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LO SFRUTTAMENTO DELL’ACQUA BENE COMUNE: Water Grabbing

L’acqua nel mondo: è un bene comune o una risorsa finanziaria?

Ne parleremo MARTEDI’ 27 MARZO 2018 a Montagnana, in Sala Veneziana alle ore 20.45, insieme al giornalista Emanuele Bompan, il presidente di GMA p. Vitale Vitali, con l’introduzione di Enrico Marcolin.

Viviamo in un mondo complesso: pochi di noi si rendono conto di quante risorse e violenze sono nascoste dietro oggetti e servizi che consumiamo ogni giorno.

Il giornalista ambientale Emanuele Bompan ci condurrà in un viaggio in cinque paesi (Vietnam, Colombia, Palestina,
Etiopia) con un’inchiesta giornalistica e testo-denuncia su come le «guerre» per l’acqua stiano diventando
una causa frequente di conflitti, instabilità sociale e migrazioni.

Il fenomeno globale dell’accaparramento idrico è visto nelle sue cause ed effetti in vari contesti: si dimostra come il preoccupante fenomeno del land grabbing, come fu definito qualche anno fa, si sia ormai esteso, anche se in forme diverse, alla risorsa acqua. Il land grabbing ha visto sinora coinvolti più di 30 milioni di ettari di terreni, in particolare nell’Africa subsahariana, accaparrati da imprese private, specialmente di Cina ed Emirati Arabi Uniti, allo scopo di soddisfare il fabbisogno alimentare interno e per una maggiore disponibilità di prodotti derivati da biomassa forestale o agricola, come i biocarburanti.

Emanuele Bompan e Marirosa Iannelli sono autori del libro “Water Grabbing: Le nuove guerre dell’accaparramento dell’acqua“, 2018, Edizioni Emi

Altre info: www.emi.it, www.emanuelebompan.it

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Missione in Etiopia ottobre-dicembre 2017

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La missione in Etiopia si è consclusa!… bastano le immagini per capire come è andata, soprattutto per vedere i risultati della vostra solidarietà.

I sorrisi della gente dei villaggi è il ringraziamento per tutti voi!

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PONTI di PACE e DIRITTI in ETIOPIA

Promuoviamo i diritti e preveniamo le cause delle migrazioni nei paesi d’origine
Il progetto “Ponti” nasce dal tentativo di avviare azioni dirette ad affrontare le cause profonde delle migrazioni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la creazione di opportunità di lavoro e piccole attività produttive locali nelle regioni di origine e di transito dei migranti.

Nelle zone rurali, lavoreremo sull’educazione alla RESILIENZA, cioè sulla capacità di adattamento e reazione ai cambiamenti climatici ed ai rischi ad essi collegati.

Dalla teoria alla pratica: ecco cosa faremo esattamente
La promozione delle attività generatrici di reddito sono il perno della nostra azione, in quanto il progetto si focalizza sullo sviluppo di attività legate all’agricoltura e all’allevamento.
Visto l’esito positivo della banca delle sementi avviata nel villaggio di Wallacia, ne verrà realizzata una nel villaggio di Mayo Koyo: si tratta prima di tutto di un’area molto povera e spesso soggetta a crisi alimentari e una banca delle sementi potrebbe rappresentare un grande aiuto per i contadini del villaggio e dei paesi confinanti.
L’esperienza positiva dei primi 10 orti familiari realizzati nel villaggio di Lera ci ha poi spinto ad andare avanti ed ampliare questo progetto con la realizzazione di altri 100 orti familiari e l’avvio di circa 60 allevamenti familiari. Queste attività e i contadini della zona saranno inoltre supportati con l’acquisto di asini e carretti per facilitare il commercio nelle zone rurali.
Siamo convinti che promuovendo nuove attività generatrici di reddito e migliorando le conoscenze locali, i ragazzi e le donne etiopi che partecipano a queste iniziative possono migliorare la loro vita e trovare buone ragioni per restare nel loro paese senza dover scappare, prima di tutto assicurando un futuro alla propria famiglia e all’intera comunità.

 

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Offa Gandaba: nasce una nuova cooperativa

Affianchiamo le donne di OFFA, sostenendole nella formazione e nelle attività lavorative della cooperativa.

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Formando la cooperativa hanno costituito un fondo comune grazie ai loro risparmi per fare i loro primi piccoli investimenti. Daremo un supporto al loro fondo cassa e incentivi alle loro attività generatrici di reddito, affinché possano migliorare le loro di produzione agricola, allevamento o commercio.

Grazie alla cooperativa, le donne si fanno “ambasciatrici” dei bisogni del villaggio e promotrici di sviluppo.

