Italia

Divolontario

Sostieni GMA al Meeting 2019!

Se desiderate sostenere i villaggi in Etiopia e in Eritrea e le altre attività di GMA in Italia, durante il Meeting 2019 avrete la possibilità di effettuare donazioni utilizzando la vostra carta con Sumup, un dispositivo che consente di accettare pagamenti con carte di credito e debito ovunque! Vi aspettiamo Sabato 7 e Domenica 8 Settembre!

Divolontario

Meeting GMA 2019!

Sabato 7 e Domenica 8 Settembre vi aspettiamo al meeting di GMA! 

Divolontario

I ragazzi del Servizio Civile si raccontano

Noi siamo Alberto, Arianna, Maryam e Valentina, quattro ragazzi che hanno scelto di svolgere un anno di Servizio Civile in una ONG, in una scuola superiore e in una comunità per minori da una parte, e dall’altra con seminari sul diritto all’Acqua. Stiamo lavorando a due progetti diversi: “Animare territori solidali coi minori” e “Animazione territoriale sull’acqua diritto di tutti e contro gli sprechi”. Nonostante siano diversi, ci troviamo a svolgere delle attività insieme e in questo modo riusciamo a confrontarci. La possibilità di metterci alla prova, sperimentare e conoscere noi stessi è ciò che ci ha spinto a partecipare a questa esperienza. Questo percorso ci permette di capire i nostri limiti, mancanze e punti di forza. Le aspettative di ognuno di noi ci hanno accompagnato e alle volte anche spaventato, ma il fatto di essere insieme e poterci aiutare e ascoltare ci ha aiutato molto. Stiamo vivendo questa esperienza con grande soddisfazione, potendo confrontarci con contesti e persone diverse da quelle della nostra routine. Le difficoltà però non mancano. Molte volte non ci sentiamo all’altezza e i compiti che ci assegnano sembrano più grandi di noi. Inoltre è difficile far coincidere gli orari di servizio con il tempo dedicato allo studio, ad un altro lavoro, o addirittura all’accudimento di una figlia. La stanchezza a volte si fa sentire. Nulla di impossibile, ma inizialmente gestire il tutto ha richiesto il doppio dello sforzo. Il fatto di non essere soli, la possibilità di creare e seguire progetti scelti da noi ci aiuta a superare i momenti di difficoltà e accresce la nostra voglia di metterci in gioco. Tra di noi si è creato un bel legame e ogni giorno, ininterrottamente, avviene uno scambio di esperienze, vissuto e idee. Frequentiamo ambienti di servizio civile in cui cresciamo attraverso prove ed errori, e ci rapportiamo con realtà diverse dalla nostra che ci permettono di acquisire maggiori capacità di ascolto, empatia e di sperimentare metodi alternativi di comunicazione che vanno oltre la lingua. Tra di noi c’è Maryam, una ragazza Nigeriana che grazie a questa opportunità ha la possibilità di migliorare il proprio Italiano e condividere la propria storia, cultura e origini. Tante sono state le emozioni di cui ci siamo fatti carico: gioia, stanchezza, divertimento, senso di inadeguatezza, ispirazione e curiosità per realtà che non conoscevamo. Mancano 4 mesi alla conclusione, e non sappiamo bene descrivere come ci sentiamo: sicuramente felici di aver intrapreso questo percorso insieme e aver creato un legame forte. Siamo quattro persone molto diverse che probabilmente non si sarebbero mai incontrate in altre circostanze. Quest’occasione si è rivelata essere proprio una bella sorpresa!

Diadmingma

Assemblea CIPSI: Cortocircuito Italia

ASSEMBLEA CIPSI: CORTOCIRCUITO ITALIA

Guido Barbera, presidente CIPSI: “Cortocircuito Italia. La rottura delle relazioni a livello sociale, alla base della crisi sociale attuale. La società italiana da solidale e accogliente, si sta trasformando sempre più in individualista e razzista.

