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PONTI di PACE e DIRITTI in ETIOPIA

Promuoviamo i diritti e preveniamo le cause delle migrazioni nei paesi d’origine
Il progetto “Ponti” nasce dal tentativo di avviare azioni dirette ad affrontare le cause profonde delle migrazioni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la creazione di opportunità di lavoro e piccole attività produttive locali nelle regioni di origine e di transito dei migranti.

Nelle zone rurali, lavoreremo sull’educazione alla RESILIENZA, cioè sulla capacità di adattamento e reazione ai cambiamenti climatici ed ai rischi ad essi collegati.

Dalla teoria alla pratica: ecco cosa faremo esattamente
La promozione delle attività generatrici di reddito sono il perno della nostra azione, in quanto il progetto si focalizza sullo sviluppo di attività legate all’agricoltura e all’allevamento.
Visto l’esito positivo della banca delle sementi avviata nel villaggio di Wallacia, ne verrà realizzata una nel villaggio di Mayo Koyo: si tratta prima di tutto di un’area molto povera e spesso soggetta a crisi alimentari e una banca delle sementi potrebbe rappresentare un grande aiuto per i contadini del villaggio e dei paesi confinanti.
L’esperienza positiva dei primi 10 orti familiari realizzati nel villaggio di Lera ci ha poi spinto ad andare avanti ed ampliare questo progetto con la realizzazione di altri 100 orti familiari e l’avvio di circa 60 allevamenti familiari. Queste attività e i contadini della zona saranno inoltre supportati con l’acquisto di asini e carretti per facilitare il commercio nelle zone rurali.
Siamo convinti che promuovendo nuove attività generatrici di reddito e migliorando le conoscenze locali, i ragazzi e le donne etiopi che partecipano a queste iniziative possono migliorare la loro vita e trovare buone ragioni per restare nel loro paese senza dover scappare, prima di tutto assicurando un futuro alla propria famiglia e all’intera comunità.

 

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I 30 ANNI DEL CIPSI: IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA, I DIRITTI, L’AMBIENTE

Guido Barbera (presidente Cipsi): “Dopo 30 anni la sfida è reinventarsi e rigenerarsi, responsabilizzare e valorizzare i giovani, per un rinnovato impegno verso la giustizia, i diritti, l’ambiente, i migranti. Denunciando le cause della povertà. Alla luce dei crescenti flussi migratori attiviamo nuove forme e strumenti di partecipazione e collaborazione”.

Roma, 19 ottobre 2015 – Sabato 17 ottobre sono stati celebrati ad Assisi i 30 anni del Cipsi, con un’assemblea pubblica aperta a tutti. Guido Barbera, presidente del Cipsi, nel suo intervento ha dichiarato: “Viviamo tempi di grandi cambiamenti nella società. Abbiamo scelto Assisi come luogo significativo per la lotta alla povertà. Dopo 30 anni la sfida è reinventarsi e rigenerarsi, valorizzare i giovani, con un rinnovato impegno più ampio per la giustizia, i diritti, l’ambiente. Con un ruolo sempre più significativo a livello di campagne e di denuncia delle cause della povertà. In questi trent’anni è cambiato il mondo. Le strade, sono cambiate. Le relazioni, sono cambiate. Gli strumenti, sono cambiati. Anche i nostri diritti, sono cambiati! Oltre 124 milioni di persone in Europa sono in povertà: e la strategia Europa 2020 è una presa in giro. In questi 30 anni abbiamo investito in iniziative provocatorie e ‘profetiche’ in direzione del cambiamento.

Oggi, le casse sono drammaticamente vuote, svuotate dalle stesse pratiche economiche sviluppate dai poteri economici-finanziari, accompagnati da interessi personali, concussioni e corruzioni. Se trent’anni fa siamo cresciuti nel protagonismo della società civile e del volontariato in un contesto uniforme, oggi parole come – gratuità e solidarietà – da sole non bastano più a collocare la nostra presenza ed azione. La società civile si è dotata in questi anni, di molteplici forme di volontariati attivi, protagonisti della vita sociale locale ed internazionale, sempre più competitivi anche tra loro e, a volte, anche contrapposti. Non serve alcuna forma di “competitività”! Il nostro futuro è l’unità. Sono i giovani. Dobbiamo, anche alla luce dei crescenti flussi migratori, prendere atto delle diversità esistenti e attivare forme e strumenti di partecipazione e collaborazione, sulla base di valori culturali, politici e sociali convergenti, a livello di strategie e di metodologie condivise”.

