Vi raccontiamo il nostro viaggio nel villaggio

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Vi raccontiamo il nostro viaggio nel villaggio

Dopo un lungo e “saltellato” viaggio in auto arriviamo nel villaggio di BUGHE GHENNET accolte dai canti e danze delle nostre donne.

Chiediamo alle donne cosa sia cambiato da quando è entrata a far parte della cooperativa, lei ci risponde che la cooperativa ha permesso loro di crescere come gruppo: sono partite dalla filatura del cotone, si sono fatte cucire i loro primi gabì e successivamente hanno cominciato a commerciarli come cooperativa, ma hanno poi potuto aprire un negozio e ora iniziano anche a fare dei ricami che riescono a vendere, apriranno a breve la caffetteria e coltivano gli ortaggi; la risposta però più interessante ci viene data quando le chiediamo cosa sia cambiato nella loro sfera personale al di fuori del gruppo: questa donna ci risponde che prima di diventare socia della cooperativa non aveva niente, ora invece, non solo è in grado di mandare a scuola i suoi sei figli, uno dei quali è al secondo anno di università, ma ha ripreso anch’essa a studiare visto che quand’era più giovane non ne aveva avuto l’opportunità e ora frequenta la 9^ classe. Ci dice inoltre che è molto fiera di questo anche perché le altre donne prendono spunto da lei e mandano i figli a scuola. La sua attività personale intrapresa grazie al microcredito consiste nel commercio di burro, durante la settimana lo compra presso I mercati nei villaggi e il sabato lo vende nella città di Soddo. Questo è stato possibile grazie ad un prestito di 500 birr che lei restituisce ratealmente versando al fondo 20 birr a settimana.

Infine come ultima domanda chiediamo loro se i loro mariti sono contenti del lavoro della cooperativa e se ne colgono l’importanza. Il capo della kebele ci dice, a nome di tutti gli uomini, di essere molto contento dei benefici che anche loro percepiscono e sono ovviamente molto felici per i propri figli che possono ora andare a scuola e vivere meglio.

Attività comuni della cooperativa. La costruzione della caffetteria è a buon punto: la struttura esterna e il tetto sono ultimati, la cikka è stata anche rivestita con uno strato di cemento, la cucina ha la sua stufa economica funzionante, manca l’arredamento e la televisione e radio che hanno richiesto; credono che questo possa portare loro ulteriori introiti perché potrebbero chiedere il pagamento di un ingresso in occasione di certi eventi trasmessi alla tv o radio oltre alle consumazioni del bar.

Le stufe saranno presto introdotte nel villaggio. Oltre a quella nella caffetteria altre tre donne della cooperativa le hanno acquistate per utilizzarle nelle loro case. Le socie ci dicono che con questo tipo di stufa riescono ad usare meno legna rispetto al vecchio modo usato per cuocere e quindi a risparmiarla, inoltre questo tipo di stufa causa minori emissioni di fumo nelle case e loro ne percepiscono il beneficio soprattutto per gli occhi.

Gli ortaggi sono già stati piantati dalle donne quest’anno. Nel compound oltre al ginger sono stati seminati anche cavoli, carote e pomodori. Ogni attività è gestita da un gruppo diverso di donne a rotazione.

Infine la SCUOLA. La scuola è stata ampliata, sono cioè state costruite nuove aule, nelle quali I bambini già vanno a lezione, in modo da non avere aule sovraffollate ma un numero Massimo di 50 bambini per aula; le donne della cooperativa hanno deciso con il fondo della cooperativa di dare il loro contributo acquistando le sedie per un’aula della scuola. Ogni aula viene utilizzata sia la mattina sia il pomeriggio da diversi gruppi di studenti. Abbiamo visto la nuova biblioteca in muratura, la quale per essere ultimata necessita solo dell’arredamento.

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