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L'esperienza di Maria Chiara, una diciassettenne associata al gruppo giovani di Azione Cattolica di Casalnuovo di Napoli (Na), grazie al quale, durante l’ottobre missionario, è stato raccolto materiale scolastico e di igiene personale. L’idea è nata nel fare un progetto per sostenere le attività del gruppo G.M.A. Napoli, molto presente sul territorio campano. Tale materiale è stato portato in Etiopia da Nunzia e dagli altri volontari, ora in piena attività nel villaggio di Shashemane.
NOI E LORO, DUE MONDI OPPOSTI?Per quanto si cerchi di dare un senso a questa vita, che oggi giorno sembra sempre più una corsa contro lo sfracello della società, perdiamo il nostro vero scopo, quello per cui DIO ci ha chiamati. Questo progetto ci ha fatto capire e ritornare al binario principale, ci ha fatto capire ancor di più quante responsabilità abbiamo se questo mondo va sempre più a rotoli sempre più giù in un buio perenne che solo la luce di Dio può stravolgere. Molte volte ci si chiede perché siamo arrivati a questo punto, come può un essere così complesso in struttura e ingegno creare così cattiveria e sofferenza ad altri esseri della stessa complessa fragilità interiore e strutturale… La risposta è che si è perso il senso della fede e cioè l’incapacità da parte dell’uomo di capire che non ci si può sostituire a Dio…che non si può reprimere quel senso di vuoto di dolore con oggetti materiali dal valore nullo. Molto spesso diamo per scontato le cose che possediamo e di conseguenza il nostro comportamento ed il nostro rapportarsi a tali cose ci rende succubi della nostra vita quotidiana e del nostro “troppo”, tanto da non renderci conto della strada che si sta percorrendo e che ci allontana prima da noi stessi e quindi dal nostro LUI. Subentra qui il nostro senso di egoismo dopo aver letto un articolo sulla povertà delle popolazioni aborigene e non solo, basti pensare che si sta ritornando indietro al razzismo, all’odio per il diverso, per la persona che non comprendiamo e quindi escludiamo dalla nostra vita e abbandoniamo al suo destino di solitudine chiuso in se stesso… E così ci interroghiamo e ci diciamo che più di pregare per loro non possiamo fare, che lì è lì e qui è qui e che il nostro posto e nel NOSTRO MONDO non nel loro. L’errore consiste in questo, nel separare cioè il mondo: scinderlo in categorie, loro e noi. Per essere franchi, l’Azione Cattolica Italiana deve combattere contro questa idea completamente sballata; IL MONDO E’ UNO ED UNO SOLTANTO e tutti meritiamo un’occasione, nonché gli stessi diritti e gli stessi privilegi, per cui convengo nel dire che noi giovani di Azione Cattolica con questa grande opportunità che il Signore ci ha concesso abbiamo potuto toccare con mano il nostro essere stati così ciechi ed egoisti verso questi problemi che dovrebbero stare di fatto al posto d’onore di un banchetto che Dio ci propone. Come ha scritto un grande cantante, nonché poeta dei giorni nostri, “per noi le popolazioni povere e bisognose sono scarti, zeri per il mondo, sono nulla, non li vediamo, non li vogliamo, non li comprendiamo e li lasciamo in un angolo buio”. Quante volte si è parlato di bambini-soldato mutilati da uomini scellerati e dispotici malati nel cuore…ma in realtà i veri eroi sono loro, sono loro che osano, sono loro che credono, sono loro che nonostante il loro destino scontato provano con tutte le loro forze a gridare ancora aiuto verso di noi che restiamo impassibili, perché ciechi e annoiati dal nostro stesso torpore. Abbiamo dato un netto freno a tutto questo e ci è stato possibile solo grazie al mese missionario, alla tenda che abbiamo allestito in piazza presso Casalnuovo e non ci siamo arresi al tempo atmosferico sfavorevole, o alla strafottenza della gente…. Ma per fortuna non sono tutti così, per grande fortuna dell’umanità c’è ancora un piccolo cuore puro che pulsa in questo mondo malato e che ci ha permesso di raccogliere materiale per quei bambini dall’aria stanca di chi ha già visto tutto della vita e invece avrebbe dovuto godere l’età dell’infanzia della preadolescenza, “lusso” che noi abbiamo. Che dire di più se non “grazie” alle persone che hanno sentito il bisogno di AIUTARE…che hanno il dono della missione e che sono stati a contatto con la situazione di miseria che aleggia sull’Africa come una bestia vorace di vite, che infine ci hanno fatto toccare con mano quella povertà che dovremmo combattere, quella sofferenza che dovremmo distruggere per far posto ad un sorriso puro e genuino. Siamo missionari della parola di DIO: che cristiani saremmo se non avessimo il bisogno di rendere migliore il nostro tempo, che uomini saremmo se non salvassimo un bambino che ci chiede aiuto con i suoi semplici occhi spenti? Il nostro successo è vano, la nostra gloria pura illusione… E’ nel povero che ritroviamo la potenza di Dio… Ci serva da monito per non dimenticare che ci sono anche LORO e che fanno parte della nostra grande famiglia. Se non li accogliamo siamo noi gli zeri del mondo non questi ultimi. Maria Chiara |