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Missione in Etiopia ottobre-dicembre 2017

La missione in Etiopia si è consclusa!… bastano le immagini per capire come è andata, soprattutto per vedere i risultati della vostra solidarietà.

I sorrisi della gente dei villaggi è il ringraziamento per tutti voi!

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PONTI di PACE e DIRITTI in ETIOPIA

Promuoviamo i diritti e preveniamo le cause delle migrazioni nei paesi d’origine
Il progetto “Ponti” nasce dal tentativo di avviare azioni dirette ad affrontare le cause profonde delle migrazioni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la creazione di opportunità di lavoro e piccole attività produttive locali nelle regioni di origine e di transito dei migranti.

Nelle zone rurali, lavoreremo sull’educazione alla RESILIENZA, cioè sulla capacità di adattamento e reazione ai cambiamenti climatici ed ai rischi ad essi collegati.

Dalla teoria alla pratica: ecco cosa faremo esattamente
La promozione delle attività generatrici di reddito sono il perno della nostra azione, in quanto il progetto si focalizza sullo sviluppo di attività legate all’agricoltura e all’allevamento.
Visto l’esito positivo della banca delle sementi avviata nel villaggio di Wallacia, ne verrà realizzata una nel villaggio di Mayo Koyo: si tratta prima di tutto di un’area molto povera e spesso soggetta a crisi alimentari e una banca delle sementi potrebbe rappresentare un grande aiuto per i contadini del villaggio e dei paesi confinanti.
L’esperienza positiva dei primi 10 orti familiari realizzati nel villaggio di Lera ci ha poi spinto ad andare avanti ed ampliare questo progetto con la realizzazione di altri 100 orti familiari e l’avvio di circa 60 allevamenti familiari. Queste attività e i contadini della zona saranno inoltre supportati con l’acquisto di asini e carretti per facilitare il commercio nelle zone rurali.
Siamo convinti che promuovendo nuove attività generatrici di reddito e migliorando le conoscenze locali, i ragazzi e le donne etiopi che partecipano a queste iniziative possono migliorare la loro vita e trovare buone ragioni per restare nel loro paese senza dover scappare, prima di tutto assicurando un futuro alla propria famiglia e all’intera comunità.

 

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Offa Gandaba: nasce una nuova cooperativa

Affianchiamo le donne di OFFA, sostenendole nella formazione e nelle attività lavorative della cooperativa.

Formando la cooperativa hanno costituito un fondo comune grazie ai loro risparmi per fare i loro primi piccoli investimenti. Daremo un supporto al loro fondo cassa e incentivi alle loro attività generatrici di reddito, affinché possano migliorare le loro di produzione agricola, allevamento o commercio.

Grazie alla cooperativa, le donne si fanno “ambasciatrici” dei bisogni del villaggio e promotrici di sviluppo.

Sosterremo servizi ed attività in risposta ai bisogni dell’intero villaggio: ad esempio, accesso all’acqua ed all’istruzione.

Obiettivi

La promozione delle attività della cooperativa e il sostegno al villaggio hanno lo scopo di migliorare le condizioni di vita della gente del villaggio.
In particolare:
Si migliorerà l’economia del villaggio, grazie al ruolo delle donne e al loro lavoro;
Si sosterrà la formazione delle donne, di conseguenza si promuoverà l’importanza del loro ruolo nella famiglia e nella società
Si miglioreranno le condizioni di vita delle loro famiglie, in particolare dei figli, che potranno andare a scuola e miglioreranno la loro alimentazione.

Beneficiari

GMA inizia a lavorare con una nuova cooperativa, composta da 60 donne, che si sono riunite in associazione su aiuto ed indicazione del governo locale che sta promuovendo la microfinanza e la promozione di nuove attività generatrici di reddito.
Le donne socie della cooperativa, sono di religione mista, madri di famiglia sotto i 40 anni di età, che si sono individuate per onestà e coinvolgimento alle attività del villaggio.

Il villaggio di Offa Gandaba e l’economia locale

Il villaggio di OFFA è situato nella zona del Wolayta (di cui Soddo è capoluogo) e dista 7 km dalla città. La popolazione complessiva è di 2.456 abitanti (registrati).
Le famiglie di quest’area sono composte mediamente da 7 – 8 persone, poco più della media nazionale. Le attività economiche di sostentamento, sono legate all’agricoltura di sussistenza e all’allevamento di animali, solo in piccola parte vivono di commercio locale.
Nel villaggio è possibile la produzione di foraggio, frutta e l’orticoltura. Una delle principali fonti di reddito della gente locale deriva da una foresta di oltre 1000 ettari eucalipto.

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Un nuovo impianto idrico per Mayo Koyo

“Ciao, vi devo dire una cosa tristissima successa nel villaggio di Mayo Koyo: Oggi tre bambini sono morti, attaccati dalle iene, mentre percorrevano la strada per tornare a casa dopo aver raccolto acqua ad un fiume distante dal villaggio”. queste erano le parole di Tamrè, nostra referente locale, che prima dell’estate ci descriveva la situazione nel villaggio di mayo Koyo.

