MICROFINANZA

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Bossa Kacha: una nuova cooperativa per il villaggio

Nel villaggio di Bossa Kacha c’è una nuova cooperativa, che GMA ha iniziato ad affiancare nel 2017. Si è costituita in autonomia, su suggerimento dell’amministrazione locale.
GMA ha iniziato a supportare i soci, sostenendoli nella formazione con un  animatore che li incontra settimanalmente: presto garantiremo loro il primo fondo di microfinanza utile per avviare i primi investimenti personali.
La cooperativa è composta da 65 soci, è una cooperativa mista. Hanno avviato le prime attività collettive per generare i primi ricavi: si occupano della raccolta del latte, sia presso i soci della cooperativa che presso altre famiglie del villaggio, e realizzano prodotti caseari come burro, yogurt, panna e formaggi.
Ogni giorno raccolgono circa 45-50 l di latte, che vengono lavorati per produrre formaggio, yogurt e burro che viene venduto settimanalmente al mercato di Soddo. Insieme all’attività casearia vi è la panificazione.
Sono persone molto intraprendenti, per questo il loro primo obiettivo è avere un punto vendita dove poter distribuire i prodotti da forneria e i derivati del latte.

Scopri di più sulla nuova cooperativa di Bossa Kacha in Etiopia!

Puoi scegliere di sostenere la cooperativa con le schede “Famiglie nel villaggio”, con una donazione continuativa

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Donna e Microfinanza

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TRE STORIE… IN CRESCITA!

Abaynesc, mamma di 6 figli. Con il primo prestito ha avviato un’attività di commercio del burro, poi con i rimanenti prestiti è riuscita a costruire una casetta e darla in affitto, ogni mese ha così un’entrata di 600 birr.

Hillina, mamma di 4 figli. Anche lei all’inizio con i primi due prestiti ha acquistato una casa e data in affitto per 500 birr al mese, con i successivi ha realizzato una piccola sala da tè.

Roman, mamma di 4 figli. Con i primi prestiti ha iniziato la sua attività commerciale andando a vendere il burro i Addis Abeba, poi ha aperto un negozio di vendita materiale vario e da quest’anno gestisce personalmente una sala dda tè e caffè.

Città di Soddo Kettema (#Etiopia) – Nel Novembre scorso Padre Vitali e Maria Boggian hanno inaugurato il centro polifunzionale della cooperativa di Soddo Ketema. E’ stata una grande festa e l’inizio di un nuovo percorso. La #cooperativa donne di Soddo si è costituita nel 2007 e attualmente conta 57 socie, che collaborano e partecipano alle diverse attività portate avanti collettivamente o individualmente. Il percorso portato avanti in questi anni è stato graduale, per piccoli passi e con nuove idee, accompagnate e incoraggiate da Tamiralech, la nostra referente locale. Hanno iniziato costituendosi come cooperativa e iniziando con piccole attività di risparmio e credito, hanno poi aperto un piccolo negozio, in una zona di Soddo in forte espansione, vicina a scuole e uffici. Il negozio ha iniziato ad ingranare lentamente, le socie si sono fatte conoscere nel quartiere, in particolare dopo la pubblicizzazione del ristoro; così nel giro di poco tempo enjera, pane e altri prodotto preparati a casa dalle donne vengono venduti velocemente.
In nuovo centro è situato in un quartiere dove sono presenti diversi uffici governativi; si compone di più edifici e permette di diversificare le attività portate avanti. Vi è la sala multiuso che consente alle donne di incontrarsi settimanalmente per decidere le attività da portare avanti, discutere, confrontarsi, anche con Tamiralech; la sala viene inoltre affittata al governo a privati cittadini per la realizzazione di corsi di #formazione, incontri, meeting e quant’altro. Accanto ad essa sorge il negozio. Vengono venduti prodotti di ogni sorta: abiti, alimenti, spezie, prodotti di artigianato locale di uso quotidiano, alcuni dei quali prodotti da altre cooperative dei villaggi seguiti da GMA. Di fronte si trova il ristoro con la cucina: ci si può sedere per bere un succo di frutta, mangiare un piatto di shirò (una specie di purè di farina di ceci) o del tibs caldo (carne cotta su una pentola in terracotta con le braci) e molto altro ancora; spesso nella pausa pranzo si possono trovare numerosi impiegati dei vicini uffici che si recano qui per mangiare. Alcune socie che si occupano del cibo stanno seguendo alcune lezioni di cucina tenute da Gabriella, nostra socia che ogni anno insieme al marito Mario trascorre un periodo a Soddo per seguire le attività. Vi sono inoltre servizi igienici e docce pubbliche, anche questi servizi che vengono offerti dalla cooperativa alla popolazione. Essi costituiscono l’esperimento più innovativo della cooperativa, come attività generatrice di reddito, ma anche come servizio pubblico. Un’idea nuova… che presto sarà messa in azione appena gli allacciamenti all’impianto idrico saranno completati!
Insomma il nostro piccolo compound è un brulicare di attività ed officina per nuove idee che permettano di rendere il centro unico nel suo genere e funzionale, offrendo così alle socie la possibilità di ampliare il raggio di attività, avviarne di nuove e migliorare sempre di più la qualità della loro vita e di quella della famiglia.

