ECONOMIA SOCIALE

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Bossa Kacha: una nuova cooperativa per il villaggio

Nel villaggio di Bossa Kacha c’è una nuova cooperativa, che GMA ha iniziato ad affiancare nel 2017. Si è costituita in autonomia, su suggerimento dell’amministrazione locale.
GMA ha iniziato a supportare i soci, sostenendoli nella formazione con un  animatore che li incontra settimanalmente: presto garantiremo loro il primo fondo di microfinanza utile per avviare i primi investimenti personali.
La cooperativa è composta da 65 soci, è una cooperativa mista. Hanno avviato le prime attività collettive per generare i primi ricavi: si occupano della raccolta del latte, sia presso i soci della cooperativa che presso altre famiglie del villaggio, e realizzano prodotti caseari come burro, yogurt, panna e formaggi.
Ogni giorno raccolgono circa 45-50 l di latte, che vengono lavorati per produrre formaggio, yogurt e burro che viene venduto settimanalmente al mercato di Soddo. Insieme all’attività casearia vi è la panificazione.
Sono persone molto intraprendenti, per questo il loro primo obiettivo è avere un punto vendita dove poter distribuire i prodotti da forneria e i derivati del latte.

Scopri di più sulla nuova cooperativa di Bossa Kacha in Etiopia!

Puoi scegliere di sostenere la cooperativa con le schede “Famiglie nel villaggio”, con una donazione continuativa

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PONTI di PACE e DIRITTI in ETIOPIA

Promuoviamo i diritti e preveniamo le cause delle migrazioni nei paesi d’origine
Il progetto “Ponti” nasce dal tentativo di avviare azioni dirette ad affrontare le cause profonde delle migrazioni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la creazione di opportunità di lavoro e piccole attività produttive locali nelle regioni di origine e di transito dei migranti.

Nelle zone rurali, lavoreremo sull’educazione alla RESILIENZA, cioè sulla capacità di adattamento e reazione ai cambiamenti climatici ed ai rischi ad essi collegati.

Dalla teoria alla pratica: ecco cosa faremo esattamente
La promozione delle attività generatrici di reddito sono il perno della nostra azione, in quanto il progetto si focalizza sullo sviluppo di attività legate all’agricoltura e all’allevamento.
Visto l’esito positivo della banca delle sementi avviata nel villaggio di Wallacia, ne verrà realizzata una nel villaggio di Mayo Koyo: si tratta prima di tutto di un’area molto povera e spesso soggetta a crisi alimentari e una banca delle sementi potrebbe rappresentare un grande aiuto per i contadini del villaggio e dei paesi confinanti.
L’esperienza positiva dei primi 10 orti familiari realizzati nel villaggio di Lera ci ha poi spinto ad andare avanti ed ampliare questo progetto con la realizzazione di altri 100 orti familiari e l’avvio di circa 60 allevamenti familiari. Queste attività e i contadini della zona saranno inoltre supportati con l’acquisto di asini e carretti per facilitare il commercio nelle zone rurali.
Siamo convinti che promuovendo nuove attività generatrici di reddito e migliorando le conoscenze locali, i ragazzi e le donne etiopi che partecipano a queste iniziative possono migliorare la loro vita e trovare buone ragioni per restare nel loro paese senza dover scappare, prima di tutto assicurando un futuro alla propria famiglia e all’intera comunità.

 

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Offa Gandaba: nasce una nuova cooperativa

Affianchiamo le donne di OFFA, sostenendole nella formazione e nelle attività lavorative della cooperativa.

Formando la cooperativa hanno costituito un fondo comune grazie ai loro risparmi per fare i loro primi piccoli investimenti. Daremo un supporto al loro fondo cassa e incentivi alle loro attività generatrici di reddito, affinché possano migliorare le loro di produzione agricola, allevamento o commercio.

Grazie alla cooperativa, le donne si fanno “ambasciatrici” dei bisogni del villaggio e promotrici di sviluppo.

Sosterremo servizi ed attività in risposta ai bisogni dell’intero villaggio: ad esempio, accesso all’acqua ed all’istruzione.