La riforma del Terzo Settore, pur necessaria, premia l’imprenditorialità. Una riforma che premia i forti e sacrifica i più piccoli. Penalizza il vero volontariato sociale e personale, che spesso è l’unica presenza disinteressata a fianco della persona.   È necessaria una cooperazione nuova per ricostruire relazioni diverse: nei nostri territori e con i popoli impoveriti!  Noi tutti del CIPSI, chiediamo e lavoriamo per una politica che riconosca che TUTTI gli uomini (e donne) nascono liberi ed uguali in dignità e diritti! Questa è la nostra politica”.

 

Formigine (MO), 30 maggio 2019 – Iniziata oggi a Formigine (Modena) l’assemblea di “Solidarietà e Cooperazione CIPSI” – coordinamento di 35 associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale. L’assemblea proseguirà fino a sabato 1 giugno. Il presidente del CIPSI Guido Barbera nel presentare la relazione introduttiva, soffermandosi in particolare sull’analisi della situazione italiana e sulla riforma del Terzo Settore, ha dichiarato: “Cortocircuito Italia. La rottura delle relazioni a livello sociale, alla base della crisi sociale attuale. La società italiana da solidale e accogliente, si sta trasformando sempre più in individualista e razzista. La politica invece di essere al servizio delle persone, crea sempre più divisioni e conflitti tra pochi ricchi e popoli impoveriti. La frantumazione sociale è l’altra faccia della globalizzazione, voluta e prodotta dai poteri per controllare i cittadini.Anche i risultati delle ultime elezioni europee confermano questa tendenza, non c’è nulla di nuovo! Dobbiamo fare una analisi profonda per capire dove stiamo andando e quale è oggi il nostro ruolo.

Barbera continua: “La riforma del Terzo Settore, pur necessaria, premia l’imprenditorialità e la grande organizzazione.Penalizza il vero volontariato sociale e personale che spesso è l’unica presenza disinteressata a fianco della persona.  L’organizzazione, pur se non da colpevolizzare, spesso porta a trascurare le relazioni personali, i diritti, i beni comuni. È una riforma che premia i forti e sacrifica i più piccoli. Non possiamo permettere alla tecnologia e alla scienza di prevalere sulla persona. Abbiamo davanti una sfida entusiasmante: trasformare la nostra minoranza profetica, in proposta innovativa e vincente attraverso nuovi modelli di aggregazione e convivenza sociale. Dobbiamo proporre nuovi stimoli per lavorare insieme più di prima”.

“È urgente rinnovare la cooperazione. Arricchirla di contenuti! Superare la dimensione operativa del progetto, per arrivare a costruire “vita comune” e civiltà. I fondi di cooperazione sono stati ridotti al minimo. Le rimesse dei migranti sono tre volte di più dei fondi della cooperazione internazionale. Ma non si vede l’impatto di processi sociali organizzati. La cooperazione non è solo visibilità, ma deve essere basata su contenuti e politica: ricostruire relazioni diverse con i paesi e i popoli impoveriti, nei nostri territori e con i popoli impoveriti, valorizzando la società civile! Compresi i migranti che sono respinti, rifiutati! Noi siamo per l’accoglienza organizzata. Noi tutti del CIPSI, chiediamo e lavoriamo per una politica che riconosca che TUTTI gli uomini (e donne) nascono liberi ed uguali in dignità e diritti! Questa è la nostra politica”.   

E per questi motivi il CIPSI ha presentato un numero monografico della rivista Solidarietà internazionale, il n. 3 2019, “Cortocircuito Italia”, dedicato a questo. Un numero monografico di analisi con un’intervista a Giuseppe De Rita (Censis), e articoli di Luigino Bruni, Raniero La Valle, Roberto Savio, Michele Sorice, Brunetto Salvarani, Riccardo Petrella, … e tanti altri!

L’assemblea del CIPSI proseguirà nei prossimi giorni – fino a sabato 1 giugno – con analisi della legge del Terzi Settore, cambiamento di Statuto, adeguamenti fiscali e amministrativi, privacy, servizio civile universale…

Ufficio Stampa CIPSI, Nicola Perrone

Diadmingma

LA NUOVA LEGGE DI COOPERAZIONE NASCE VECCHIA!