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La mia laurea nasce in Etiopia

Ho svolto il mio tirocinio formativo previsto dal piano di studi del corso di laurea in Diritti dell’uomo ed etica della cooperazione internazionale presso la sede di GMA onlus a Soddo, in Etiopia dal 25 ottobre al 22 novembre 2013.

Durante questo mese ho svolto diverse mansioni: in alcuni giorni per conto dell’Università degli studi di Bergamo ed in particolare del gruppo Findev, in altri come affiancamento alla vicepresidente di GMA Onlus, Maria Boggian, nell’attività di valutazione d’impatto dei diversi progetti che l’ong ha attivato nei diversi villaggi.
Durante tutto lo svolgimento del tirocinio sono stati presenti prima il professor Davide Castellani e poi la professoressa Laura Viganò.

Nelle prime due settimane con il professor Castellani, la maggior parte del lavoro si è svolta per conto dell’Università di Bergamo. Si è trattato dell’ultimo round di una ricerca di tre anni denominata “Microfinance, Risk management, innovation” che mira, attraverso un questionario, all’acquisizione di dati circa la composizione socio-economica, la conoscenza e l’eventuale adesione a organizzazioni finanziare e la propensione ad acquistare prodotti assicurativi di circa 360 famiglie divise su tre villaggi: Kutto Sorfella, Abala Faracho ed Hembeccio. La ricerca si è svolta in tre anni e sei diverse tornate per cercare di acquisire dati più veritieri possibile e per cercare di ricavare un trend che possa permettere l’elaborazione di dati raccolti in un periodo di tempo di media lunghezza, al fine di evidenziare i cambiamenti avvenuti durante questo periodo e le eventuali risposte adottate dai contadini.
Le interviste si svolgevano grazie alla collaborazione della Wolaita Soddo University, ed in particolare del dipartimento di Economia. In uno dei primi giorni è stato svolto dal professor Castellani un training ai futuri intervistatori riguardo alla somministrazione del questionario e agli eventuali problemi che sarebbero sorti durante la rilevazione, evidenziati durante le precedenti raccolte dati. Gli intervistatori sono stati scelti anche grazie all’aiuto del preside del dipartimento tra gli insegnanti dell’università stessa, e divisi in tre gruppi con in media cinque ragazzi per villaggio. La presenza richiesta era di quattro giorni, variabile però a seconda dell’andamento della ricerca. La presenza degli intervistatori è  stata fondamentale, in quanto hanno svolto anche il ruolo di traduttori tra l’inglese, lingua del questionario, e l’amarico o la lingua locale.

