Febbraio 2020

Diadmingma

Etiopia ed Eritrea: le “crisi dimenticate”

Come i mass media ignorano le crisi più gravi e longeve del nostro tempo

In un’epoca in cui politica e media sono sempre alla ricerca di una nuova emergenza, sono le crisi più complesse, durature e radicate a essere ignorate dalla copertura mediatica internazionale.

È la drammatica realtà che emerge dal report “Suffering in Silence: the 10 most under-reported humanitarian crises of 2019” dell’associazione CARE dedicato alle dieci crisi umanitarie che hanno ricevuto meno attenzione dai media, partendo da un database di 2,4 milioni di articoli.

Crisi complesse, figlie di cambiamenti climatici, siccità, epidemie e guerre, le cui conseguenze includono un terribile costo in vite umane.

Tra queste dieci “Crisi dimenticate” si trovano la crisi di Etiopia ed Eritrea.

L’Eritrea è piagata ormai da anni da siccità, carestie, dalla violenza e dalle migrazioni che ne conseguono (e che colpiscono particolarmente la popolazione infantile), eppure, nonostante la gravità della crisi, il Paese è praticamente assente dal radar della cronaca internazionale. Questo dato è particolarmente sconfortante perché neppure l’eccezionalità della crisi idrica del 2018 e 2019, particolarmente grave anche all’interno di crisi cronica dell’Eritrea, è servita a dare risalto alle sofferenze di questo popolo dimenticato, in disperato bisogno d’aiuto.

L’Etiopia ha avuto marginalmente più attenzione da parte dei media internazionali, probabilmente grazie alla vittoria del Nobel per la Pace da parte del presidente Abiy Ahmed Ali. Tuttavia i vari problemi interni al Paese e le sfide umanitarie che esso affronta rimangono grandi assenti dalle pagine di cronaca.

Il problema dell’acqua, anche in questo caso, è una delle grandi tragedie taciute: Paese estremamente portato alle emergenze idriche, l’Etiopia ha visto nel 2019 una siccità eccezionale colpire la sua zona sud-orientale, unita, paradossalmente, ai danni provocati da un’emergenza alluvioni. Le massicce migrazioni interne conseguenti hanno contribuito a creare una crisi sanitaria ed un’emergenza rifugiati.

In un Paese in cui l’84% delle famiglie sopravvive di agricoltura di sussistenza emergenze di questo tipo hanno un particolare impatto umano e, come spesso accade, a pagarne le conseguenze sono i più deboli, come bambini e donne.

Come il report di CARE fa notare, tutte le emergenze che hanno avuto la sfortuna di rientrare nella loro lista presentano alcune caratteristiche comuni: sono crisi profondamente radicate, che persistono da anni se non decenni. Sono complesse e sfaccettate, difficilmente riassumibili in slogan o titoli di giornale, e la netta maggioranza di esse è legata agli aspetti più insidiosi del cambiamento climatico.

Il fatto che queste crisi non risultino “notiziabili” agli occhi dei mass media in nessun modo lenisce la loro gravità. Tutt’altro. In un mondo in cui la cooperazione allo sviluppo arranca è ancor più necessario tenere i riflettori puntati su queste “crisi dimenticate”, su cui ancora si può intervenire, ma per le quali è necessario uno sforzo fondato sulla solidarietà collettiva, sull’impegno e sulla generosità di istituzioni e cittadini.

Nicolò Tosarello

Fonte: https://care.ca/2020/01/suffering-in-silence-the-10-most-under-reported-humanitarian-crises-of-2019/

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5×1000

Per ogni firma del 5×1000 c’è un bambino che sogna di poter andare a scuola. Come l’anno scorso continuiamo a sostenere l’istruzione nei villaggi dell’Etiopia. Dopo le scuole nei villaggi di Bitena e Zamine Wallacia realizzeremo la scuola nel villaggio di Mayo Koyo in Etiopia. Insieme al progetto “Il Sorriso di Marianeve” che ha lo scopo di promuovere l’inclusione scolastica, ci siamo impegnati a garantire il diritto all’istruzione primaria ai bambini del villaggio di Mayo Koyo: per ogni firma un bambino può andare a scuola. A te non cambia nulla… a lui cambia la vita!

CHE COS’E’ IL 5X1000?

Anche quest’anno puoi destinare il 5×1000 dell’IRPEF a sostegno delle organizzazioni non profit. Questa scelta non comporta una spesa aggiuntiva essendo una quota d’imposta a cui lo Stato rinuncia. Se non effettuerai alcuna scelta il 5×1000 resterà allo Stato. Il 5xMille non sostituisce l’8xMille. 

COME DEVOLVERE IL 5X1000 A GMA?

  1. compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico;
  2. firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…”
  3. indica il codice fiscale di GMA: 91002260288

Ecco cosa abbiamo fatto negli anni grazie alle vostre scelte: