i ragazzi vivono insieme, frequentano la scuola, partecipano alle attività ed animazione e ricevono cure mediche necessarie.              

Per il 2017 abbiamo un nuovo importante programma: PORTARE ACQUA PULITA AL VILLAGGIO.

A Zaezega c’è un piccolo impianto idrico, che tuttavia non garantisce acqua per tutto il villaggio, per questo la comunità ci ha chiesto di scavare un altro pozzo per avere acqua disponibile.
Zaezega è già un villaggio di 8.000 abitanti e aumenterà ancora.

GMA continua a camminare a fianco della gente del villaggio di Zaezega, che ringrazia per quanto è stato fatto per loro oggi. E così un altro villaggio in Eritrea realizza a pieno il progetto che GMA ha in mente: dare la struttura di base essenziale per una vita più dignitosa con attenzione ai bambini, ai giovani e alle mamme.”

Approfondisci la lettura:
Zaezega il villaggio delle nuove speranze
– Casa famiglia Pavoni di Zaezega