All’assemblea erano presenti numerose personalità del mondo associativo e sono intervenuti: Graziano Zoni (Emmaus) con una relazione introduttiva che ha ricostruito i 30 anni del Cipsi, Rosario Lembo (Comitato Italiano Contratto Mondiale dell’Acqua), Silvia Stilli (Direttrice ARCS e Portavoce dell”Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), Francesco Petrelli (Concord Italia), Nicoletta Teodosi (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà – sezione italiana di EAPN), Flavio Lotti (Tavola per la Pace), Pasquale De Muro (Università RomaTre), Niccolò Rinaldi (ex parlamenare europeo), Tonio Dell’Olio (Libera).

Al termine dell’assemblea è stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione composto da: Guido Barbera (presidente), Paola Berbeglia (Vice-Presidente), Laura Arici, Ilaria Signoriello, Loredana Costa, Simone Naletto e Alessandro Ventura.

Cipsi | Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale
Nicola Perrone – Ufficio stampa Cipsi – Rivista Solidarietà Internazionale – Operatore Locale di Progetto (OLP) Servizio Civile Nazionale
Via Colossi, 53 – 00146 Roma | M 329.0810937 | F 06.59600533
E ufficiostampa@cipsi.it | W www.cipsi.it | www.solidarietainternazionale.it

 

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Cooperazione Internazionale: scenari e opportunità della nuova legge

Cooperazione Internazionale: scenari e opportunità della nuova legge
Incontro con il vice ministro agli Affari Esteri Lapo Pistelli

VENERDI’ 23 GENNAIO ore 20.30
Auditorium Museo di Santa Caterina
Piazzetta M.Botter, 1 Treviso

 

Tavola rotonda con interventi di:

Lapo Pistelli – vice ministro degli affari esteri con delega alla Cooperazione allo Sviluppo

Diego Vecchiato – dirigente Direzione Relazioni Internazionali della Regione del Veneto

Guido Barbera – presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI

Modera: Franco Tagliente – Laboratorio Cooperazione

Locandina dell’incontro – scarica qui

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Assemblea CIPSI 14-15 Giugno a Roma

Il prossimo 14 e 15 Giugno si terrà a Grottaferrata (ROMA) l’Assemblea ordinaria CIPSI.
In tale occasione si parteciperà allo spettacolo teatrale: “FINANZA KILLER. Non con i nostri soldi” con la compagnia teatrale ITINERARIA TEATRO di Milano.

Finanza Killer affronta in modo divertente e coinvolgente il tema delle trasformazioni del sistema bancario italiano,dell’evoluzione della crisi finanziaria mondiale, innescata dai mutui subprime, dei titoli tossici, dei paradisi fiscali, del sistema bancario ombra, dei debiti sovrani; si prospetta la soluzione in un nuovo sistema finanziario ispirato ai principi e ai valori della finanza etica, così che sia stroncata la speculazione che – con i nostri soldi – la finanza attuale fa sul cibo, sulla terra (“land grabbing”), sulla produzione e il commercio delle armi (“banche armate”) etc… Il fenomeno della finanziarizzazione ha separato l’economia dalla realtà produttiva: i più alti profitti non li realizza chi produce beni e servizi, ma chi viaggia sulle rotte virtuali della speculazione finanziaria. Il potere finanziario è il vero dominatore del mondo. Una finanza senza legge detta legge, massacrando l’economia e la vita di miliardi di persone. Una finanza senza limiti detta limiti, imponendo agli Stati politiche di restrizione delle spese sociali e di privatizzazione dei beni comuni e servizi pubblici.
Una finanza senza etica detta politiche, per poter dominare incontrastata: scialando in spese militari e conflitti armati, mercificando ogni bene, impadronendosi di materie prime e risorse strategiche, moltiplicando i paradisi fiscali, alimentando il sistema finanziario ombra, facendo sponda ai sistemi mafiosi/criminali. Una finanza killer! Ma ci sono uomini e donne, comunità e popoli, che dicono “Non con i nostri soldi! Non in nostro nome!”. Che resistono alla mercificazione, allo svuotamento delle relazioni, all’annullamento dei valori, alla deregolamentazione finalizzata al dominio. Che lavorano alla costruzione di un altro mondo possibile, di un’altra economia, di un’altra finanza: dove al centro stanno la natura e la persona, la preservazione delle risorse naturali e delle relazioni umane, i bisogni della società presente e delle generazioni future. Come scrive Andrea Baranes nella prefazione allo spettacolo: “Il testo scritto da Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni permette, in maniera semplice e divertente, di far riflettere sulle trasformazioni occorse nella società, e prima ancora di capire come potremmo intervenire per dare il nostro contributo nell’auspicato cambio di rotta”.

Leggi qui la CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA SOCI CIPSI del 14-15 GIUGNO 2014

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Volontariato, Relazioni e Condivisione

Guido Barbera, presidente CIPSI, interviene domenica mattina in occasione dell’Assemblea Soci di GMA onlus del 15-16 Marzo.