La ricerca è stata svolta correttamente nei tre villaggi e le mie mansioni erano quelle di correzione dei questionari, pagamento e conteggio dei contadini intervistati; inoltre ho realizzato, con l’aiuto del professor Castellani, alcuni cartelloni che hanno aiutato nella spiegazione dello svolgimento di un secondo questionario, somministrato ad un numero minore di contadini, più specifico riguardo all’eventuale acquisto di prodotti assicurativi legati all’indice di piovosità della zona.
L’apporto di GMA nella ricerca è risultato fondamentale, in quanto i villaggi sono luoghi in cui GMA è stato o è tutt’ora presente, attraverso la realizzazione di vari progetti, tra cui la costruzione di sale multiuso, punto d’appoggio logistico per lo svolgimento delle interviste. Inoltre è stato di grande aiuto la conoscenza dell’animatore, la persona incaricata di far pervenire gli intervistati alla cooperativa nel giorno giusto, seppure con alcune difficoltà verificatesi soprattutto nel villaggio di Hembeccio.

All’incirca a metà del periodo di tirocinio, alla presenza di entrambi i professori dell’Università di Bergamo, si è svolta presso la Wolaita Soddo University, una presentazione dell’attività di ricerca svolta finora e dei risultati finora raggiunti.
Negli stessi giorni, poi, sono iniziate le visite ai villaggi in cui GMA ha attivi o ha chiuso vari progetti, mirati alla creazione di cooperative di risparmio, sia maschili, sia femminili che miste, all’avvio di programmi di microfinanza, all’acquisto di catering per feste, matrimoni e funerali e ad altre attività che variano a seconda del villaggio.

Con l’aiuto della responsabile locale di GMA, ogni villaggio è riuscito a raggiungere degli obiettivi di creazione di reddito e di una parziale indipendenza economica, grazie ai microinterventi e alla filosofia di GMA che punta a “far camminare con le proprie gambe” ogni cooperativa e ogni famiglia, fornendo un aiuto logistico e concreto agli inizi, ma che deve essere sempre bilanciato da alcune attività da parte dei componenti del villaggio stessi, che in questo modo diventano attivi e responsabili del mantenimento delle strutture e delle conoscenze che sono state fornite.
L’attività di ricerca dell’Università di Bergamo potrebbe essere, in quest’ottica, interessante per GMA, in quanto l’analisi dei dati ricavati dalla interviste potrebbe portare al sorgere di richieste particolari, che potrebbero essere soddisfatte con l’aiuto di GMA.

In conclusione, posso affermare che la mia esperienza è stata decisamente positiva, sia per quanto riguarda la parte di collaborazione con l’Università che per la collaborazione con GMA. Durante il periodo di stage ho appreso come organizzare e svolgere una ricerca sul campo, come affrontare i problemi che possono sorgere e come risolverli, in un contesto totalmente diverso dal nostro. Ho appreso anche come portare avanti piccoli progetti di cooperazione possa servire molto più alle realtà locali rispetto ai grandi progetti che spesso finiscono sui giornali, ho imparato un metodo di lavoro e di aiuto che ritengo  molto valido, avendo avuto la possibilità in passato di conoscere altre realtà attive sul territorio africano. È stata, quindi, un’ottima esperienza, che mi ha permesso di aumentare le mie conoscenze sia tecniche che umane, dandomi l’opportunità di conoscere realtà diverse e di assimilarle, e di un modo di agire verso i paesi cosiddetti in via di sviluppo.

Veronica Vergani

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Lo sviluppo nasce dalla Formazione

Formazione

GMA Onlus dedica il 2014 alla Formazione.

La cooperazione si basa sulle relazioni… e il nucleo dalla quale nascono le buone relazioni è la FORMAZIONE. Non possiamo parlare di donna, bambino, acqua e villaggio senza mettere al centro la formazione, vero motore di cambiamento per le popolazioni del Corno d’Africa.

In Etiopia ed in Eritrea la condizione della donna è ancora molto dura.
Fin da piccole vengono costrette a dolorose mutilazioni genitali, a percorrere molti km al giorno a piedi per prendere l’acqua e la legna necessaria, a portare a pascolare pecore e capre. In questo modo la loro educazione viene meno perché costrette ad occuparsi della casa e dei loro fratelli più piccoli quando la madre non c’è.
Solo agli uomini è permessa l’istruzione, ma in Africa sono le donne che si prendono cura dei figli quando i loro mariti sono in guerra, sono loro che provvedono alla gestione della casa, sono loro che fanno la differenza all’interno della comunità. Una donna istruita è una donna che prende coscienza delle proprie capacità, è una donna in grado di avviare piccole attività generatrici di reddito e di osservare le cure necessarie per se stesse e i loro figli. È una donna che occupa un ruolo nel villaggio in cui vive.