Sosterremo servizi ed attività in risposta ai bisogni dell’intero villaggio: ad esempio, accesso all’acqua ed all’istruzione.

Obiettivi

La promozione delle attività della cooperativa e il sostegno al villaggio hanno lo scopo di migliorare le condizioni di vita della gente del villaggio.
In particolare:
Si migliorerà l’economia del villaggio, grazie al ruolo delle donne e al loro lavoro;
Si sosterrà la formazione delle donne, di conseguenza si promuoverà l’importanza del loro ruolo nella famiglia e nella società
Si miglioreranno le condizioni di vita delle loro famiglie, in particolare dei figli, che potranno andare a scuola e miglioreranno la loro alimentazione.

Beneficiari

GMA inizia a lavorare con una nuova cooperativa, composta da 60 donne, che si sono riunite in associazione su aiuto ed indicazione del governo locale che sta promuovendo la microfinanza e la promozione di nuove attività generatrici di reddito.
Le donne socie della cooperativa, sono di religione mista, madri di famiglia sotto i 40 anni di età, che si sono individuate per onestà e coinvolgimento alle attività del villaggio.

Il villaggio di Offa Gandaba e l’economia locale

Il villaggio di OFFA è situato nella zona del Wolayta (di cui Soddo è capoluogo) e dista 7 km dalla città. La popolazione complessiva è di 2.456 abitanti (registrati).
Le famiglie di quest’area sono composte mediamente da 7 – 8 persone, poco più della media nazionale. Le attività economiche di sostentamento, sono legate all’agricoltura di sussistenza e all’allevamento di animali, solo in piccola parte vivono di commercio locale.
Nel villaggio è possibile la produzione di foraggio, frutta e l’orticoltura. Una delle principali fonti di reddito della gente locale deriva da una foresta di oltre 1000 ettari eucalipto.

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Un nuovo impianto idrico per Mayo Koyo

“Ciao, vi devo dire una cosa tristissima successa nel villaggio di Mayo Koyo: Oggi tre bambini sono morti, attaccati dalle iene, mentre percorrevano la strada per tornare a casa dopo aver raccolto acqua ad un fiume distante dal villaggio”. queste erano le parole di Tamrè, nostra referente locale, che prima dell’estate ci descriveva la situazione nel villaggio di mayo Koyo.

Ora abbiamo deciso di costruire un impianto idrico.

A Mayo Koyo non ci sono impianti idrici e la popolazione prende l’acqua da un fiume raggiungibile a piedi dopo un percorso di tre ore tra andata e ritorno. Durante la stagione secca, questo fiume è asciutto e diventa impossibile approvvigionarsi di acqua presso questa fonte. Per questo, recentemente molti animali sono morti, ma anche alcune persone della zona. Quando il fiume è asciutto, la popolazione di Mayo Koyo prende l’acqua dai villaggi vicini, sperando che la stagione secca non duri troppo a lungo mettendo a rischio la disponibilità dell’acqua alla fonte. La popolazione deve camminare 4-6 ore per raggiungere le sorgenti di questi villaggi, e dato che la responsabilità di procurare l’acqua è lasciata alle donne, le più piccole e quelle incinte ne soffrono maggiormente.
Invece, durante la stagione delle piogge, la popolazione utilizza direttamente l’acqua piovana per bere, mentre quella raccolta in stagni per cucinare e lavare. L’utilizzo dell’acqua piovana e degli stagni ovviamente è causa di malattie infettive ed espone la popolazione a complicazioni sanitarie.

La costruzione dell’impianto idrico è chiaramente una priorità per la sopravvivenza della popolazione: abbiamo collaborato con l’amministrazione locale per definire i punti di reperimento dell’acqua e i punti strategici per la distribuzione dell’acqua, in modo tale da servire l’intera comunità del villaggio di Mayo Koyo.
L’impianto avrà sette punti di distribuzione dell’acqua: uno per il complesso scolastico, uno per il servizio veterinario e i cinque rimanenti verranno costruiti nei cinque villaggi della kebele (un punto d’acqua per villaggio).

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La costruzione dell’intero impianto idrico costerà 70.000 €. Siamo convinti che insieme riusciremo a farlo. Anzi insieme dobbiamo farcela! Permetteremo ai bambini di Mayo Koyo di avere acqua pulita al villaggio, evitare ore di cammino con taniche da 30 litri sulle spalle e soprattutto liberare il loro tempo per un’altra priorità: l’istruzione. Diritto all’acqua è diritto alla vita. Accesso all’acqua è anche diritto all’istruzione.