università bergamo

Diadmingma

Montagnana di pace e dialogo sabato e domenica 10 e 11 settembre

SCONTRO, CONFRONTO, INCONTRO: per un cammino di condivisione

L’incontro è stata la parola d’ordine del meeting di GMA, associazione di solidarietà internazionale impegnata nel Corno d’Africa dal 1972. Un incontro di persone, realtà associative e culture e popoli, che ha visto protagonisti GMA, le associazioni del territorio e le famiglie richiedenti asilo ospiti al Villaggio di Montagnana.

A partire da sabato, quando la piazza di Montagnana ha accolto il cuore degli eventi della giornata, con gli stand della marcia sensoriale e della mostra Persone, sagome di uomini e donne africane nella quotidianità della loro vita e del loro lavoro. La marcia di solidarietà ha visto la partecipazione di famiglie, 250 persone, che hanno camminato lungo il percorso predisposto dall’associazione Corri Le Mura Corri, vivendo l’Africa attraverso i cinque sensi: il gusto, la vista, l’olfatto, il tatto e l’udito.

Domenica è stata all’insegna della condivisione: con relatori che hanno portato esperienze personali di incontro: Jessica Cugini, che nel suo ruolo di giornalista di Combonifem ha il compito di testimoniare il valore delle donne nella quotidianità. Di dare voce a quel popolo pacifico del genere femminile, che proprio perché è pacifico non fa notizia.

Le università di Bergamo e Padova hanno presentato due progetti di cultura, formazione e incontro: promuovendo la prevenzione sanitaria e l’incontro tra studenti di economia aziendale. Due semplici esempi, che contribuiscono a capire le culture dei paesi dell’Etiopia e dell’Eritrea e che partono proprio dalle differenze per costruire percorsi di sviluppo.

Grande ospite atteso è stato Flavio Lotti, portavoce della Tavola della Pace, con la testimonianza della Marcia per la Pace. Con una semplice domanda: parliamo tanto di pace, ma cosa vuol dire pace? Da questa domanda nasce anche l’invito alla marcia Perugia Assisi del 9 ottobre, perché la pace non va discussa, va testimoniata, anche con simboli di pace come il cammino, il cammino di popoli che si incontrano.

Padre Vitali, presidente di GMA, racconta come la storia di GMA sia un percorso di sfide, di incontri, di lotte per i diritti, che troppo spesso sono privilegi, anche quando portano l’essenza della vita. Come il diritto all’acqua e il diritto alla famiglia.

“La pace va testimoniata, non solo enunciata, e l’incontro ne è il testimone” è questa l’essenza del meeting 2016. Un tappa in un lungo cammino di solidarietà, che prosegue giorno dopo giorno, nel silenzio dell’operatività a fianco dei popoli eritrei ed etiopi, da troppo tempo in cerca di pace e di dignità.

Visita la pagina del #meetingGMA 2016 e guarda le foto: https://www.gmagma.org/meetinggmaonlus/
[print_gllr id=10552]

Diadmingma

La mia laurea nasce in Etiopia

Ho svolto il mio tirocinio formativo previsto dal piano di studi del corso di laurea in Diritti dell’uomo ed etica della cooperazione internazionale presso la sede di GMA onlus a Soddo, in Etiopia dal 25 ottobre al 22 novembre 2013.

Durante questo mese ho svolto diverse mansioni: in alcuni giorni per conto dell’Università degli studi di Bergamo ed in particolare del gruppo Findev, in altri come affiancamento alla vicepresidente di GMA Onlus, Maria Boggian, nell’attività di valutazione d’impatto dei diversi progetti che l’ong ha attivato nei diversi villaggi.
Durante tutto lo svolgimento del tirocinio sono stati presenti prima il professor Davide Castellani e poi la professoressa Laura Viganò.

