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Settembre 2008: il caso vuole che io sia nominata dal Ministero degli Esteri ad insegnare Scienze matematiche nella scuola media italiana ad Asmara. Stento a crederci, dato che, da tempo,essendo socia del GMA, ho nel cuore l‘Eritrea. Sarà solo un caso? Mi domando.
A dicembre parto dall’Italia per la nuova sede di lavoro, spaventata ma anche molto incuriosita e motivata. Sin dal primo momento, mi sono sentita a casa ; sono tornata indietro di circa cinquanta anni nelle atmosfere di vita della mia infanzia in un paese del sud dell’Italia. Mi pongo l’obiettivo di sentirmi cittadina di Asmara, di vivere le abitudini locali, di interagire con gli abitanti; insomma, di sentirmi “ dentro” e non una semplice ospite di passaggio. Presi i primi contatti con il GMA concordo una certa collaborazione nel sostegno allo studio a favore degli orfani ma, sinceramente, mi sarebbe piaciuto svolgere un’ attività più creativa e divertente. La fortuna vuole che, dopo qualche mese io possa condividere la mia esperienza con Giuseppe, un collega appena giunto nella scuola di Asmara, il quale mi propone un’attività di teatro con i ragazzi. Insieme pensiamo che potremmo privilegiare la comunicazione non verbale dato che la loro lingua è, per noi, sconosciuta e, da febbraio, ci avventuriamo nella nuova esperienza. Abbiamo avviato una serie di incontri dedicati alla visione e rielaborazione dei films di C. Chaplin, i quali si rivelano essere davvero preziosi per i ragazzi. La scelta del mimo è utile a noi, come strategia comunicativa che non necessita dell’uso della lingua locale, considerata la sua difficoltà, ma dimostra anche la sua importante proprietà che permette ai giovani ragazzi di lavorare su se stessi: comunicare con il corpo comporta una buona gestione del corpo e della mente, allena all’autostima e aiuta a sfondare i muri della timidezza e dell’insicurezza. Un percorso di tre mesi, da febbraio a maggio ci ha visti protagonisti di avventure, gag, risate e piacevoli emozioni. Ecco alcune tappe del percorso svolto insiemeI incontro: Prendiamo visione del film di C. Chaplin “ Il monello” I ragazzi seguono con attenzione e interesse, si divertono e ridono nei momenti più divertenti dell’azione. Risultano particolarmente divertenti le scene che rappresentano corse, fughe, inseguimenti, cadute, lotte… sono le scene in cui si immedesimano di più. Al termine della proiezione iniziano i primi esercizi di gestualità, i ragazzi osservano attentamente e partecipano attivamente. In particolare i maschi risultano più attivi, le ragazze sembrano restie…rispondono alle loro proposte. Iniziano a rappresentare situazioni ed emozioni di preoccupazione, sorpresa, divertimento. Il laboratorio ha avuto inizio! II incontro: Si proietta il film di Chaplin “ Tempi moderni” I ragazzi hanno un senso dell’ironia molto spiccato, colgono l’aspetto comico delle azioni del film con gran prontezza. Ma passiamo presto dalla teoria alla pratica, maestro Giuseppe propone subito ai nostri giovani “mimi” alcuni esercizi, quali: far finta di mangiare mentre all’improvviso ronza un insetto che infastidisce (prendendo spunto da una delle prime scene del film), essere bersaglio di un gruppo di scimmie dispettose che sottraggono il cibo durante una fase di riposo e essere affamato. Avere l’improvvisa visione di cibo attraverso un vetro e cercare di prenderlo. Diversi ragazzi riproducono gli esercizi con cura, alcuni di loro introducono elementi personali di fantasia. La componente femminile è più timida e, per ora, non si fa avanti. III incontro: un po’ di sintesi Oggi, causa forza maggiore, sono sola nell’attività. Sono un po’ in difficoltà perché, nel mimo,non ho esperienza come Giuseppe e devo improvvisarmi. Propongo quindi di rivedere alcune scene dei film di C. Chaplin già proiettati, quelle che hanno maggiormente coinvolto i ragazzi come la lotta e gli inseguimenti. Alcuni ragazzi si propongono per riprodurre il mimo e riproducono perfettamente le sequenze suscitando l’ilarità generale. Nella lotta, addirittura, alcuni sono talmente coinvolti che fanno sul serio e tutti ridono, me compresa. Finalmente riesco a coinvolgere anche la componente femminile, sempre timida e restia a mostrarsi, anche le ragazze iniziano a rilassarsi, anzi si scoprono brave e con talento, chi le osserva infatti, ride della prestazione e si diverte. IV incontro: Il monello, bis Torniamo a rivedere “Il monello” per poi permettere ai ragazzi di mimare alcune scene, quali: la scoperta da parte di Charlot del bambino abbandonato, la complicità tra bambino e C. Chaplin nel combinare piccole malefatte, il corteggiamento da parte di Charlot alla moglie del poliziotto. Da questa giornata emerge un piccolo talento, che riesce a impersonificare Charlot in modo delizioso. V incontro: Mimi da protagonisti Oggi decidiamo di far recitare i ragazzi, proponendo loro una esercitazione. Nell’attività di oggi osserviamo con piacere che sia i ragazzi che le ragazze partecipano senza esitazioni, i maschi sembrano essere sempre più rilassati, esprimendo le loro emozioni … scopriamo di essere sulla strada giusta. Gli incontri continuano… Nei mesi di aprile e maggio ci divertiamo con “ Il circo “ di C. Chaplin. Impariamo insieme a vivere l’attesa di una persona che si ama, l’attesa di una lettera, l’inseguimento, la paura nella gabbia di un leone, il coraggio sulla corda tesa. I ragazzi sono davvero bravissimi; partecipano alle nostre proposte proponendosi volontariamente , personalizzando la scena e…divertendosi e facendoci divertire. Eravamo partiti con uno scopo formativo, forse gli obiettivi che ci eravamo preposti li abbiamo raggiunti, ma quel che più conta è che l’esperienza abbia regalato più di un sorriso ai “nostri” ragazzi e, senza dubbio, anche a me e a Giuseppe. Mariateresa Ottavio Guarda le attività dei Foster Home in Asmara: ecco i loro volti |