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L’essere qui oggi per me ha un grande significato perchè nel GMA ho sempre visto un luogo di capacità di rinnovamento nell’andare al passo con i tempi e anche questo ricambio generazionale è un passo decisamente significativo, a mio avviso, ed uno dei motivi per i quali questa mattina mi ha spinto ad essere qui. Ho visto il cammino di alcuni giovani che stanno facendo. Io credo sia importante mettere insieme questa saggezza di chi ha l’esperienza di decenni sulle spalle, l’esperienza maturata è sempre un valore importante di cui far tesoro, ma saperla mettere in relazione con entusiasmo, la vivacità, l’innovazione dei giovani per fare un cammino. Il cammino, credo, partendo dai giovani sia fortemente legato all’esperienza di volontariato.
Io ho iniziato a 14 anni quando la prima volta una sera, in chiesa, al mare ho incontrato Don Luigi Ciotti e mi ha affascinato e trainato nei suoi gruppi, nei suoi incontri a interessarmi di quelli che erano i problemi dei giovani. In quel periodo avevo un grande sogno, anzi ce lo avevo già da piccolo, a quelli che mi chiedevano cosa farai da grande, rispondevo, il medico perchè devo andare in Africa a curare i bambini. Poi non ho fatto il medico e non sono mai andato come volontario in Africa. Mio padre non voleva che facessi il medico e ho studiato tutt’altro ma non ho mai mollato quell’idea dell’Africa, dell’altro, dei giovani, degli anziani e ho avuto la fortuna di essere molto impegnato con i giovani in parrochia e mi sono messo in silenzio in attesa che i tempi cambiassero e dopo un pò ho accettato l’invito di una amica che era assessore ai servizi sociali per iniziare varie attività coinvolgendo i giovani per seguire le varie povertà nel territorio, i bambini che non andavano a scuola, perchè vivevano in famiglie disagiate, le ragazze madri, i ragazzi o ragazze o persone che uscivano dal carcere, gli anziano che non potevano andare a fare la spesa e vivevano semi-abbandonati in casa, ecc…
Avevamo creato una rete di giovani che dedicavano una parte del loro tempo a seguire queste problematiche ma non solo seguirle per andar a fare un’ora di dopo scuola o andar a far la spesa per la persona anziana, ecc… ma per risollevare dalla città quelle problematiche di quelle persone.
In quel periodo ho capito che il volontariato aveva un ruolo molto importante, era occuparsi della vita di queste persone che in qualche modo era anche la mia vita perchè faceva parte di quel contesto dove anche io vivevo li vicino e quindi problematiche che erano comuni.
Ho iniziato a capire dentro di me la profondità di quegli appelli, di quei messaggi.
Certe questioni non vanno bene alla nostra società, soprattutto alla nostra politica o se vogliamo dire, ai nostri centri di potere.
Oggi, parlare di volontariato senza collegarlo alle persone e alle problematiche in cui vivono, sia falso, sia un volontariato falso.
Quando vedo il mondo del volontariato di oggi che accetta passivamente l’evoluzione politica, le leggi, le decisioni che vengono prese senza dire nulla o addirittura ringraziando perchè in tempo di crisi si lascia qualche risorsa, mentre di fatto si sta tagliando le gambe al volontariato italiano a livello di contenuti, io non lo posso accettare. Quando utilizzo degli strumenti di comunicazione, noi come Cipsi abbiamo fatto una grossa campagna contro Mission perchè il modo di comunicare la tragedia di quelle persone non lo possiamo accettare. Ci sono delle persone in ballo, non ci sono delle semplici raccolta fondi. La drammaticità di milioni di persone che vivono in situazioni quotidiane disastrose che vengono raccontate da illustri sconosciuti in questo mondo.
Il volontariato non può essere semplicemente una raccolta di fondi per fare o dare qualche cosa a qualcuno.
Io credo che il volontariato abbia un senso, un significato profondo nel momento in cui ha dei valori fondamentali. Si mette in relazione con le persone
e la relazione non è semplicemente assisterti mentre stai male in un ospedale o aiutarti a fare i compiti. La relazione vuol dire entrare in un rapporto diretto, di scambio profondo, di conoscenza di condivisione delle problematiche che stai vivendo. Quando io condivido il problema che tu vivi, lo confronto con i miei e ne discutiamo, faccio politica, perchè la politica è affrontare le problematiche che ci sono della nostra vita in comune per trovare le maniere per risolverlo o migliorare le situazioni o difendere quei beni di cui abbiamo bisogno, i famosi beni comuni. Il volontariato vuol dire, io credo, di fare politica, nell’affrontare insieme le problematiche della vita, della convivenza per trovare le strade migliori da seguire per risolverle, per migliorarle per camminare insieme. Sicuramente il volontarito diventa momento di incontro ma non semplicemente l’incontro rapido, sfuggevole  ma vuol dire fermarsi  e trovare le soluzioni.
Oggi abbiamo bisogno di volontariato di questo tipo.