Nelle prime due settimane con il professor Castellani, la maggior parte del lavoro si è svolta per conto dell’Università di Bergamo. Si è trattato dell’ultimo round di una ricerca di tre anni denominata “Microfinance, Risk management, innovation” che mira, attraverso un questionario, all’acquisizione di dati circa la composizione socio-economica, la conoscenza e l’eventuale adesione a organizzazioni finanziare e la propensione ad acquistare prodotti assicurativi di circa 360 famiglie divise su tre villaggi: Kutto Sorfella, Abala Faracho ed Hembeccio. La ricerca si è svolta in tre anni e sei diverse tornate per cercare di acquisire dati più veritieri possibile e per cercare di ricavare un trend che possa permettere l’elaborazione di dati raccolti in un periodo di tempo di media lunghezza, al fine di evidenziare i cambiamenti avvenuti durante questo periodo e le eventuali risposte adottate dai contadini.
Le interviste si svolgevano grazie alla collaborazione della Wolaita Soddo University, ed in particolare del dipartimento di Economia. In uno dei primi giorni è stato svolto dal professor Castellani un training ai futuri intervistatori riguardo alla somministrazione del questionario e agli eventuali problemi che sarebbero sorti durante la rilevazione, evidenziati durante le precedenti raccolte dati. Gli intervistatori sono stati scelti anche grazie all’aiuto del preside del dipartimento tra gli insegnanti dell’università stessa, e divisi in tre gruppi con in media cinque ragazzi per villaggio. La presenza richiesta era di quattro giorni, variabile però a seconda dell’andamento della ricerca. La presenza degli intervistatori è  stata fondamentale, in quanto hanno svolto anche il ruolo di traduttori tra l’inglese, lingua del questionario, e l’amarico o la lingua locale.

La ricerca è stata svolta correttamente nei tre villaggi e le mie mansioni erano quelle di correzione dei questionari, pagamento e conteggio dei contadini intervistati; inoltre ho realizzato, con l’aiuto del professor Castellani, alcuni cartelloni che hanno aiutato nella spiegazione dello svolgimento di un secondo questionario, somministrato ad un numero minore di contadini, più specifico riguardo all’eventuale acquisto di prodotti assicurativi legati all’indice di piovosità della zona.
L’apporto di GMA nella ricerca è risultato fondamentale, in quanto i villaggi sono luoghi in cui GMA è stato o è tutt’ora presente, attraverso la realizzazione di vari progetti, tra cui la costruzione di sale multiuso, punto d’appoggio logistico per lo svolgimento delle interviste. Inoltre è stato di grande aiuto la conoscenza dell’animatore, la persona incaricata di far pervenire gli intervistati alla cooperativa nel giorno giusto, seppure con alcune difficoltà verificatesi soprattutto nel villaggio di Hembeccio.

All’incirca a metà del periodo di tirocinio, alla presenza di entrambi i professori dell’Università di Bergamo, si è svolta presso la Wolaita Soddo University, una presentazione dell’attività di ricerca svolta finora e dei risultati finora raggiunti.
Negli stessi giorni, poi, sono iniziate le visite ai villaggi in cui GMA ha attivi o ha chiuso vari progetti, mirati alla creazione di cooperative di risparmio, sia maschili, sia femminili che miste, all’avvio di programmi di microfinanza, all’acquisto di catering per feste, matrimoni e funerali e ad altre attività che variano a seconda del villaggio.

Con l’aiuto della responsabile locale di GMA, ogni villaggio è riuscito a raggiungere degli obiettivi di creazione di reddito e di una parziale indipendenza economica, grazie ai microinterventi e alla filosofia di GMA che punta a “far camminare con le proprie gambe” ogni cooperativa e ogni famiglia, fornendo un aiuto logistico e concreto agli inizi, ma che deve essere sempre bilanciato da alcune attività da parte dei componenti del villaggio stessi, che in questo modo diventano attivi e responsabili del mantenimento delle strutture e delle conoscenze che sono state fornite.
L’attività di ricerca dell’Università di Bergamo potrebbe essere, in quest’ottica, interessante per GMA, in quanto l’analisi dei dati ricavati dalla interviste potrebbe portare al sorgere di richieste particolari, che potrebbero essere soddisfatte con l’aiuto di GMA.

In conclusione, posso affermare che la mia esperienza è stata decisamente positiva, sia per quanto riguarda la parte di collaborazione con l’Università che per la collaborazione con GMA. Durante il periodo di stage ho appreso come organizzare e svolgere una ricerca sul campo, come affrontare i problemi che possono sorgere e come risolverli, in un contesto totalmente diverso dal nostro. Ho appreso anche come portare avanti piccoli progetti di cooperazione possa servire molto più alle realtà locali rispetto ai grandi progetti che spesso finiscono sui giornali, ho imparato un metodo di lavoro e di aiuto che ritengo  molto valido, avendo avuto la possibilità in passato di conoscere altre realtà attive sul territorio africano. È stata, quindi, un’ottima esperienza, che mi ha permesso di aumentare le mie conoscenze sia tecniche che umane, dandomi l’opportunità di conoscere realtà diverse e di assimilarle, e di un modo di agire verso i paesi cosiddetti in via di sviluppo.

Veronica Vergani