Volontariato, Relazioni e Condivisione

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Volontariato, Relazioni e Condivisione

Guido Barbera, presidente CIPSI, interviene domenica mattina in occasione dell’Assemblea Soci di GMA onlus del 15-16 Marzo.

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L’essere qui oggi per me ha un grande significato perchè nel GMA ho sempre visto un luogo di capacità di rinnovamento nell’andare al passo con i tempi e anche questo ricambio generazionale è un passo decisamente significativo, a mio avviso, ed uno dei motivi per i quali questa mattina mi ha spinto ad essere qui. Ho visto il cammino di alcuni giovani che stanno facendo. Io credo sia importante mettere insieme questa saggezza di chi ha l’esperienza di decenni sulle spalle, l’esperienza maturata è sempre un valore importante di cui far tesoro, ma saperla mettere in relazione con entusiasmo, la vivacità, l’innovazione dei giovani per fare un cammino. Il cammino, credo, partendo dai giovani sia fortemente legato all’esperienza di volontariato.
Io ho iniziato a 14 anni quando la prima volta una sera, in chiesa, al mare ho incontrato Don Luigi Ciotti e mi ha affascinato e trainato nei suoi gruppi, nei suoi incontri a interessarmi di quelli che erano i problemi dei giovani. In quel periodo avevo un grande sogno, anzi ce lo avevo già da piccolo, a quelli che mi chiedevano cosa farai da grande, rispondevo, il medico perchè devo andare in Africa a curare i bambini. Poi non ho fatto il medico e non sono mai andato come volontario in Africa. Mio padre non voleva che facessi il medico e ho studiato tutt’altro ma non ho mai mollato quell’idea dell’Africa, dell’altro, dei giovani, degli anziani e ho avuto la fortuna di essere molto impegnato con i giovani in parrochia e mi sono messo in silenzio in attesa che i tempi cambiassero e dopo un pò ho accettato l’invito di una amica che era assessore ai servizi sociali per iniziare varie attività coinvolgendo i giovani per seguire le varie povertà nel territorio, i bambini che non andavano a scuola, perchè vivevano in famiglie disagiate, le ragazze madri, i ragazzi o ragazze o persone che uscivano dal carcere, gli anziano che non potevano andare a fare la spesa e vivevano semi-abbandonati in casa, ecc…
Avevamo creato una rete di giovani che dedicavano una parte del loro tempo a seguire queste problematiche ma non solo seguirle per andar a fare un’ora di dopo scuola o andar a far la spesa per la persona anziana, ecc… ma per risollevare dalla città quelle problematiche di quelle persone.
In quel periodo ho capito che il volontariato aveva un ruolo molto importante, era occuparsi della vita di queste persone che in qualche modo era anche la mia vita perchè faceva parte di quel contesto dove anche io vivevo li vicino e quindi problematiche che erano comuni.
Ho iniziato a capire dentro di me la profondità di quegli appelli, di quei messaggi.
Certe questioni non vanno bene alla nostra società, soprattutto alla nostra politica o se vogliamo dire, ai nostri centri di potere.
Oggi, parlare di volontariato senza collegarlo alle persone e alle problematiche in cui vivono, sia falso, sia un volontariato falso.
Quando vedo il mondo del volontariato di oggi che accetta passivamente l’evoluzione politica, le leggi, le decisioni che vengono prese senza dire nulla o addirittura ringraziando perchè in tempo di crisi si lascia qualche risorsa, mentre di fatto si sta tagliando le gambe al volontariato italiano a livello di contenuti, io non lo posso accettare. Quando utilizzo degli strumenti di comunicazione, noi come Cipsi abbiamo fatto una grossa campagna contro Mission perchè il modo di comunicare la tragedia di quelle persone non lo possiamo accettare. Ci sono delle persone in ballo, non ci sono delle semplici raccolta fondi. La drammaticità di milioni di persone che vivono in situazioni quotidiane disastrose che vengono raccontate da illustri sconosciuti in questo mondo.
Il volontariato non può essere semplicemente una raccolta di fondi per fare o dare qualche cosa a qualcuno.
Io credo che il volontariato abbia un senso, un significato profondo nel momento in cui ha dei valori fondamentali. Si mette in relazione con le persone
e la relazione non è semplicemente assisterti mentre stai male in un ospedale o aiutarti a fare i compiti. La relazione vuol dire entrare in un rapporto diretto, di scambio profondo, di conoscenza di condivisione delle problematiche che stai vivendo. Quando io condivido il problema che tu vivi, lo confronto con i miei e ne discutiamo, faccio politica, perchè la politica è affrontare le problematiche che ci sono della nostra vita in comune per trovare le maniere per risolverlo o migliorare le situazioni o difendere quei beni di cui abbiamo bisogno, i famosi beni comuni. Il volontariato vuol dire, io credo, di fare politica, nell’affrontare insieme le problematiche della vita, della convivenza per trovare le strade migliori da seguire per risolverle, per migliorarle per camminare insieme. Sicuramente il volontarito diventa momento di incontro ma non semplicemente l’incontro rapido, sfuggevole  ma vuol dire fermarsi  e trovare le soluzioni.
Oggi abbiamo bisogno di volontariato di questo tipo.

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