VILLAGGIO

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Villaggio di Hamelmalo

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Contesto di riferimento

La cittadina di Hamelmalo si trova nella regione Anseba, a nord di Asmara, 105 km dalla capitale e 13 km da Keren, la terza città dell’Eritrea. Ha 17000 abitanti, di cui 43% inferiori ai 15 anni, di etnia Bilen, Tigrè e Tigrigna, con maggioranza di musulmani. Come tutti i villaggi eritrei è molto povero: la popolazione si dedica alla pastorizia e ad un’agricoltura di sussistenza. La scarsità delle piogge, soprattutto negli ultimi anni, porta talvolta siccità e carestia in tutta l’Eritrea. Nella cittadina di Hamelmalo vi è un unico centro sanitario gestito dalle suore Filippini. Il centro sanitario non dispone di acqua corrente, quindi ci si rifornisce d’acqua andando con l’ambulanza ad acquistarla in bidoni a Keren (800 litri per volta), a un costo molto elevato.


Obiettivi

Il progetto si propone di assicurare la disponibilità d’acqua per usi sanitari a circa 420 bambini/giorno (120 del centro sanitario e 300 della scuola materna). Inoltre si propone di assicurare un certo quantitativo d’acqua (12m3/g) anche agli abitanti della cittadina, che abitano più vicini al complesso.


Descrizione Attività

Il progetto si svilupperà in due fasi:
1. Perforazione del pozzo, stima della portata d’acqua disponibile e completamento della vasca di raccolta dell’acqua.
2. Installazione di pompa, tubazioni e accessori, allacciamento elettrico


Beneficiari

Beneficiari diretti del progetto: N° 420 bambini/ragazzi
Beneficiari indiretti del progetto: 100 adulti che visitano o sono ricoverati, giornalmente l’ospedale, 100 donne che frequentano i corsi di formazione, 30 suore, 600 abitanti della cittadina che si approvvigioneranno alla fontana esterna al complesso.

 

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#missione #Etiopia2014

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Maria è partita per la missione in Etiopia. Anche quest’anno ci saranno amici e alcuni #giovaniGMA che la accompagneranno nella visita ai villaggi, cooperative e progetti che GMA onlus, insieme a voi, sta sostenendo.

DIARIO della #missione #Etiopia2014

29 Novembre: Maria e p. Vitali all’inaugurazione punto #acqua realizzato dal CVM con il contributo ambasciata italiana al villaggio di Grumo Ladiscia. Sotto la cena insieme a CVM e ambasciatore.

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24 Novembre: Maria e p. Vitali a Meki

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21 Novembre: p. Vitali parte da Venezia per raggiungere Addis Abeba. 
17 Novembre: Maria in visita – qui alla scuola di Mokonissa con i bambini e sotto alla scuola di Shasheko Shone

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10 Novembre: Giacomo e Matteo partono nel pomeriggio per tornare in Italia. Qui con Maria hanno fatto tappa al lago di Langano.

maria e giovani LANGANO

7 Novembre: Giacomo, Matteo e Maria sono a Ololà 

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4 Novembre: Giacomo, Matteo e Maria fanno visita al villaggio di Edo Boloso
Giacomo scrive:
“Oggi visita all’asilo del villaggio di Edo Boloso realizzato dal GMA onlus con la collaborazione delle famiglie italiane. Bellissima accoglienza dei bimbi che ci hanno accolto anche nelle loro classi insegnandoci l’alfabeto”

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Maria, Giacomo e Matteo al loro rientro a Soddo dopo la visita al villaggio di Edo Boloso.

maria e i giovaniGMA

3 Novembre: Giacomo, Matteo e Maria a Bughe Ghenet – guarda qui il progetto BACO DA SETA –
Matteo ci racconta: “
Il primo villaggio del nostro viaggio è stato BUGHE GHENET dove delle tenaci donne stanno portando avanti varie iniziative commerciali e produttive per mezzo delle azioni di microfinanzia della Cooperativa. L’ultima di queste iniziative è l’allevamento del Baco da Seta, al momento in fase di startup”


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1 Novembre: #giovaniGMA, Giacomo Zampieri e Matteo Mantoan, partono da Venezia per raggiungere Addis Abeba. Ad aspettarli ci sarà Maria.
30 Ottobre: Visita a Bughe Ghenet – baco da setaGuarda le FOTO e scopri il villaggio

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29 Ottobre: Visita al villaggio di Sawla
27 Ottobre: Visita alla nuova cooperativa di Humbo composta di 50 donne. E’ in progetto la costruzione della sala multiuso.
24 Ottobre: Maria, Gianmario e Laura pranzano insieme alla cooperativa di Soddo
21 Ottobre: Arrivo ad Addis Abeba
20 Ottobre: Maria insieme a Gianmario Gnecchi e Laura Viganò partono per l’Etiopia