Ecco gli ambiti in cui la formazione è un ingrediente fondamentale per promuovere lo sviluppo: igiene-sanità, microfinanza, agricoltura- allevamento.

Le condizioni igienico-sanitarie e la diffusione delle malattie in Africa rimane un’emergenza. La lotta all’AIDS è la priorità.
Secondo il nuovo rapporto Towards an AIDS-free generation Stocktaking Report on Children and AIDS 2013  lanciato dall’UNICEF il 29 Novembre scorso, sono stati fatti grandi progressi nella prevenzione della trasmissione materno-infantile dell’HIV: sono state oltre 850.000 le nuove infezioni infantili scongiurate tra il 2005 e il 2012 in paesi a basso e medio reddito.
Tra il 2009 e il 2012 i nuovi contagi tra i bambini sono diminuiti del 76% in Ghana, del 58% in Namibia, del 55% in Zimbabwe, del 52% in Malawi e Botswana e del 50% in Zambia ed Etiopia.

Per la promozione di attività generatrici di reddito, molto spesso, un elemento vincente è la costituzione di una cooperativa: GMA svolge attività di microfinanza informale promuovendo i gruppi di risparmio e credito nei quali i membri (spesso donne) mettono in comune i propri risparmi in riunioni periodiche (settimanali, mensili) al fine di concedere a ciascun membro del gruppo, in modo rotativo, un prestito corrispondente all’ammontare raccolto. L’attività essenziale nei primi periodi è il ritrovo periodico e la scelta di esercitare una piccola attività comune durante le riunioni (ad esempio, la filatura del cotone per la preparazione dei tipici scialli locali). Se si constata la solidità del gruppo e la sua “capacità imprenditoriale”, si rafforzare finanziariamente lo stesso con un piccolo fondo di dotazione iniziale. Nel frattempo, vengono stabilite regole ben precise per la gestione dell’attività di risparmio e credito. Da questo tipo di attività normalmente si avviano attività generatrici di reddito, quali: l’allevamento di buoi, l’orticoltura, la gestione di piccoli servizi per il villaggio, come un negozio, un mulino, servizio di catering.

L’85% della popolazione dell’area del Wolayta è dedita all’agricoltura e i prodotti agricoli rappresentano, quindi, oltre che la principale fonte di entrate anche la base dell’alimentazione della popolazione. La Banca dei Semi permette di selezionare semi per la produzione di piantine e sementi di cereali, ortaggi, tuberi, legumi, foraggio e piante da frutto e di diffondere nuove agricolture sul territorio. L’obiettivo della formazione è quello di insegnare e garantire una corretta gestione della banca: dalla produzione dei semi alla loro conservazione e vendita, come prevenire malattie delle piante e danneggiamento delle sementi.

L’allevamento di buoi da ingrasso e di animali di piccola taglia, quali pecore e capre, garantisce una fonte di reddito derivante dalla loro vendita. Questi animali non richiedono grossi costi per la loro gestione e fornisce latte per i bambini e anziani, migliorandone così l’alimentazione.

Sosteniamo il #2014 anno dell’agricoltura familiare… partendo dalla #Formazione.

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MICROFINANZA: una leva per lo sviluppo

La microfinanza è l’offerta di servizi finanziari a favore di segmenti di popolazione che, per dimensione economica modesta, per le caratteristiche di reddito o per difficoltà di comunicazione, sono difficili da servire da parte del mondo bancario tradizionale. Talvolta, si tratta di iniziative autoorganizzate dagli utilizzatori, spesso organizzati in gruppo.

