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20° INCONTRO CITTA’ DI MILANO - Milano 8 novembre 2009 Il giorno 8 novembre alle ore 15 si è tenuta l’assemblea annuale del GMA di Milano presso l’Istituto Artigianelli.
Valentino Masotti e Romolo Balarini- responsabili di GMA Milano riportano una riflessione di suor Elisa Kidané, suora comboniana. Suor Elisa ci invita a riflettere sull’idea stereotipata che noi abbiamo dell’Africa (fame, miseria, guerre….oppure leoni e safari) mentre i mass-media sono incapaci di mostrarci il volto vero dell’Africa, le cose belle, la storia e l’umanità dei popoli africani. L’informazione cerca solo di incuterci paura del diverso e dello straniero, ma noi dobbiamo cercare fonti diverse: i missionari che vivono in luogo, le ONG, le riviste specializzate, allora anche la nostra idea di Africa sarà più aderente alla realtà. Viene quindi proiettato il filmato “Come un uomo sulla terra” che documenta, attraverso il racconto di alcuni protagonisti, la tragedia del passaggio nei Centri di detenzione libici di un gruppo di esuli etiopi. Le sofferenze la disumanità che grondano dal documentario ci fanno capire da un lato le terribili condizioni di vita che spingono queste persone a lasciare il loro paese, dall’altro le angherie a cui sono sottoposti dagli intermediari e dagli stessi poliziotti libici, dall’altro ancora cosa rappresenti per loro lo sbarco a Lampedusa. La violazione dei più elementari diritti umani è evidente, ma nessuno, neanche la Commissione dell’Unione Europea incaricata del controllo, sembra preoccuparsi più di tanto. Anche l’Italia guarda più a concludere affari con il governo libico che a protestare per le condizioni dei migranti. Nel 2006-07 gli stranieri arrestati in Libia sono stati 95.000. Tutto ciò dovrebbe farci ripensare le nostre politiche migratorie. Eugenio Melandri, responsabile della rivista Solidarietà, ci parla del problema dell’informazione, riprendendo lo spunto iniziale. Il tema della comunicazione è fondamentale per l’Africa, perché noi parliamo dell’Africa senza conoscerla e senza ascoltare gli Africani. Nei nostri servizi gli immigrati vengono visti in funzione dei nostri bisogni e mai viceversa, non esiste reciprocità. L’idea dell’Africa che ci viene comunicata dai media è quella di un continente senza speranza a cui si può fare solo elemosina: dobbiamo invece capire che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti, allora anche l’informazione cambierebbe. Oggi la notizia è una merce, la scelta delle notizie è operata in funzione del profitto. Tirano le riviste di gossip che non ritraggono la realtà vera, ma una realtà fittizia costruita ad arte. Bisogna invece ascoltare l’Africa e interpretarla con onestà. Le potenzialità dell’Africa sono enormi, però la tratta degli schiavi e la colonizzazione hanno tolto all’Africa la dignità e l’anima. I progetti di sviluppo devono essere pensati e realizzati dagli Africani: solo così si restituisce a questi popoli la dignità e la consapevolezza del proprio valore. Si è iniziata la Campagna per proporre il Nobel per la pace alle donne africane. Le donne mandano avanti la famiglia, l’agricoltura di sopravvivenza, le piccole imprese nate col microcredito, il piccolo commercio. Tutti sono sollecitati a collaborare per la raccolta firme: è molto importante aderire perché la Campagna permette di sensibilizzare un’area vasta di persone. La vita degli africani può insegnarci molto. Follereau prega così “Non permettere che siamo felici da soli” e S. Paolo dice “Portate gli uni i pesi degli altri”. Forse noi abbiamo dimenticato che si deve camminare insieme. Un esempio: quando gli africani contrattano al mercato, lo fanno per trovare il prezzo “giusto” per entrambe le parti, perché il fine della ricchezza deve essere stare bene non produrre altra ricchezza. Padre Vitali parla del peggioramento delle condizioni di vita in Eritrea, che giustifica l’abbandono del paese da parte dei giovani. Ricorda che 14.000 persone sono sepolte nel Mediterraneo e ritiene davvero intollerabile la violenza strisciante che in Italia aumenta sempre più contro gli immigrati. Chiude infine con una nota di speranza. I villaggi che vengono sostenuti dal nostro aiuto sono capaci di autonomia di gestione; nascono cooperative che creano anche piccole banche per il microcredito, si sviluppa il piccolo commercio, si trovano soluzioni al gravissimo problema dell’acqua. In tutte queste attività le donne sono in prima fila perciò è giusto promuovere una Campagna per il Nobel a una associazione che raggruppa varie cooperative di donne. I presenti chiedono alcuni chiarimenti sia di natura pratica sia sul piano politico. Ciascuno se ne va portando con se, credo, motivi e spunti di riflessione su come essere cristiani oggi, su come incarnare il Vangelo, sulla solidarietà come senso della vita. GMA Onlus Sede di Milano Gabriella Carlon
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