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A #scuola con i nuovi #banchi

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In Etiopia il tasso di istruzione tra gli adulti è del 41,5%, mentre tra i giovani è del 57,4%. Il tasso d’iscrizione scolastica nelle scuole elementari è del 51% e in quelle secondarie solamente del 15%. Per questo uno dei principali obiettivi del Governo etiopico è accrescere le iscrizioni scolastiche cercando anche di ridurre la discriminazione tra i sessi. La situazione è meno grave nei grossi centri urbani, dove la differenza di scolarizzazione tra maschi e femmine è inferiore e in generale il tasso di alfabetizzazione più alto, ma nelle aree rurali il tasso di alfabetizzazione diminuisce sensibilmente, in particolare nella popolazione femminile. Il Wolaita è una delle aree più densamente popolate del paese. In molti villaggi scuola ed asilo sono assenti, i bambini sono costretti a percorrere a piedi diversi km ogni giorno per poter frequentare le lezioni, spesso in strutture non adeguate da un punto di vista igienico sanitario.

Fondamentale è inoltre la presenza di asili. La scuola materna permette ai bambini di crescere in un contesto sereno e pone le prime basi del processo di apprendimento. Frequentare almeno un anno di asilo è inoltre necessario per poter accedere alla scuola elementare e ricevere un’adeguata formazione. L ‘intervento del GMA nasce da richieste precise dei comitati dei villaggi che hanno segnalato la mancanza di strutture scolastiche adeguate, la cui presenza aiuterebbe invece a ridurre l’analfabetismo in età infantile ma anche tra gli adulti. Tali strutture potrebbero essere usate anche nelle ore serali, in particolare per corsi dedicati alle donne.

KUTTO SORFELLA: tutti sui nuovi banchi!

L’asilo ora è attivo e vivace frequentato da 160 bambini, l’asilo è costituito da due aule, un magazzino e una sala insegnanti. La vivacità dei piccoli ci invade immediatamente… ci sono ospiti, si fa festa!
Solo un mese prima si era svolta l’inaugurazione, i piccoli hanno iniziato le lezioni verso la fine dell’anno scolastico, abbastanza da alimentare l’entusiasmo e far sorgere nuove aspettative. L’educazione è un diritto fondamentale, e una delle nostre priorità, per questo nel 2013 e 2014 abbiamo puntato tanto sulla costruzione di scuole.  Grazie a voi ora Kutto Sorfella ha un asilo e una scuola elementare.

Ad aprile 2014 l’asilo è stato inaugurato, i bambini hanno iniziato ad accedere agli ambienti nel mese di maggio. A settembre i bambini hanno avviato il loro primo anno scolastico completo nel nuovo asilo, niente più aule in fango poco luminose, ma classi ampie con nuovi banchi (realizzati grazie a voi) e tanta voglia di imparare cose nuove!

Guarda QUI le foto – villaggio di Kutto Sorfella

EDO BOLOSO: una comunità in azione per mandare i bambini a scuola

Anche a Edo Boloso i bambini sorridono sui banchi di scuola.
La realizzazione dell’asilo all’interno delle attività parrocchiali, ha dato vita ed entusiasmo a tutta la comunità. Da settembre sono tutti in classe con grande entusiasmo. Superate le prime difficoltà organizzativa, circa i compiti di gestione della scuola e per la definizione delle responsabilità, ad Edo Boloso tutti si sono impegnati mettendo la propria parte.

Il governo locale e il ministero dell’istruzione garantiranno i libri di supporto, lo stipendio degli insegnanti, la formazione del personale.
La comunità del villaggio, insieme alla cooperativa, forniranno la merenda di metà mattina fornendo direttamente pane e te, seguiranno la pulizia degli ambienti, e manterranno la pulizia degli spazi esterni e la recinzione. Coltiveranno alberi nel piazzale della scuola.

La chiesa locale, dal canto suo, acquisterà le stoviglie per la mensa, e aiuterà nel trasporto di persone e materiali.
Per aiutare tutti a sostenere i costi di gestione nell’estate hanno organizzato un festival di raccolta fondi: proprio come succede da noi, nelle scuole dei nostri figli!, dove spesso anzi, un’idea in più arriva per le nostre scuole da Edo Boloso e dai villaggi vicini: gli spazi esterni della scuola, sono spesso coltivati da insegnanti, guardiani e genitori.  La vendita dei prodotti agricoli è finalizzata a sostenere le spese di gestione dell’edificio!

