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Si riparte con la scuola

Dopo un anno vissuto in restrizione a causa covid, anche le scuole in Eritrea hanno riaperto.

La scuola delle suore di S. Anna Adi-keih, situata nella zona Debub che dista 110km dalla capitale Asmara, è felice di ripartire. Hanno aspettato per tutti questi mesi di poter rivedere i bambini tra i banchi. Tutti si sono impegnati per riaprire in sicurezza.

Si sono prontamente adoperate a procurare acqua e sapone per igienizzare gli ambienti secondo le norme vigenti dallo stato, come per esempio: misurazione della temperatura all’arrivo degli alunni a scuola, lavaggio delle mani con sapone, lavaggio e pulizia delle aule e dei banchi con detersivo.

In questi mesi hanno realizzato migliaia di mascherine che sono state distribuite a tutti i bambini il primo giorno di scuola.

Come in Italia anche in Eritrea le classi si sono dimezzate per poter ospitare tutti. Con quali conseguenze? Che gli insegnanti hanno raddoppiato gli orari di scuola!

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Emergenza alimentare in Etiopia ed Eritrea

EMERGENZA ALIMENTARE E SANITARIA

Mentre la pandemia mette in ginocchio il mondo intero, il Corno d’Africa ha dovuto far fronte a questo periodo con l’aggravante di altre sfide: nuove tensioni politiche, invasioni di locuste che hanno devastato le produzioni agricole, impossibilità di accedere al mercato. Là dove i sistemi socio-economici sono già fragili, la pandemia, nata come emergenza sanitaria, sta tragicamente mettendo in risalto le disuguaglianze e sta mettendo in ginocchio la gente nelle zone rurali del Corno d’Africa, che è alla fame.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Obiettivo della proposta è combattere l’emergenza alimentare con la distribuzione di animali o con la distribuzione di cibo.
Per far fronte all’emergenza alimentare si intende agire a livello familiare attraverso azioni di formazione e fornitura di beni essenziali alla sopravvivenza e alla sicurezza alimentare.

DISTRIBUZIONE BENI ALIMENTARI

L’alimentazione di base della popolazione eritrea è l’engera, una focaccia a base di farina di vari cereali, e lo shirò, una crema di ceci con cipolle.

Pomodoro e verdure condite con olio completano il menù.

Ogni famiglia selezionata riceverà una quantità proporzionale al numero dei membri (in media cinque) di farina, lenticchie e olio di semi.

15€

per il cibo ad una famiglia dell’Eritrea per una settimana

50€

per una pecora in Etiopia

DISTRIBUZIONE ANIMALI

Con l’acquisto di una pecora o una capra gravida, la famiglia può avere presto un piccolo allevamento e latte, può avviare una piccola attività di commercio dei prodotti derivati dall’allevamento (latte, burro). Gli ovini sono animali resistenti, particolarmente adatti alle zone aride e sono facili ed economiche da mantenere. Spesso è compito dei bambini prendersene cura. Per questo sono particolarmente adeguati alle famiglie più povere.

Per questo un piccolo allevamento familiare è fondamentale per far fronte a questo periodo difficile.

LA VITA NEI VILLAGGI

Tutti i villaggi, dediti all’agricoltura e alla pastorizia, sono stati più o meno colpiti dall’invasione delle locuste e le piogge irregolari hanno rovinato il raccolto. Nei villaggi la gente vive di agricoltura di sussistenza, quindi per i prossimi mesi sarà necessario sostenere le famiglie con animali e beni alimentari:

  • Verranno distribuiti alimenti in 6 villaggi dell’Eritrea
  • Verranno distribuiti ovini in 4 villaggi dell’Etiopia
BENEFICIARI

Beneficiari del progetto sono più di 2300 persone:

In Eritrea: si distribuiranno generi alimentari in sei villaggi per
portare soccorso a 300 famiglie indigenti, circa 1500 persone:
si tratta di famiglie povere con bambini o anziani, disabili e malati.

