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Superficie: 121.320 km2 Capitale: Asmara Lingue: tigrino, afar, tigré, beni amer, saho, cumana, arabo, altre lingue cuscite Sistema politico: repubblica parlamentare unicamerale (a partito unico; governo di transizione) Indipendenza: 24 maggio 1993 Capo dello stato e del governo: Isaias Afwerki (dall'8 giugno 1993) Religioni: cristiani copti, cattolici e protestanti (53%), musulmani (45%), seguaci delle religioni tradizionali (2%) POPOLAZIONE Abitanti: 4.561.600 Gruppi etnici: tigrini (50%), tigré e cumana (40%), afar (4%), saho (3%), altri (3%) Crescita demografica: 2,51% Tasso di fertilità: 5,61 nascite per donna Popolazione urbana: 20% (stime per il 2015: 26,5%) Mortalità infantile (sotto i cinque anni): 85 ogni mille nascite Speranza di vita: 58,47 anni Alfabetizzazione (sopra i 15 anni): 58,6% Prevalenza Hiv: 2,7% Accesso ai servizi sanitari: 9% Accesso all?acqua potabile: 40% ECONOMIA Indice di sviluppo umano: 0,444 (161° su 177 paesi) Prodotto interno lordo: 800 milioni di dollari Reddito annuo pro capite: 171 dollari Risorse agricole: sorgo, ortaggi, granturco, cotone, tabacco, caffè, sisal; bestiame; pesce Esportazioni: bestiame, sorgo, tessili, piccoli prodotti manifatturieri (per 34 milioni di dollari) Importazioni: macchinari, prodotti petroliferi, cibo, prodotti manifatturieri (per 676 milioni di dollari) Debito esterno: 311 milioni di dollari (2000)
Dati tratti da www.nigrizia.it Per maggiori informazioni si veda: www.unicef.it, www.undp.org
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E DOPO L’INAUGURAZIONE DI ADI GHEMBELLO, DIAMO DA BERE AD ALTRE 3000 PERSONE Nel villaggio di Defere, il nuovo impianto idrico è completato. Dopo una lunga attesa l’impianto è stato collegato alla corrente elettrica e ora la gente del villaggio vede l’acqua scorrere pulita dai rubinetti, anziché doversi recare alla pompa a mano che sta ai piedi del villaggio e che almeno due periodi all’anno … è secca. I tecnici manutentori, selezionati all’interno del villaggio sono stati formati per assumersi la responsabilità della manutenzione e della buona gestione dell’impianto. La campagna “Acqua pulita per favore” ha raggiunto un altro importante obiettivo: dare acqua pulita ad altre 1500 persone in Eritrea. Il terzo villaggio che avrà acqua pulita è Gheremi, piccolo villaggio arroccato sull’altopiano di Asmara. Tutto il materiale per realizzare l’impianto idrico è stato importato dall’Europa, a causa dell’impossibilità di reperire il materiale per le costruzioni in loco. Ma durante l’attesa la gente del villaggio non è rimasta a guardare. In particolare donne e anziani si sono messi all’opera per portare terra, ghiaia, scavare le piccole trincee per le tubazioni. Poi, iniziati i lavori, hanno dato ospitalità ai muratori che venivano da Asmara. Insomma, anche a Gheremi arriverà l’acqua pulita grazie a tutti voi che avete sostenuto la nostra iniziativa, ma anche al grande lavoro di squadra della gente di Gheremi e alla collaborazione delle amministrazioni locali. |
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Eritrea: Piccoli allevamenti familiari |
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ERITREA: Piccoli Allevamenti Familiari CONTESTO DI RIFERIMENTOL’Eritrea è uno dei paesi più poveri del mondo. L’80% della popolazione vive di agricoltura di sussistenza e pastorizia; a causa delle ricorrenti siccità, del disboscamento e dell’erosione del suolo persiste un’insufficienza cronica di disponibilità alimentari. Il sistema di produzione agricolo è inoltre basato sull’auto sostentamento e caratterizzato da produzioni molto basse a causa delle tecniche arretrate e tradizionali che vengono utilizzate. 40 anni di guerre hanno aggravato questa situazione. A farsi carico della famiglia nella maggior parte dei casi sono le donne: i mariti sono morti in guerra, lontani da casa per svolgere il servizio militare obbligatorio e permanente oppure sono disabili e non sono in grado di lavorare. Per migliorare la vita di queste famiglie occorre proporre a queste donne nuove opportunità di sviluppo che permettano loro di aumentare i loro redditi e quindi la qualità e le aspettative della loro vita. L’acquisto di capre per l’avvio di piccoli allevamenti, attività tradizionale in Eritrea, permetterebbe di avviare un circolo virtuoso capace di generare nuovi redditi ed aspettative. SCOPO DEL PROGETTOMigliorare le condizioni di vita delle famiglie più povere dei villaggi in cui GMA è presente, in particolare di quelle famiglie in cui il capo famiglio è la donna o famiglie molto