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Corso Insegnanti – Beni e Individui

CORSO PER INSEGNANTI ed EDUCATORI 

BENI E INDIVIDUI:
Tecniche di alfabetizzazione della convivenza nella diversità 

15-29 NOVEMBRE
6      DICEMBRE

via Luppia Alberi 1 Montagnana
                                                            

Venerdì 15 – 29 Novembre dalle ore 16.30 alle ore 19.30
Venerdì 6 Dicembre             dalle ore 16.30 alle ore 19.30

Sono frequenti le pressioni subite da insegnanti da parte di famiglie che ritengono che prendersi cura di bambini/e e ragazzi/e provenienti da altri paesi e culture significhi lasciare indietro i figli/e degli autoctoni. Ciò avviene specialmente in territori in cui il contesto, spesso deprivato,  spinge a reiterare modelli e valori legati a  contesti molto tradizionali, che spesso alimentano  pregiudizi e stereotipi nei confronti della diversità.

Questo corso intende lavorare, con metodi attivi, sulla realtà del pregiudizio nel contesto territoriale di intervento ed utilizzare tecniche socio-drammatiche per affrontare in particolare le paure che danno origine ai pregiudizi.

Infatti molti degli atteggiamenti verso la diversità oltrechè dai pregiudizi sono provocati dalle paure, in particolare dell’ignoto e del diverso. Quando inizia una familiarizzazione con questi aspetti ritenuti meno mostruosi e pericolosi, più facilmente si entra in contatto con l’altro e recedono atteggiamenti aggressivi. Per altro, molto di ciò che ci fa paura, è un “fatto interno” che ha bisogno di venire rappresentato attraverso giochi di ruolo ed esercizi di decentramento cognitivo ed affettivo. Il laboratorio di alfabetizzazione  socio-affettiva sulla diversità permette di entrare in contatto con le parti svalutate di se stessi, giocandole insieme con i propri colleghi.

Obiettivi:

Apprendimento di tecniche per favorire nei ragazzi:

•           l’accettazione di se-stessi e degli altri

•           la tolleranza alla frustrazione

•           l’espressione costruttiva dei propri stati d’animo

•           l’individuazione dei propri modi di pensare abituali

•           il rapporto tra pensieri ed emozioni

•           l’acquisizione di abilità di autoregolazione del proprio comportamento

 

Metodologia:

Si tratterà di un corso-laboratorio articolato in una serie di 3 incontri in cui gli insegnanti impareranno tecniche per favorire nei ragazzi la consapevolezza ed il dialogo interiore e  la trasformazione di  pensieri irrazionali distruttivi e di incapacità. Si tratterà si utilizzare un approccio esperienziale, basato sul gioco di ruolo, sul gioco di simulazione e sulla discussione in gruppo.

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GMA parteciperà a “Missioni. Nelle periferie del mondo”

Amici,
vi vogliamo segnalare un importantissimo appuntamento da non perdere!

Lunedì sera, 21 Ottobre, alle ore 21:20 in diretta da Roma, il presidente di GMA Onlus, Padre Vitali, sarà ospite della trasmissione “Missioni. Nelle periferie del mondo” sul canale Tv2000

Pubblichiamo qui sotto il video della puntata  “Missioni. Nelle periferie del mondo” – TV2000 del 21 ottobre 2012 a cura di Maurizio Di Schino e Giorgio Schiavoni.

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Diritto al cibo e allevamenti familiari

Al villaggio di Zagher, facciamo visita ad una clinica dove i bambini vengono pesati e controllati per osservare il grado di denutrizione.
Al bambino, tenuto stretto dalla mamma, il medico misura, con un braccialetto contrassegnato da colori diversi, la circonferenza del braccio del piccolo per stabilire se si trovi in uno stato buono di salute o no.

La fascetta presenta tre colori: rosso, giallo e verde.
La zona rossa indica uno stato di grave denutrizione, giallo presenta un soggetto a rischio/in via di guarigione e verde l’area in cui il bambino è sano.
Nei bambini più gravi si somministra una polvere proteica affinché possano raggiungere uno stato di salute sano.
I dati vengono segnati nella cartella e si effettuano controlli periodici. Il medico procede poi pesando il bambino con un’apposita bilancia.

Quest’anno, a rendere ancora più drammatica la situazione nel villaggio e nella zona circostante, la stagione delle piogge non è stata favorevole e tutto il lavoro di agricoltura è seriamente compromesso in quanto i cereali non sono giunti a maturazione.
GMA vuole promuovere azioni a sostegno dell’intero villaggio.

L’agricoltura è alla base della sopravvivenza e dell’economia.
L’orticoltura e i prodotti agricoli permettono di variare ed arricchire la dieta della famiglia.

L’irrigazione dei campi destinati a coltura è fondamentale affinchè cereali ed ortaggi possano crescere ed essere fonte di sostentamento per la famiglia/villaggio che lavora l’area.
Questo comporta maggiore disponibilità di prodotti durante i periodi di siccità e un aumento della qualità della vita.

