#giovaniGMA

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#challengingtheCrisis dalla teoria alla pratica – da GMA onlus a Capodarco

La campagna #Challengingthecrisis ha suscitato un’esperienza di formazione per giovani dell’associazionismo internazionale.

GMA Onlus e alcuni volontari attivi in associazione hanno partecipato, nel weekend del 30-31 gennaio 2016, ad un workshop esperienziale di agricoltura Capodarco, a Grottaferrata, Roma.

La visita a questa realtà di economia sociale e solidale è stata accompagnata da Ilaria Signoriello, portavoce del Forum dell’Agricoltura Sociale e responsabile del progetto ChallengingtheCrisis in Italia e p. Franco Monterubbianesi fondatore della Cooperativa Capodarco.

Seguendo il filo conduttore della promozione dell’inclusione sociale, ricchi dell’esperienza internazionale, hanno potuto osservare la realizzazione locale di pratiche di inclusione pur nel rispetto della diversità, basate su accoglienza e giustizia. I ragazzi di Montagnana hanno visitato le diverse attività che caratterizzano la realtà di Capodarco e di come ciascuna di essa sia fondamentale e ben integrata con le altre. Sono alcuni esempi la fattoria didattica, con la presenza di tre asini per la onoterapia (relazione e cura dell’animale ), il Viva-Io ( un vivaio dove i ragazzi con disabilità preparano i vasi con le piantine ),  un orto biologico con la verdura di stagione, la produzione di vino, una zona dedicata all’agriaperitivo, l’agriturismo con ristorante e un piccolo punto vendita. Le diverse attività fanno parte di un circuito economico virtuoso, che valorizza prodotti e persone. I prodotti “hanno il prezzo” delle storie di chi li produce: è questa l’economia solidale e sociale.

L’economia non è un concetto astratto, traccia la vita di tutti noi, per questo è stato fondamentale “sperimentare” i prodotti della cooperativa Capodarco, con un momento conviviale con la degustazione di pizza e vino bianco, quest’ultimo prodotto senza l’utilizzo di solfiti.

Una serata alla scoperta del rapporto con la terra, del tempo dedicato agli altri, della valorizzazione dell’impegno di ciascuno, degli “ultimi” e del “dopo di noi” come ha definito p. Franco in un piccolo incontro.

Nel pomeriggio, l’incontro con alcuni ragazzi della casa famiglia, l’ascolto delle loro storie, l’impegno degli operatori e l’armonia all’interno della casa hanno mostrato come sia possibile realizzare un futuro con loro protagonisti, valorizzandone le attività e l’impegno, praticando un’economia nel rispetto dell’uomo e della terra.

Il giorno seguente si è proposto il confronto con la visita alla “Mistica”, un’area nella periferia di Roma, dove si applica l’agricoltura biologica su terreni in concessione del comune di Roma. Tra le periferie di Roma, trai quartieri più difficili dell’urbanizzazione, è emersa un’oasi in mano al mondo dell’associazionismo, tra i cui protagonisti vi è l’Agricoltura Capodarco.

Dal vissuto di un’esperienza di economia ed agricoltura sociale è nata la pianificazione degli ultimi mesi del progetto Challenging the Crisis, con le iniziative previste per la raccolta firme per ottenere il riconoscimento del 2018 come anno europeo dell’Economia Sociale.

 

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Assisi, 17-18 ottobre 2015: Invito al XXX° Anniversario CIPSI

Invito a tutti gli amici, sostenitori e simpatizzanti, in occasione del

XXX° ANNIVERSARIO CIPSI

ASSISI, 17-18 Ottobre 2015

Carissimi Amici,

il 04 Ottobre 1985 iniziò il nostro cammino. In questi trent’anni è cambiato il mondo. Le strade, sono cambiate. Le relazioni, sono cambiate. Gli strumenti, sono cambiati. Anche i nostri diritti, sono cambiati! In questo nuovo mondo, rischiamo di non ritrovare neppure più la nostra identità, pur essendo tutti convinti e consapevoli di chi eravamo. Trent’anni fa, avevamo un mondo diviso tra: Nord e Sud – ricchezza e povertà. Oggi questa divisione si è sgretolata sotto le ali forti delle varie globalizzazioni, a partire da quella economica. Trent’anni fa, avevamo Stati e Agenzie Multilaterali con casse gonfie di profitti dagli anni d’oro di proventi del credito ai Paesi del Sud e dal loro sfruttamento. Oggi, le casse sono drammaticamente vuote, svuotate dalle stesse pratiche economiche sviluppate dai poteri economici-finanziari, accompagnati da interessi personali, concussioni e corruzioni. Se trent’anni fa siamo cresciuti nel protagonismo della società civile e del volontariato in un contesto uniforme, oggi parole come – gratuità e solidarietà – da sole non bastano più a collocare la nostra presenza ed azione. La società civile si è dotata in questi anni, di molteplici forme di volontariati attivi, protagonisti della vita sociale locale ed internazionale, sempre più competitivi anche tra loro e, a volte, anche contrapposti. Non serve alcuna forma di “competitività”! La competitività non fa parte del principio di “comunitas”. Dobbiamo, anche alla luce dei crescenti flussi migratori, prendere atto delle diversità esistenti ed attivare forme e strumenti di partecipazione e collaborazione, sulla base di valori culturali, politici e sociali convergenti, a livello di strategie e di metodologie condivise. Oggi dobbiamo dimostrare la nostra “maturità” di coordinamento o accettare il nostro fallimento. Non abbiamo alcuna possibilità di poterci nascondere. Non abbiamo più nessuna scusa per tirarci indietro. Per questo:

Vogliamo trovarci con gli amici che hanno fatto almeno un pezzo di strada insieme a noi e con tutti gli amici che ancora vogliono camminare su questa strada.
Vogliamo trovarci per ripercorrere questi trent’anni in modo concreto.
Vogliamo farlo nel luogo simbolo della Pace e della Solidarietà: Assisi.

Ci troveremo ad Assisi

Sabato 17 Ottobre dalle 15,00 alle 19,00 per riflettere insieme
Domenica 18 Ottobre alle ore 12,00
nella Basilica Superiore per la concelebrazione Eucaristica

Vi aspettiamo numerosi

Il Presidente – Guido Barbera

NOTA

In occasione dei compleanni è consuetudine fare un regalo al festeggiato. Vi proponiamo di pensare tutti – liberamente – oltre alla vostra partecipazione numerosa – ad un “regalo straordinario” per i trent’anni del CIPSI, Una specie di azionariato popolare per lanciare i nuovi trent’anni di lavoro! Grazie anticipatamente a tutti voi. Potete versare un libero contributo straordinario per il XXX° anniversario, sul c/c presso Banca Etica. IBAN – IT21Z0501803200000000116280

NOTA – Siete pregati di confermare la partecipazione a cipsi@cipsi.it

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Marcia delle Donne e degli Uomini scalzi

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.

Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

In concomitanza con venerdì 11 settembre, lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:

1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.
L’appuntamento è Venerdì 11 settembre alle 17.00 a Lido S.M.Elisabetta.
Se qualcuno decide di organizzare altre manifestazioni di donne e uomini scalzi lo stesso giorno in altre città ce lo comunichi a: donneuominiscalzi@gmail.com
web site: http://donneuominiscalzi.blogspot.it/

Gma onlus propone la sua marcia di solidarietà nella giornata di sabato 12 settembre a Montagnana (PD).
Scopri qui l’evento su fb: https://www.facebook.com/events/1631974823758336/1631975013758317/

Visita qui gli appuntamenti di Sabato 12 settembre al #meetingGMA2015