La nostra esperienza in Etiopia: PREVENIRE L'ABBANDONO PDF Stampa E-mail

Il concetto di affido o adozione nazionale è quasi inesistente in Etiopia: anche se nel paese esiste una legislazione circa le adozioni, manca la cultura locale dell’accoglimento di un bambino non appartenente alla propria rete familiare; il sostegno tra famiglie esiste solo a livello parentale.

Il nostro impegno in Etiopia quindi consiste nel prevenire l’abbandono. Qui non ci sono orfani di guerra, i bambini soli sono figli di malattie, povertà e disperazione.
Ecco perché collaboriamo con Ifso, una ONG locale che sostiene le famiglie con bambini in difficoltà…. Le sosteniamo affinché possano avere di che nutrirsi tutti i giorni e andare a scuola, ma soprattutto sosteniamo i parenti psicologicamente, per aiutarli ad affrontare la lotta con la quotidianità, con le malattie (è particolarmente diffuso il virus HIV), con la mancanza di un lavoro e la costante presenza dei pericoli della strada.
È così che è nato il programma   “Una famiglia per ogni bambino-Etiopia”
Ecco l’esperienza di un bambino da noi sostenuto.

Yodenekachew Alemu è quasi adulto, frequenta la scuola professionale in TECNOLOGIA MECCANICA (Scuola Tecnica e Professionale Entoto) anno 10+3 ad Addis Abeba.
Quando entrò a far parte del programma la famiglia di Yodenekachew versava in gravi difficoltà. Ora il ragazzo continua a vivere con i familiari, fortunatamente in quest’ultimo anno non hanno rilevato particolari problemi di salute e nessuno di loro ha perso il lavoro.
Yodenekachew ama studiare (definisce lo studio un hobby!) e in futuro si augura di poter diventare un buon tecnico meccanico.
Come tutti i ragazzi che fanno a parte del programma, ha ricevuto un contributo mensile per il sostentamento, e la sua famiglia ha partecipato a programmi di educazione e formazione sulla gestione delle malattie trasmissibili per via sanguigna e sulla buona genitorialità.
L’esperienza di Yodenekachew è stata particolarmente positiva; negli anni ha visto un progressivo miglioramento delle sue condizioni di vita, non solo per il sostegno economico che ha ricevuto, ma anche e soprattutto per l’affiancamento di alcuni assistenti sociali e operatori che hanno aiutato lui e la sua famiglia.

Come da lui stesso affermato, presto riceverà il diploma; ha già completato i corsi e gli esami finali…
Finisce il percorso di sostegno… e inizia il lungo cammino nella vita da persona indipendente… e orgogliosa!

 

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