Ora abbiamo deciso di costruire un impianto idrico.

A Mayo Koyo non ci sono impianti idrici e la popolazione prende l’acqua da un fiume raggiungibile a piedi dopo un percorso di tre ore tra andata e ritorno. Durante la stagione secca, questo fiume è asciutto e diventa impossibile approvvigionarsi di acqua presso questa fonte. Per questo, recentemente molti animali sono morti, ma anche alcune persone della zona. Quando il fiume è asciutto, la popolazione di Mayo Koyo prende l’acqua dai villaggi vicini, sperando che la stagione secca non duri troppo a lungo mettendo a rischio la disponibilità dell’acqua alla fonte. La popolazione deve camminare 4-6 ore per raggiungere le sorgenti di questi villaggi, e dato che la responsabilità di procurare l’acqua è lasciata alle donne, le più piccole e quelle incinte ne soffrono maggiormente.
Invece, durante la stagione delle piogge, la popolazione utilizza direttamente l’acqua piovana per bere, mentre quella raccolta in stagni per cucinare e lavare. L’utilizzo dell’acqua piovana e degli stagni ovviamente è causa di malattie infettive ed espone la popolazione a complicazioni sanitarie.

La costruzione dell’impianto idrico è chiaramente una priorità per la sopravvivenza della popolazione: abbiamo collaborato con l’amministrazione locale per definire i punti di reperimento dell’acqua e i punti strategici per la distribuzione dell’acqua, in modo tale da servire l’intera comunità del villaggio di Mayo Koyo.
L’impianto avrà sette punti di distribuzione dell’acqua: uno per il complesso scolastico, uno per il servizio veterinario e i cinque rimanenti verranno costruiti nei cinque villaggi della kebele (un punto d’acqua per villaggio).

La costruzione dell’intero impianto idrico costerà 70.000 €. Siamo convinti che insieme riusciremo a farlo. Anzi insieme dobbiamo farcela! Permetteremo ai bambini di Mayo Koyo di avere acqua pulita al villaggio, evitare ore di cammino con taniche da 30 litri sulle spalle e soprattutto liberare il loro tempo per un’altra priorità: l’istruzione. Diritto all’acqua è diritto alla vita. Accesso all’acqua è anche diritto all’istruzione.

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ETIOPIA Progetto Sicurezza Alimentare – ALLEVAMENTI FAMILIARI E SEMENTI

(tempo di lettura: 1.30 minuti)

ETIOPIA – Il Corno d’Africa è ancora oggi una delle regioni più povere del mondo a causa di situazioni drammatiche (ribellioni, guerre, faide, conflitti religiosi) e periodi di siccità.

Milioni di persone, intrappolate nella gabbia della fame e della povertà, per il 94% dipendenti una resa agricola gravemente messa a rischio dal surriscaldamento globale.

Milioni di persone, intrappolate nella gabbia della fame e della povertà, per il 94% dipendenti una resa agricola gravemente messa a rischio dal surriscaldamento globale.

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Le stagioni delle piogge, irregolari se non assenti, hanno messo in ginocchio coltivazioni e allevamenti.
In Etiopia la produzione agricola etiope è crollata del 90% in alcune regioni, fin quasi azzerandosi con la morte di migliaia di capi di bestiame.  (Fonte FAO)

E’ necessario intervenire per porre fine a questa situazione
Secondo GMA, questa emergenza rischia di tramutarsi in un nuovo esodo migratorio verso l’Europa, con tutti le problematiche che conosciamo.

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Mucche stremate dalla siccità: in Etiopia migliaia di capi di bestiame sono morti stremati per l’assenza di acqua e cibo
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questa emergenza rischia di tramutarsi in un nuovo esodo migratorio verso l’Europa

E’, infatti, di questi giorni la notizia della cattura di Osman Matammud, somalo di origine e direttore del campo profughi di Bani Walid in Libia, che gestiva con metodi brutali quali violenze sessuali, torture e privazioni.

Correggere questa situazione non è facile ma è possibile e abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Sostenendo l’agricoltura: distribuzione di nuovi sementi, micro impianti di irrigazione, installazione di orti familiari e formazione alle popolazioni interessate

Sostenendo l’allevamento: acquisto animali da soma e da allevamento e campagne veterinarie di vaccinazione.

Sostenendo il commercio quale canale di scambio dei beni prodotti e semilavorati: corsi di formazione per la lavorazione e conservazione dei prodotti agroalimentari (favorendo l’uscita dal circolo vizioso della periodicità)

Correggere questa situazione non è facile ma è possibile: sostenendo l’agricoltura e gli orti familiari, l’allevamento e  il commercio.

Ci attendiamo di ottenere buoni risultati, migliorando le condizioni di salute legate ad una maggiore varietà della dieta e rilanciando una produzione agricola resa indipendente dai cambiamenti climatici.

21/01/2017

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