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Etiopia Mon Amour- 1 PDF Stampa E-mail

23 ottobre 2009

Amici tutti, ciao!!

Sono passati due giorni e nonostante questo non saprei da dove iniziare…sarebbe riduttivo dire solo che qui e’ un altro mondo e la gente vive in un’altra dimensione: qui vedi tutto, forse la vita vera, forse la sofferenza vera, non saprei…

Per ora stiamo a Soddo, un paese di più di 80.000 abitanti caratterizzato dai tukul (capanne fatte di terra e paglia) e strade di terra rossa (qui l’unica strada asfaltata e’ quella che taglia l’Etiopia e arriva in Sudan) e con buche pazzesche…ovviamente nessuno possiede una macchina e noi giriamo in jeep che ci permette di raggiungere le nostre destinazioni di “lavoro”.
Quando camminiamo per le strade i bambini ci chiamano “farang” (bianchi, stranieri) e ci si attaccano alle braccia, alle gambe: vi giuro che è quasi impossibile camminare, ti accerchiano, ti toccano (e’ fantastico come abbiano sempre bisogno di avere un contatto quasi fosse una necessità fisica)!!!
Stamattina siamo andate per la prima volta nell’orfanotrofio di Dubbo (chiamato “Centro per la Vita”) dove lavoreremo per i prossimi 3 giorni: questo orfanotrofio e’ gestito da suore che accolgono i bambini abbandonati per strada (stamattina mentre eravamo lì la polizia ne ha portati 3!!).
E’ stato incredibile nel senso che appena entrati tutti i bambini ci sono saltati in braccio: qui vengono ospitati bambini al di sotto dei 3 anni, neonati di 4/5 mesi che pesano 1/2 Kg e poi qualche bambino più grandicello che va a scuola, bambini che verranno mandati all’orfanotrofio internazionale di Addis Abeba per poi essere adottati!
Li avevamo tutti addosso: due di loro hanno iniziato a toccarmi i capelli e farmi le acconciature mentre un altro non mi si staccava più dal collo e dalle braccia…ce li avevo sempre sempre attaccati e poi nel pomeriggio hanno iniziato a raparli tutti a zero perché…avevano i pidocchi!! Non so come tornerò, ma ovviamente non importa!!!
Poi abbiamo visitato l’ospedale (nota: gli ospedali sono privati e pochi hanno la possibilità di andarci perché sono a pagamento): abbiamo visto il reparto di pediatria dove un papà ha preso per mano la nostra amica infermiera e l’ha portato dalla figlia cieca (avrà avuto 5 anni) e io a dirgli continuamente “she is not a doctor” ma lui niente: pensano che solo perché sei bianco e straniero li puoi aiutare a guarire, ti credono un dottore, una persona importante.
Poi abbiamo visto una mamma con una bimba in fasce ustionata al viso, alle gambe e alle mani (qui le capanne bruciano spesso e i bambini sono gli ultimi a scappare). E anche un uomo su una barella fatta di legni secchi e storti accerchiato da una ventina di persone: l’uomo e’ morto poco dopo.
Siamo entrate nella sala operatoria: ovviamente non sterilizzata (non credo neanche sia prassi sterilizzare la strumentazione per operare), con un lettino in mezzo e nient’altro…
Spero di non avervi impressionato, ma questo è quello che sto vedendo: e vi giuro che il dolore che si può provare di fronte a tutto questo è poi attutito dai bambini (scalzi, sporchi, con giare in testa e fusti per l’acqua che riempiono nelle pozzanghere) che fanno sorrisi e hanno di quelle sonore risate che credo di non aver mai sentito neanche dal più contento dei bambini occidentali!!!
Poi cala la sera ed è proibito uscire, non solo perché qui non c’è luce (in casa praticamente c’e corrente solo qualche ora al giorno) ma anche perché ci sono le iene che si aggirano per il villaggio e che, non di rado, divorano i bambini abbandonati per le strade…
E nonostante tutto questo, qui la gente è felice!!!
Il mio cuore e’ gonfio di emozioni e forse non riesco neanche a raccontarvi esattamente tutto quello che ho visto, ma spero di avervi dato solo una minima idea perché vi garantisco che e’ solo una piccolissima parte di quello che sto vivendo!

Vale

 
Buon Natale Biniam PDF Stampa E-mail

Carissimo Biniam,

domani è Natale. Mi piacerebbe che quest’anno fosse per te un Natale diverso; mi piacerebbe portarti qui a casa mia, e festeggiare finalmente un Natale degno di questo nome.

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Pagine di Diario Giovani di Pisa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Settembre 2009 13:42

AGOSTO 2009
Un gruppo di Giovani di Pisa ha vissuto un esperienza di animazione a Dubbo - ETIOPIA

Raccontano esperienze, reazioni, pensieri, eventi, paesaggi...

 

Leggi il loro diario e vivi le loro emozioni
 
Pagine di Diario- Shashamanne PDF Stampa E-mail

I giovani di GMA Napoli raccontano avventure, emozioni, sensazioni, eventi, attività...
VIVI CON LORO LA SOLIDARIETA'

 

 
Pagine di Diario- il mimo con gli orfani di Asmara PDF Stampa E-mail


Settembre 2008: il caso vuole che io sia nominata dal Ministero degli Esteri ad insegnare Scienze matematiche nella scuola media  italiana ad Asmara. Stento a  crederci, dato che, da tempo,essendo socia del GMA, ho nel cuore l‘Eritrea. Sarà solo un caso? Mi domando.

Decido di partire...