numerose ed in difficoltà. Lo scopo è avviare piccole attività produttrici di reddito. OBIETTIVI• Migliorare le condizioni di vita dell’intera famiglia, in particolare di donne e bambini; • Incrementare il reddito della famiglia grazie alla vendita degli agnelli, • Migliorare l’alimentazione dei bambini grazie alla disponibilità immediata di latte e futura di carne, • Migliorare la produzione degli orti familiari grazie all’utilizzo del letame raccolto nei ricoveri notturni; • Innestare un circolo di solidarietà nel villaggio attraverso la donazione del secondo agnello nato ad un’altra famiglia bisognosa, • Migliorare la fiducia nelle donne; BENEFICIARI Famiglie più bisognose nei villaggi seguiti da GMA: Adi Teklai, Adi Teklesa, Akrur, Zagher. A beneficiare dell’intervento saranno in particolare donne e bambini. ATTIVITA’I beneficiari saranno selezionati in collaborazione con l’amministrazione locale che selezionerà assieme al responsabile progetto le famiglie più bisognose. A ciascuna famiglia verrà consegnata almeno una coppia di capre o pecore. Si tratta di animali rustici e che fanno parte del patrimonio zootecnico tradizionale, che ben si adattano al clima arido, ai periodi di siccità e riescono a sfruttare le poche risorse presenti sul territorio.Una volta donati gli animali verranno condotte visite mensili nelle case delle famiglie beneficiarie per vedere l’andamento dell’attività e le ripercussioni a livello familiare. I responsabili organizzeranno riunioni trimestrali per discutere l’avanzamento del progetto e scambiarsi esperienze ed idee. BUDGETLa spesa prevista per l’acquisto di ogni animale è di 40 €. Con 200 € sarà possibile avviare un piccolo allevamento familiare. |
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ERITREA: costruzione del Mogogò Ecologico PROBLEMI NELL’AREA DI INTERVENTO Il territorio eritreo è stato soggetto ad un continuo degrado per cause naturali ed umane: condizioni climatiche avverse, deforestazione, coltivazioni e pascoli intensivi, erosione del suolo e riduzione della fertilità. La popolazione, quindi, è stata colpita spesso da gravi carestie e da una pesante crisi di fame; attualmente il problema della conservazione del territorio si fa più che mai urgente con interventi anche a livello governativo. Nell’area eritrea si registra inoltre un grave deficit nelle basilari conoscenze igienico-sanitari delle madri di famiglia; molte donne sono i soli punti di riferimento delle famiglie e sono fortemente penalizzate dalle situazioni critiche in cui si trovano a vivere, costantemente impegnate fuori casa a procurarsi i mezzi di sopravvivenza. Il classico forno mogogò comporta un’elevata presenza di fumo nelle cucine dato che nelle case non esiste un sistema di captazione del fumo; vi è poi un pericolo per le scottature a causa della fiamma libera che si trova a livello del pavimento e non è protetta. Il vecchio fumo consuma molta legna, già scarsa in tutta l’Eritrea, per cui donne e bambini sono impegnati a percorrere molti chilometri prima di recuperare il combustibile (legna e sterco essiccato) per il forno. ATTIVITA' PREVISTELe attività previste da questo progetto intendono operare a livello locale inserendo nelle case dei villaggi target i nuovi forni tradizionali, mogogò, per ridurre non solo i problemi di salute legati a un forno che produce molto fumo all’interno della cucina ma anche il problema della desertificazione, essendo i nuovi forni a basso consumo energetico oltre che a più alto rendimento.Oltre a questo, si intende sopperire al deficit informativo delle donne in merito ai principi basilari di igiene, cura dei neonati, pulizia della casa per migliorare sensibilmente la qualità della vita del nucleo famigliare e di riflesso dell’intera comunità. OBIETTIVIMigliorare le condizioni di vita della famiglia e di riflesso di tutta la comunità grazio ella sostituzione dei vecchi mogogò con nuovi forni ecologici. I nuovi forni: • riducono in consumo di legna del 50%, lasciando maggior tempo per lo studio a disposizione dei ragazzi che percorrono chilometri per procurarla e così salvaguardare l’ambiente; • riducono i tempi di cottura dell’engera (tradizionale focaccia) lasciando più tempo alle donne per curare i bambini; • riducono la quantità di fumo prodotta ed elimina l’inquinamento domestico perché i fumi sono convogliati all’esterno; • non nuocciono alla salute, eliminando i problemi respiratori, il bruciore agli occhi e le scottature dei bambini; • rappresentano un arredo piacevole per le abitazioni, normalmente molto spoglie e annerite dal fumo. SOSTENIBILITA’Le realizzazione