Guarda QUI le foto – villaggio di Edo Boloso

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Biogas a Bughe Ghenet

“Ho cambiato la mia vita, no anzi… è cambiata quella dei miei figli, ora possono studiare!” ci racconta Askale.

Con una tecnologia molto semplice si valorizza l’igiene con la costruzione di latrine, si produce energia elettrica, si crea combustibile per la cucina, si riducono le malattie, si crea fertilizzante che può essere usato sul proprio terreno e essere venduto nella zona.
In Etiopia, un paese in cui una famiglia su tre ha accesso a condizioni igieniche adeguate, le famiglie delle zone rurali soffrono la carenza di qualsiasi tipo di servizio igienico sanitario, dall’accesso all’acqua pulita, alla disponibilità di servizi igienici, alla mancanza di elettricità e condizioni di vita dignitose nei nuclei famigliari legati ai metodi tradizionali di gestione della casa e di mancanza di prevenzione alle malattie idro-trasmissibili.
La contaminazione ambientale, batteriologica ed animale ha contribuito fino ad ora a rendere le malattie idro-trasmissibili tra le principali cause di mortalità (35% dei casi) e morbilità.
L’assenza di acqua pulita e la posizione della sorgente rispetto alla cittadina, fanno sì che le stesse condizioni igienico sanitarie siano precarie.
Altro problema che affligge l’area è quello legato al reperimento di combustibili, nelle aree rurali costituiti per più del 94% da legname, la restante parte da sterco di animali.
L’uso massiccio di questi combustibili comporta diversi problemi: l’abbattimento di foreste e zone verdi, l’impoverimento del suolo dovuto alla scarsa presenza di alberi e al mancato uso di concimi animali; inoltre compito di reperire e trasportare il legname spetta ancora alle donne, che devono percorrere ogni giorno diversi km a piedi con la legna in spalla.
Negli ultimi anni, il governo della regione Wolaita sta fortemente incentivando l’installazione di impianti di biogas a uso famigliare per migliorare le condizioni di vita della gente in modo semplice ma efficace. GMA ha scelto di sostenere questa campagna, promuovendo la realizzazione dell’impianto di biogas nella caffetteria del villaggio di Bughe Ghenet e nella scuola, come punti “esemplari” di applicazione della nuova tecnica.
Intanto la gente vede gli esempi positivi delle prime 6 famiglie che nel villaggio hanno potuto installare il biogas.

La signora Askale ci racconta di aver potuto realizzare l’impianto grazie ad un contributo a fondo perduto dell’amministrazione locale e ad un prestito ottenuto dal fondo rotativo della cooperativa di Bughe Ghenet. A due anni di distanza dall’installazione, ci racconta i molteplici benefici, anche inaspettati.
Con molta semplicità Askale ci racconta di essere contenta dell’investimento fatto. L’installazione del biogas costa 250 € per la famiglia, una spesa consistente per chi vive con soli 25 € al mese, ma che presenta immediatamente vari benefici: l’impianto prevede la realizzazione di una latrina, la costruzione di un punto di raccolta dello sterco e materiale deperibile, una camera di fermentazione, un sistema di canalizzazione del gas per alimentare il forno tradizionale e produrre la luce. Il materiale rimanente dal processo di fermentazione diventa fertilizzante da riutilizzare in agricoltura.

Per questo è nostra intenzione sostenere le famiglie nell’installazione di impianti biogas, Askale ci argomenta alcuni buoni motivi:
Non perdo più tempo per cercare legna per alimentare il fuoco, non ho più fumo in casa quando cucino, quindi non soffro più di congiuntiviti frequenti. L’impianto è particolarmente facile da usare, non ha costi di mantenimento, né esigenze di manutenzione.  I miei figli (Askale ha cinque figli, due studenti universitari, tre figli frequentano la scuola dell’obbligo) ora possono studiare la sera quando tornano a casa grazie alla luce prodotta, prima potevamo lavorare solo con la luce del sole. Oltre ad avere un punto igienico per i bisogni personali, avere luce e gas a costo zero… ne ricaviamo anche del fertilizzante per il nostro terreno. Ogni anno dovevo acquistare 12 sacchi di fertilizzante, perché lo sterco delle mucche non ci bastava, oggi non devo più sostenere questa spesa… anzi, posso addirittura vendere il fertilizzante, che è molto richiesto sul mercato!”

Askale è stata una donna coraggiosa ed intraprendente, la gente del villaggio la ammira …e non vede l’ora di poter replicare il suo esempio. Riusciamo ad aiutarli a cambiare la loro vita?