In Etiopia: 120 famiglie fragili nei villaggi del Wolaita in Etiopia, per la distribuzione di piccoli animali e l’avvio di allevamenti raggiungendo circa 800 persone. Tra novembre e gennaio sono già stati consegnati 190 capi animali. Ora la richiesta è stata ampliata ad altri 4 villaggi seguiti da GMA.

COSA STA SUCCEDENDO

IN ETIOPIA

Si sono attuate politiche molto restrittive per la prevenzione della pandemia. Fortunatamente ad oggi il numero di casi nel paese resta limitato; ma gli effetti collaterali sono molteplici, soprattutto a livello economico: non potendo “vivere” i mercati, la gente delle zone rurali è stata privata di ogni misura di sussistenza. Inoltre, in questi mesi le coltivazioni del sud est del paese sono state devastate dall’invasione di locuste e i disordini politici e le molteplici sommosse emerse nel paese hanno messo a repentaglio l’economia locale. L’economia familiare, sostiene l’economia le famiglie nei villaggi: chi ha animali ha una base per sopravvivere.

IN ERITREA

La pandemia Covid-19 ha causato problemi e sofferenze anche a persone che non ne sono state direttamente colpite: il Paese è in costante lockdown da marzo 2020, scuole e negozi di alimentari sono chiusi; mancano i trasporti. Durante il periodo della mietitura, inoltre, c’è stata un’invasione di locuste che ha colpito alcune regioni del paese, aumentando la miseria: in alcuni villaggi non ci sono più nemmeno le foglie sugli alberi.
Nei villaggi restano anziani e bambini piccoli, e tutto gravita sulla forza delle mamme; i giovani e gli uomini adulti sono al servizio del governo a tempo illimitato; inoltre da novembre 2020 la guerra divampa oltre il confine con l’Etiopia, nella regione del Tigray, con il coinvolgimento di soldati eritrei.

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Ecco com’è nato il progetto Donnattiva

Come nacquero i Corsi Donnattiva?

Nel 1999 l’Eritrea era nuovamente in guerra con l’Etiopia, una guerra devastante, che ha falciato la popolazione maschile. Durante la guerra di indipendenza dall’Etiopia, durata più di vent’anni si è assistito ad una migrazione della popolazione verso i centri abitati, verso i luoghi in cui maggiori erano le probabilità di ricevere aiuti umanitari e protezione dalla violenza della guerra.
Nel 1999, mentre questo progetto nasceva si contavano 100.000 morti; circa 600 mila profughi, oltre 60.000 eritrei. I numeri erano destinati a crescere vertiginosamente negli anni. All’interno del sistema economico locale la donna assume un ruolo molto importante: il 75% della forza lavoro locale è rappresentato da donne che si occupano principalmente di raccolta della legna, trasporto di acqua, commercializzazione dei prodotti, mantenimento delle colture, cura degli animali, tessitura, artigianato, lavorazione dei prodotti alimentari e… cura dei figli.
La donna che vive in città, soprattutto quella che è arrivata in città a seguito dell’abbandono del proprio villaggio di origine per motivi di sicurezza o per necessità, è costretta ad assumere nuovi stili di vita. In Asmara molto maggiori sono le possibilità e le occasioni di incontrare nuovi lavori e reddito, ma anche molto maggiore è il rischio di vivere momenti di abbandono e di caduta in forme di violenza psicologica e fisica.

Oggi Donnattiva continua

La guerra armata è un fantasma che si ripropone ai cittadini eritrei costantemente. La diaspora ha tolto al Paese le giovani generazioni.
La vita familiare ricade sempre sulle donne, alle quali spetta garantire i bisogni di base dei figli. Quando il progetto nacque il numero delle ragazze madri era in notevole aumento a causa della guerra. In Eritrea infatti vengono chiamate alle armi e portate in prima linea anche le ragazze. Una delle cause che possono esentare la donna dagli obblighi militari è una eventuale gravidanza. Questo ha causato un aumento di ragazze madri, di bambini abbandonati e di giovani donne che, decidendo di tenersi il figlio da sole, spesso senza il riconoscimento del padre e rinnegate dalla propria famiglia di origine, abbisognano di inventarsi una nuova vita. Inoltre le vedove di guerra erano a migliaia.