Obiettivi

La promozione delle attività della cooperativa e il sostegno al villaggio hanno lo scopo di migliorare le condizioni di vita della gente del villaggio.
In particolare:
Si migliorerà l’economia del villaggio, grazie al ruolo delle donne e al loro lavoro;
Si sosterrà la formazione delle donne, di conseguenza si promuoverà l’importanza del loro ruolo nella famiglia e nella società
Si miglioreranno le condizioni di vita delle loro famiglie, in particolare dei figli, che potranno andare a scuola e miglioreranno la loro alimentazione.

Beneficiari

GMA inizia a lavorare con una nuova cooperativa, composta da 60 donne, che si sono riunite in associazione su aiuto ed indicazione del governo locale che sta promuovendo la microfinanza e la promozione di nuove attività generatrici di reddito.
Le donne socie della cooperativa, sono di religione mista, madri di famiglia sotto i 40 anni di età, che si sono individuate per onestà e coinvolgimento alle attività del villaggio.

Il villaggio di Offa Gandaba e l’economia locale

Il villaggio di OFFA è situato nella zona del Wolayta (di cui Soddo è capoluogo) e dista 7 km dalla città. La popolazione complessiva è di 2.456 abitanti (registrati).
Le famiglie di quest’area sono composte mediamente da 7 – 8 persone, poco più della media nazionale. Le attività economiche di sostentamento, sono legate all’agricoltura di sussistenza e all’allevamento di animali, solo in piccola parte vivono di commercio locale.
Nel villaggio è possibile la produzione di foraggio, frutta e l’orticoltura. Una delle principali fonti di reddito della gente locale deriva da una foresta di oltre 1000 ettari eucalipto.

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Da Sarcedo (VI) un appello a firmare: “change the economy”

Economia sociale e solidale in una dimensione GLOBALE. Esperienze di AGRICOLTURA SOCIALE tra Veneto e il Mondo. Da Sarcedo (VI) un appello a firmare la petizione “Change the Economy: think social!” www.challengingthecrisis.com/it

Si è svolto domenica 6 marzo l’evento AGRIAPERITIVO: Economia sociale e solidale in una dimensione GLOBALE. Esperienze di AGRICOLTURA SOCIALE tra Veneto e il Mondo promosso da Cipsi con le associate Una Proposta Diversa Onlus e GMA Onlus in collaborazione con il Forum dell’Agricoltura Sociale Veneto, rappresentate dalla fattoria La Costa e l’Azienda Agricola la Pachamama: un evento all’insegna dell’economia sociale.

Già da tre anni i giovani del CIPSI (Coordinamento delle Iniziative Popolari per la Solidarietà Internazionale) stanno lavorando sui temi dell’Economia Sociale e Solidale come strumento di inclusione e giustizia globale. Il progetto Challenging the Crisis è stato il canale di diffusione del tema, ed ha rappresentato il percorso culturale che ha portato all’avvio di una raccolta firme perché il 2018 diventi l’anno europeo dell’Economia Sociale e Solidale. http://www.challengingthecrisis.com/it/Agisci/

Ilaria Signoriello, responsabile del progetto in Italia, presentando il progetto CHALLENGING THE CRISIS, un progetto che ha avuto lo scopo di coinvolgere giovani adulti provenienti da Grecia, Italia, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Spagna per promuoverne la capacità di riflettere sulle interdipendenze che legano la disuguaglianza a livello locale e globale e consentire loro di diventare sostenitori attivi della giustizia globale. Ed è proprio sulla tematica proposta dal gruppo italiana che si sono poi sviluppati 3 anni formativi sul tema dell’economia sociale. La giornata prosegue con un vivace intervento di Marco Baravalle con Andrea Tracanzan (Responsabile Comunicazione Banca Etica) sul ruolo della finanza etica per la promozione di una Economia Sociale e Solidale.

“Riflettiamo molto sulla volontà di affrontare i tanti “sud” del mondo, da quelli lontani a quelli prossimi a noi: i nuovi poveri ed i nuovi esclusi creati da un sistema economico basato sulla supremazia del potere e del profitto che sta colpendo tutto il Mondo, indistintamente. L’Associazionismo non deve essere il palliativo alle cause della crisi dell’ingiustizia, ma deve essere il soggetto attivo che rimuove tali cause, innescando nuovi valori a fondamento delle nostre società occidentali, un cambiamento necessario anche per comprendere come alla base delle ingiustizie in tutto il mondo, vi siano le stesse radici.” Dice Federica Bonaldo di UPD.

