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Sabato 12 marzo 2011 si svolgerà a Montagnana (PD) un pomeriggio dedicato alla solidarietà. Alle ore 16.30 presso il teatro dell’Istituto Sacchieri si terrà l’incontro dal tema: “La solidarietà nell’anno europeo del volontariato”
Promuoviamo un pomeriggio di approfondimento rivolto ai soci, amici e simpatizzanti che desiderano fare una lettura del contesto attuale del mondo della solidarietà: affrontandone le crisi, ma anche le nuove grandi risorse. L’evento vedrà come relatore Guido Barbera, presidente del Cipsi (Coordinamento Iniziative popolari di Solidarietà Internazionali), coordinamento di 45 associazioni di solidarietà internazionale, cui GMA appartiene. Lo scopo della giornata è creare un momento di approfondimento e riflessione sul tema della solidarietà internazionale oggi, in un contesto globale in forte cambiamento ma con molti segnali forti di cittadinanza attiva che trovano riconoscimento ufficiali negli ambienti istituzionali e non. Verranno portati ad esempio i Movimenti per l’Acqua, con i referendum sull’acqua previsti a giugno, nati da una vera e propria mobilitazione popolare, e la Campagna per il Nobel alle donne africane 2011, nata come iniziativa popolare e che si sta diffondendo nell’opinione pubblica, per riconoscere il ruolo fondamentale delle donne africane, che quotidianamente e in silenzio portano sulle proprie spalle il continente africano. Perché il volontariato? Gli stessi documenti dell’Unione Europea definiscono il volontariato come “un tipo di attività capace di concretizzare i valori e gli obiettivi dell’Unione Europea, attraverso un’azione di solidarietà e di ascolto degli altri che contribuisce a migliorare sensibilmente le nostre società.” Il volontariato in primo luogo nasce dalle relazioni, dal riconoscimento che tutti gli individui hanno pari diritti e pari dignità. In questa premessa si radica la solidarietà internazionale, che oggi deve essere in primo luogo dialogo e relazione tra popoli, in Italia e all’estero. Giovani, meno giovani, occupati e non occupati, appartenenti a differenti etnie e credo religiosi: i volontari sono la testimonianza vivente di come sia possibile abbattere quotidianamente barriere sociali, culturali, religiose ed etniche. Perché il Nobel per la Pace alle donne Africane? La Campagna è promossa da Solidarietà e Cooperazione Cipsi (Coordinamento di 48 Ong e associazioni di solidarietà internazionale) e da ChiAma l’Africa e propone l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane nel loro insieme. Un Nobel collettivo per riconoscere il protagonismo delle donne africane in tutti gli ambiti della società. Come è scritto sul testo dell’appello da cui è partita la Campagna, “l’Africa cammina sui piedi delle donne”. Non è possibile immaginare il futuro dell’Africa senza avere davanti agli occhi le tante donne comuni che quotidianamente portano il peso di questo pezzo di terra. Ne assumono i drammi e ne vivono le speranze. Donne feriali fondamentali per la vita del continente. La Campagna Noppaw sta diventando sempre più grande e conosciuta, si moltiplicano le adesioni e gli eventi promossi in tutta Italia. Chi sono i movimenti per l’Acqua? l nucleo fondamentale della battaglia sull’acqua è rappresentato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete formata da diverse centinaia di comitati locali e da diverse decine di reti, associazioni ed organizzazioni nazionali. In questi anni, il Forum ha costruito una reticolare e diffusa esperienza di resistenze territoriali alle privatizzazioni e nel contempo ha creato un luogo capace di far divenire l’acqua una forte vertenza nazionale. Con l’esperienza referendaria, il sostegno alla battaglia per l’acqua si è ulteriormente ampliato: la raccolta delle firme - che ha raggiunto il record di oltre 1,4 milioni di firme - ha visto la costruzione di un Comitato Promotore nazionale, Comitato Referendaro 2Sì per l’Acqua Bene Comune, al cui interno è venuta delineandosi la più grande coalizione sociale dal basso nata in questo Paese, che raccoglie il mondo del cattolicesimo sociale, le voci dell’ambientalismo, le realtà sindacali di base e confederali, il mondo associativo altermondialista, le esperienze del terzo settore, della cooperazione e dell’altra economia, le associazioni consumeristiche. Oltre a centinaia di enti locali che si sono costituiti in coordinamento nazionale per l’acqua pubblica. Culture e storie differenti ma con un unico obiettivo: restituire il bene comune acqua alla gestione partecipativa dei cittadini. |