Donne di uno stesso villaggio si associano in forma spontanea, si ritrovano periodicamente per delineare quella che sarà la loro attività comune, iniziando da qualcosa di molto semplice (ad esempio, la filatura del cotone per la preparazione dei tipici scialli locali). In questi momenti di scambio di idee sul futuro del loro gruppo, le donne iniziano a raccogliere i propri risparmi in un fondo comune e stabiliscono regole precise per la gestione dell’attività del risparmio e la successiva attività di credito, con costituzione di un comitato elettivo di credito.
All’interno del gruppo vengono poi selezionate alcune che si occuperanno in modo specifico della gestione.
Il passo più importante è costituito dalla raccolta del risparmio presso le donne che formano il gruppo. Questo è il primo segnale dell’impegno che esse hanno preso. Le donne si incontrano settimanalmente e versano ciascuna una piccola somma di denaro. Successivamente, l’associazione integra quanto raccolto con una somma, modesta, parametrata al numero di donne partecipanti. L’insieme di questo contributo e dei risparmi costituisce la base per l’attività del prestito: ciascuna donna può presentare domanda di finanziamento al comitato dei credito per realizzare la propria attività che viene valutata in termini di sostenibilità (dal punto di vista economico e di capacità gestionale di chi la vuole intraprendere). Qualora l’esito sia positivo, viene erogato il prestito.
Vengono poi stabiliti dei gruppi di interesse per ambito di attività (ad esempio, allevamento, artigianato, piccolo commercio,…) che possono essere seguiti con formazione specifica sull’attività in questione.
Per ogni somma ottenuta a prestito, necessaria ad avviare le diverse attività, le donne devono rimborsare una quota a settimana con una percentuale di interesse. I tempi per rifondere il credito variano da un anno a sei mesi. 
Le donne scelgono poi due responsabili (che si controllano reciprocamente), esterni al gruppo stesso, che terranno i contatti con la banca per depositi e prelevamenti.
Una volta formato ed avviato il gruppo di risparmio e credito, si fa leva sulla coesione del gruppo stesso per avviare altre attività comuni con implicazioni economiche (ad esempio, la gestione di un mulino) o sociali (ad esempio, formazione), anche a vantaggio dell’intero villaggio (ad esempio, protezioni delle sorgenti).

Lo schema risparmio-credito rafforza e migliora dunque considerevolmente la situazione delle donne attraverso l’aumento del loro reddito familiare ed il controllo che loro stesse potranno effettuare su tale reddito.  Tutto il villaggio beneficia di questo fermento partecipando alle scelte del gruppo, traendo beneficio dalle entrate delle attività e motivandosi a seguire l’esempio rappresentato dal gruppo.

La visita di Maria al villaggio di Jole

Maria si trova ora in Etiopia per la sua missione insieme a Laura Viganò, Davide e Veronica, quest’ultimi collaboratore e studentessa dell’Università di Bergamo. 
Insieme a Tamre incontrano tutte le socie del villaggio di Jole e alcune di loro raccontano la propria esperienza:

  • Tadelech ha avuto come tutte più di 4 prestiti che vanno dal birr 50 – birr 100 – birr 150 – il quarto prestito variabile da 400 sino a 2000 birr. All’inizio con i primi prestiti ha migliorato il commercio del marito facendo angera, vendendo il te, poi ha iniziato in proprio a gestire e poi costruire un ristoro con negozio adiacente. Quest’anno è riuscita a realizzare un mulino ad Areka e a completare gli studi ( dalla 7° ha completato la 10° con esame nazionale);

  • Un’altra socia proveniente dalla campagna, lontano di più di 10 km dalla strada e dal villaggio, ci spiega che con i prestiti avuti ha iniziato ad acquistare farina, spezie, burro e commerciare il tutto nei mercati dei villaggi. È da solo 3 anni socia della cooperativa;

  • Almaz, che con i primi prestiti ha avviato un commercio, poi è riuscita con 8000 birr comperare 4 pecore e quest’anno con l’ultimo prestito e il guadagno avuti nel vendere alcune pecore che nel frattempo di sono moltiplicate è riuscita ad acquistare una mucca da latte. Ora al mercato vende il 50% del latte e burro.


Qui le immagini dell’incontro di Maria con le donne del villaggio.
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