L’economia Sociale e Solidale è la prima risposta CREDIBILE a questo nostro sentire e infatti la testimonianza di Tommaso Simionato e Maurizio Radin della Fattoria Sociale Pachamama ci fanno capire che questa strada è realmente percorribile e da dei risultati concreti.

Mettendoci in rete e ponendo al centro l’essere umano, queste realtà, ormai in aumento, come anche la fattoria sociale LA COSTA che ci ospita, sono l’esempio di processi di democratizzazione dal basso che coniugano giustizia sociale e ambientale.

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GLOBALIZZAZIONE, GIOVANI E GIUSTIZIA GLOBALE

Barbera (Cipsi): “I giovani oggi sono coloro che hanno la possibilità di invertire la rotta di una economia e una politica al servizio del potere di pochi, perchè appartiene ai giovani la voce più forte per la promozione dei diritti umani”.

Roma, 12 dicembre 2014 – “Globalizzazione, Giovani e Giustizia Globale”, è il trinomio affrontato da Solidarietà e Cooperazione Cipsi – coordinamento di 31 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – mercoledi 10 dicembre con il Centro Studi Interculturali di Verona, durante la giornata internazionale dei diritti umani. Il seminario si inquadra nell’ambito delle iniziative promosse da CONCORD Italia, in occasione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, con il contributo della Commissione Europea e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione. È il trinomio necessario per affrontare la crisi economica sociale e politica che stiamo vivendo ed è anche il cuore di una ricerca che ha coinvolto i giovani di sei paesi europei (Irlanda, Slovenia, Portogallo, Italia, Spagna, Grecia).

“I giovani oggi sono coloro che hanno la possibilità di invertire la rotta di una economia e una politica al servizio del potere di pochi, perchè appartiene ai giovani la voce più forte per la promozione dei diritti umani. Nei giovani vi è una potenzialità enorme, il coraggio di farsi voce collettiva per il bene comune, che non può essere svenduto ad alcun interesse: l’economia serve a garantire la convivenza tra i popoli, il benessere collettivo. In questo i giovani hanno il coraggio e la potenzialità di invertire la rotta. ” Queste sono le parole di Guido Barbera, presidente Cipsi, che, introducendo un’analisi che mette in relazione i valori di solidarietà e giustizia sociale e l’impegno effettivo del mondo giovanile, invita ad una rilettura delle relazioni come base di una società più equa.

Paola Berbeglia, ricercatrice nel progetto “Challenging the Crisis” aggiunge: “Per promuovere uno sviluppo globale, è necessario parlare di giustizia prima che di solidarietà”. Dalla ricerca emerge che la crisi non aiuta a leggere le interdipendenze tra le dimensioni locali e il tema della giustizia sociale, tuttavia la percezione del mondo giovanile (hanno partecipato alla ricerca giovani dai 15 ai 30 anni) che le azioni collettive-partecipate, siano fortemente più efficaci rispetto a quelle individuali o istituzionali, offre una importante sfida al mondo della solidarietà internazionale, costretto a mettersi in discussione nella capacità di comunicare e trasmettere i propri valori di giustizia globale al fine di promuovere la partecipazione e l’impegno giovanile.

Alla luce di quanto emerso dalla ricerca, 60 youth global advocates lanciano quindi una proposta per promuovere uno sviluppo globale. “Crediamo in un’Italia e in un’Europa diverse- dice Ilaria Signoriello educatrice nel progetto- crediamo in un società capace di sfidare la crisi basandosi sulla rete e sui beni comuni, capace di opporsi ai meccanismi di una finanza criminale con la forza dell’economia sociale. Vogliamo che l’Europa sfidi la crisi promuovendo una nuova economia, che rispetti i diritti e l’ambiente. Solo in questo modo si produce un nuovo sistema di valori, che non sia basato su parametri prettamente economici, ma sulla dignità dell’uomo, sul rispetto dei beni comuni, e sulla capacità di vivere insieme indiscriminatamente”.

Laura Arici, Nicola Perrone, Ufficio Stampa Cipsi