dei forno mogogò è affidata ad un gruppo di donne del villaggio, le lavoratrici riunite in cooperativa ed addestrate da suore esperte. Al termine dei lavori, la padrona di casa verrà istruita in modo di utilizzare il mogogò e sugli eventuali interventi di manutenzione per mantenerlo sempre efficiente. I comitati nei villaggi si assumono poi l’impegno di controllare nei mesi successivi che le padrone di casa usino il forno in modo appropriato, tendendolo pulito, con le portine chiuse e la legna di pezzatura piccola. La maggior parte dei materiali viene approvvigionata localmente, i lavori iniziano solo dopo che le famiglie hanno raccolto tutto il materiale necessario; il resto verrà necessariamente acquistato all'esterno. |
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UN FORNO PER LA VITA: ESPERIENZE ECO-SOSTENIBILI IN ERITREA |
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Mentre in Italia si sta sviluppando una cultura attenta alla sostenibilità ambientale, in Eritrea, diventa fondamentale scegliere nuove tecnologie ecocompatibili per facilitare la vita delle famiglie, e in particolare delle donne. Partendo da un elemento tradizionale e fondamentale per la vita di un eritreo, il Mogogo, che è il forno tradizionale, cerchiamo di migliorare la vita della gente, dal punto di vista della salute, e con un basso impatto ambientale. |
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Da villaggio a villaggio il passaparola dell’entusiasmo e dell’esperienza La formazione della donna rimane il cuore pulsante delle nostre attività in Etiopia e in Eritrea, a fianco dell’esperienza di Donnattiva (i corsi professionali di Asmara per giovani madri sole), negli ultimi anni sta acquisendo sempre maggiore importanza la formazione delle donne nei villaggi. |
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ACQUA PER IL VILLAGGIO DI GHEREMI |
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Geremi è localizzato nell'Amministrazione della Regione Maekel, parziale zonA di Serejeka. Come da richiesta di Zoba Maekel per fornire l'approvvigionamento d’acqua potabile e sostenibile per il villaggio di Geremi, un accordo fu raggiunto fra quest'ultimo e GMA Asmara. Sulla base di quest’obiettivo fu condotto dal 17 maggio al 10 giugno 2007 uno studio idrogeologico egeofisico. La fonte principale d’approvvigionamento d’acqua del villaggio è un pozzo aperto. Dato che il pozzo è scoperto con scarsa igiene, il sistema d’approvvigionamento d’acqua esistente è lontano dagli standard stabiliti per i villaggi rurali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo studio idrogeologico e geofisico integrato effettuato rivela che per un approvvigionamento d'acqua sostenibile e necessario trivellare un pozzo alla profondità di 40m.
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TORNARE SUI BANCHI DI SCUOLA PER ESSERE MADRI MIGLIORI
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Acqua per il villaggio di Adi Gembolo |
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Adi Gembolo è un villaggio della regione centrale dell'Eritrea. La situazione idrica è impegnativa: con il vostro aiuto GMA lavorerà con la popolazione locale e la regione per portare acqua pulita!
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Acqua per il villaggio di Laiten |
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 Il villaggio di Laiten da anni soffriva per la carenza di acqua: la gente doveva recarsi quotidianamente ad un ruscello per raccogliere qualche litro di acqua. Ora è in realizzazione un impianto idrico e presto circa 2000 persone avranno ACQUA PULITA.
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Cosa sono le case famiglia
Le case famiglia sono una nuova forma di accoglienza dei bambini orfani in Eritrea. Il GMA, nel suo progetto di sostegno all'infanzia, ha scelto di sostenere quattro case famiglia, di gestione del governo eritreo, per sostenere bambini che hanno bisogno e diritto di crescere in un ambiente adeguato dal punto di vista affettivo e "strutturale", con le dovute cure sanitarie e una formazione scolastica appropriata, in un ambiente che sia il più naturale possibile.
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L'assenza di acqua è il problema principale di Tselot, che si trova limitato a causa dell'assenza di acqua pulita da bere, ma anche, e soprattutto, dell'assenza di acqua per l'irrigazione, che limita fortemente la produzione di prodotti per consumo e per il mercato locale e quindi le possibilità di sopravvivenza per la gente del posto.
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