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Fabrizio Poggi: i diritti civili in concerto

Fabrizio Poggi, re del blues, sarà a Montagnana per celebrare la storia dei diritti civili in apertura al Meeting di GMA CITTADINI DI MONDI POSSIBILI.

Sabato 7 settembre, alle ore 21, l’Arena di Montagnana ospiterà lo spettacolo “Il Soffio della Libertà”. 

Il soffio della Libertà

Non è solo uno spettacolo. Il soffio della libertà è una vera e propria marcia attraverso le canzoni e le storie che hanno accompagnato la dura, durissima lotta dei neri per la loro e la nostra libertà.

Nell’appassionata e appassionante performance, Fabrizio Poggi, in compagnia del suo chitarrista, racconterà con parole e musica le toccanti storie che girano intorno alle canzoni che hanno accompagnato la lotta per i Diritti Civili del popolo afroamericano. Il tutto con la semplicità, la competenza e il coinvolgimento emotivo che da sempre contraddistinguono il suo lavoro.

Chi è Fabrizio Poggi?

Fabrizio Poggi, cantante, armonicista e scrittore, nominato ai Grammy Awards 2018, premio Oscar Hohner Harmonicas,  candidato ai Blues Music Awards  (gli Oscar del blues), candidato ai Blues Blast Music Awards, vincitore del  JIMI AWARD (gli Oscar della prestigiosa rivista Blues411) come miglior album internazionale, candidato ai JIMI AWARD come miglior album dell’anno,  candidato ai JIMI AWARD come miglior armonicista, Sigillo d’Oro della Camera di Commercio di Pavia, è il bluesman italiano più conosciuto in America.  

Ha registrato ed è stato in tour con Guy Davis (figlio di Ossie Davis collaboratore di Martin Luther King e Malcom X). Si è esibito in  prestigiosi teatri: Madison Square Garden e Carnegie Hall a New York, Royal Albert Hall a Londra.

Fabrizio Poggi ha suonato nelle maggiori capitali europee e in grandi città come Londra e Parigi e nei maggiori festival europei. Numerosi sono stati i suoi tour negli Stati Uniti a partire dagli anni ’80.

In Italia ha suonato con Eugenio Finardi, Enrico Ruggeri, Gang, Luigi Grechi De Gregori, Danilo Sacco (Nomadi), Francesco Baccini e tanti altri. Viene anche citato in due libri di Massimo Carlotto come uno dei grandi del blues.

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GLOBALIZZAZIONE, GIOVANI E GIUSTIZIA GLOBALE

Barbera (Cipsi): “I giovani oggi sono coloro che hanno la possibilità di invertire la rotta di una economia e una politica al servizio del potere di pochi, perchè appartiene ai giovani la voce più forte per la promozione dei diritti umani”.

Roma, 12 dicembre 2014 – “Globalizzazione, Giovani e Giustizia Globale”, è il trinomio affrontato da Solidarietà e Cooperazione Cipsi – coordinamento di 31 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – mercoledi 10 dicembre con il Centro Studi Interculturali di Verona, durante la giornata internazionale dei diritti umani. Il seminario si inquadra nell’ambito delle iniziative promosse da CONCORD Italia, in occasione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, con il contributo della Commissione Europea e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione. È il trinomio necessario per affrontare la crisi economica sociale e politica che stiamo vivendo ed è anche il cuore di una ricerca che ha coinvolto i giovani di sei paesi europei (Irlanda, Slovenia, Portogallo, Italia, Spagna, Grecia).

“I giovani oggi sono coloro che hanno la possibilità di invertire la rotta di una economia e una politica al servizio del potere di pochi, perchè appartiene ai giovani la voce più forte per la promozione dei diritti umani. Nei giovani vi è una potenzialità enorme, il coraggio di farsi voce collettiva per il bene comune, che non può essere svenduto ad alcun interesse: l’economia serve a garantire la convivenza tra i popoli, il benessere collettivo. In questo i giovani hanno il coraggio e la potenzialità di invertire la rotta. ” Queste sono le parole di Guido Barbera, presidente Cipsi, che, introducendo un’analisi che mette in relazione i valori di solidarietà e giustizia sociale e l’impegno effettivo del mondo giovanile, invita ad una rilettura delle relazioni come base di una società più equa.

Paola Berbeglia, ricercatrice nel progetto “Challenging the Crisis” aggiunge: “Per promuovere uno sviluppo globale, è necessario parlare di giustizia prima che di solidarietà”. Dalla ricerca emerge che la crisi non aiuta a leggere le interdipendenze tra le dimensioni locali e il tema della giustizia sociale, tuttavia la percezione del mondo giovanile (hanno partecipato alla ricerca giovani dai 15 ai 30 anni) che le azioni collettive-partecipate, siano fortemente più efficaci rispetto a quelle individuali o istituzionali, offre una importante sfida al mondo della solidarietà internazionale, costretto a mettersi in discussione nella capacità di comunicare e trasmettere i propri valori di giustizia globale al fine di promuovere la partecipazione e l’impegno giovanile.

Alla luce di quanto emerso dalla ricerca, 60 youth global advocates lanciano quindi una proposta per promuovere uno sviluppo globale. “Crediamo in un’Italia e in un’Europa diverse- dice Ilaria Signoriello educatrice nel progetto- crediamo in un società capace di sfidare la crisi basandosi sulla rete e sui beni comuni, capace di opporsi ai meccanismi di una finanza criminale con la forza dell’economia sociale. Vogliamo che l’Europa sfidi la crisi promuovendo una nuova economia, che rispetti i diritti e l’ambiente. Solo in questo modo si produce un nuovo sistema di valori, che non sia basato su parametri prettamente economici, ma sulla dignità dell’uomo, sul rispetto dei beni comuni, e sulla capacità di vivere insieme indiscriminatamente”.

Laura Arici, Nicola Perrone, Ufficio Stampa Cipsi