La scuola è quindi rivolta a donne che non possono contare su un nucleo familiare o un aiuto da parte del marito e si fanno carico del sostentamento proprio e dei figli.

I corsi di Donnattiva sono volti a promuovere l’autonomia professionale e lavorativa della donna. Tutti i corsi di studi prevedono:
– promuovere la professionalità in economia domestica
– conoscenza di economia di base
– lezioni per migliorare l’organizzazione della propria famiglia, igiene e salute, etica e valori personali
– sostegno e accompagnamento alle donne nelle proprie scelte lavorative.

I Corsi sono di due tipi:
1. Corso biennale di economia domestica
In tale corso sono materie di studio: cura e igiene della persona; lingua inglese; economia domestica; taglio e cucito; matematica; preparazione e produzione degli alimenti e tecniche culinarie; metodologie per la riduzione dei costi; igiene e pulizia degli ambienti; conservazione degli alimenti; salute e alimentazione; puericultura, tecniche di auto promozione; marketing; uso del credito. Il corso si svolge durante cinque giorni della settimana, dalle ore 08.00 alle ore 17.00, con una pausa a mezzogiorno, per un totale di 40 ore settimanali.

2. Corso semestrale
Il percorso breve viene dedicato a donne con un più basso livello culturale; un approccio più laboratoriale e mira a promuovere la produzione di manufatti da vendere sul mercato locale o alla professionalizzazione presso strutture alberghiere o di ristorazione.

Le donne frequentanti il corso ricevono un piccolo salario di frequenza: questo è stato pensato sia come incentivo alla partecipazione sia, soprattutto, quale aiuto economico alla gestione dei problemi familiari che la donna incontra durante il periodo di frequenza. Spesso queste difficoltà sono di entità tale che, senza questo piccolo aiuto, la donna sarebbe costretta ad abbandonare il corso. Alla fine del percorso di studi, le donne vengono accompagnate alla vita lavorativa.

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Regala un capretto alle famiglie dell’Etiopia e dell’Eritrea!

Grazie alle vostre donazioni siamo riusciti a regalare un capretto o una pecora a 150 famiglie!

In particolare, molti nonni hanno deciso di festeggiare un Natale solidale con i propri nipoti facendo loro questo regalo speciale.

Il nostro obiettivo è di migliorare la vita di 190 famiglie! Volete darci una mano? Contiamo sul vostro aiuto! 

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La casa famiglia del villaggio di Zaezega

Nel villaggio di Zaezega, la casa famiglia, l’asilo e le attività educative hanno funzionato fino a quando il lockdown è stato imposto in Eritrea. Nonostante questo, i padri pavoniani continuano la loro attività educativa e di supporto nel villaggio.

Nella casa famiglia di Zeazega, i programmi e le attività quotidiane sono ben note alla comunità. I Padri, i postulanti e le donne incaricati di sostenere i bambini a Zeazega li seguono quotidianamente nei loro studi, nelle attività sportive e nelle attività ricreative. I nostri bambini hanno smesso di andare a scuola ad Aprile a causa della pandemia. Durante il periodo di lockdown, abbiamo provato a riorganizzare il tempo libero dei bambini in ore di studio e di catechismo e organizzando varie attività sportive e ricreative. Abbiamo mandato la maggior parte dei bambini dai parenti e familiari per l’estate, come facciamo ogni anno per aiutarli a socializzare con la loro comunità d’origine e per rinforzare i loro legami famigliari; sono rientrati alla casa famiglia a fine Agosto, ma le scuole non hanno ancora aperto. Non abbiamo mai smesso di supportarli, purtroppo alcuni di loro non hanno casa dove tornare, e qualcuno, rientrando, non trova un ambiente accogliente e tornano da noi dopo breve tempo.

Abba Yonas Fessehaye