Si vuole incentivare la diffusione degli allevamenti familiari, per garantire una fonte di reddito a chi li alleva e, nel caso di ovini e caprini, ridurre gli impatti della siccità sulle famiglie povere e vulnerabili. Le capre permettono di avere latte e di vendere i capi che sono in più per ottenerne un ricavo.
L’allevamento di questi animali può essere facilmente gestito da donne e bambini della cooperativa. L’alimentazione degli animali non prevedono costi alti.

Regaliamo loro un Sorriso.

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La voce di Padre Vitali su Lampedusa

Padre Vitali, Presidente di GMA, ha voluto far sentire la sua voce dopo la tragedia di Lampedusa.
Ecco il suo messaggio:

Il GMA (Gruppo Missioni Africa ONLUS) con tutti i suoi soci, amici e simpatizzanti, si unisce all’immenso coro di indignati, che oggi hanno alzato la loro voce per l’indifferenza da sempre manifestata per la morte di tanti giovani, bambini e donne a Lampedusa.
Troviamo il coraggio di chiedere perdono a tutti i giovani annegati nel Mediterraneo e per non aver alzato forte la voce per evitare o bloccare tutti coloro che per interesse od altro, hanno permesso e continuano ancora oggi, alla violenza ed alla guerra, di sconvolgere la vita dei popoli interi, per cui i giovani altra possibilità per il futuro non hanno, se non scappare dalla disperazione in cerca di un po’ di pace. L’unica parola, che viene in mente è “VERGOGNA !” come ha detto Papa Francesco. Non aspettiamo la prossima tragedia, per vergognarci, ma facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità; perché questo non avvenga. Se non si modificano le voci di guerra, le tensioni in questi Paesi, tanti giovani scapperanno ancora.
Invito tutti gli amici del GMA, a sostenere ancora di più dopo questa tragedia, il popolo eritreo, specialmente le mamme e le famiglie, come da 40 anni abbiamo fatto, perché non debbano sognare di scappare dal loro Paese. L’Europa, attualmente non è capace di dare una risposta. Sentiamoci fieri, di restare al loro fianco nella loro terra.”

 

Il Presidente
Padre Vitale Vitali

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Gma e Cipsi sulla tragedia di Lampedusa

LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA

 

Barbera (Cipsi): “Chiediamo perdono a tutti coloro che hanno perso la vita nel mare di Lampedusa: per la nostra indifferenza, per una cooperazione che non sa rispondere ai diritti delle persone, per i politici…

Roma, 4 ottobre 2013 – “Chiediamo perdono a Rashid, Mohamed, Omar, Moustapha, Angel, Amy… a tutti coloro hanno perso ieri la loro vita nel mare di Lampedusa e che sono già sepolti, da giorni, mesi, anni, nell’immenso ‘cimitero blu’ del Mar Mediterraneo, semplicemente perché erano in cerca dei loro diritti”. Con queste parole Guido Barbera interviene sulla vergognosa ed orrenda tragedia di Lampedusa a nome delle 38 associazioni CIPSI.

Chiediamo perdono, continua Barbera, per la nostra indifferenza politica di cittadini. Per non aver alzato la nostra voce per evitare e bloccare tutti coloro che, per potere, interessi o altro, hanno permesso alla violenza e alla guerra di sconvolgere la vita di popoli interi. Per permettere ancora oggi che il commercio delle armi, come quello delle materie prime, possa alimentare guerre fratricide senza fine. Chiediamo perdono per una cooperazione che non sa rispondere ai diritti dei popoli e delle persone. Una cooperazione che con l’aiuto rischia di mantenere o costruire barriere e diversità. Chiediamo perdono perché non abbiamo saputo eleggere politici in grado di fare vera politica, non quella dei teatrini di fiducia e sfiducia, ma quella dei diritti e del bene comune, quella che riguarda i problemi reali delle persone, di tutte le persone, a partire dal loro diritto alla vita.

Oggi, non basta sospendere qualche programma televisivo di intrattenimento o annullare una conferenza stampa. È il momento non solo “del silenzio dei Palazzi del potere”, ma di un profondo esame di coscienza di ognuno di noi: cittadino e politico. È il momento di reagire nel silenzio per chiedere “perdono” e con i fatti per cambiare comportamenti, regole, leggi. Come cittadini. Come Italia. Come Europa. Come comunità internazionale. Tutti, siamo chiamati in causa. Nessuno può e deve rimanere solo nella vita, tra le acque del Mediterraneo o nel costruire la Polis.

Basta con le polemiche, le divisioni e gli interessi, conclude Barbera. Ripartiamo dal silenzio per ricostruire. Per questo invitiamo tutti a trovarci il 2 novembre, giorno dei defunti, per un giorno di silenzio e preghiera sul grande cimitero che è il Mediterraneo, in riva al mare a Lampedusa”.

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it, cel. 329.0810937