Roma, 20 marzo 2014 – Guido Barbera, Presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – ha commentato il DDL n. 1326 nell’ambito dell’esame dei disegni di legge sulla riforma della cooperazione allo sviluppo dalla Commissione Esteri del Senato, affermando che la nuova Legge della cooperazioen Italiana, nasce già vecchia! Nel corso dell’Audizione Barbera ha sintetizzato la posizione ufficiale del CIPSI sul nuovo disegno di legge sulla cooperazione internazionale, e ha evidenziato i seguenti punti essenziali.

1. “Il mondo è andato avanti e questa proposta rischia di risultare già vecchia, di fronte agli scenari di crisi, di migrazioni, di continuo aumento dello spread tra miseria e povertà, tra fasce sociali, anche a casa nostra. Oggi la cooperazione ha scenari nuovi. Ha un’identità nuova. Chiede ruoli, ma soprattutto una politica diversa. Una politica non più di aiuti allo sviluppo, ma una politica dei diritti e dei beni comuni per tutti i cittadini.

2. L’attuale proposta, sembra quasi rispondere più alle necessità di accontentare tutti per “fare la riforma”, piuttosto che rispondere alle necessità delle persone e della cooperazione. Tutti, diventano improvvisamente “soggetti della cooperazione”, anche imprese commerciali e con finalità di lucro – comprese le banche. Ci chiediamo come possano, dopo essere state causa della crisi, far parte di relazioni solidali e paritarie tra popoli?

3. Di fronte allo scenario in cui viviamo, una riforma della cooperazione di questo tipo, sembra quasi collocarsi più come strumento per favorire l’operatività internazionale dei “nuovi soggetti riconosciuti” e facilitare la possibilità di gestione “italiana” di fondi multilaterali, ossia: “non abbiamo soldi noi, facciamo cooperazione con gli altri”!

4. Esiste un problema di identità e di politica che questa legge non affronta in quanto:

  • Mantiene la cooperazione all’interno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione quale: “parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia”. Se la cooperazione deve confrontarsi con i flussi migratori, le problematiche di inclusione sociale, le situazioni globali che costituiscono il ciclo di vita completo dei cittadini e di una società, perché relegare la cooperazione alla sfera degli esteri e non innalzarla invece alla “cabina di regia” della politica del Paese, delegando gli Esteri di farsi portatori nel mondo delle nostre proposte. Un Ministero della cooperazione o una cabina centrale alla Presidenza del Consiglio, sarebbero la risposta chiara alla volontà di una vera, concreta e coerente politica di cooperazione.
  • Si aumentano ulteriormente i luoghi decisionali e gestionali della cooperazione e non si identifica un responsabile “unico”. Tale situazione non risponde ai principi di efficacia ed efficienza. Riteniamo essere indispensabile avere un responsabile unico politico a cui risponde un responsabile unico esecutivo (Agenzia).

5. Il testo base del DDL 1326 paga l’assenza di coraggio di un cambio radicale di politica. La politica che ci occorre deve rimettere al centro le persone. Deve rivolgersi a implemetare rapporti paritari e di giustizia tra i Paesi e le loro comunità, sostenere processi partecipativi e di autogoverno, ridisegnare sovranità democratiche. Non può fare questo attraverso soggetti e strumenti che, per natura, operano nella competizione e per il guadagno. Non possiamo continuare a destinare il 50-60% di fondi in aiuti di stato, ben conoscendo l’inneficacia, l’inneficenza e la corruzione presenti, destinando invece il 10-15% a quella società civile che tutti sappiamo resistere, combattere giornalmente per la sopravvivenza e per i propri figli! Poi ci lamentiamo e ci stupiscono se salgono sui barconi per morire nel nostro mare! La cooperazione non può utilizzare quegli strumenti e quei soggetti che stanno producendo quelle cause di miseria, ingiustizia, divario crescente, che invece dovrebbe affrontare e cambiare. Non c’è democrazia senza partecipazione! Non ci può essere cooperazione senza partecipazione. L’eccezionale innovazione della 49 che riconobbe il ruolo della società civile nella cooperazione, nel DDL 1326, sembra per lo meno annebbiarsi, mentre il mondo intero riconosce il ruolo delle donne in Africa, dei Movimenti per l’acqua in Bolivia, dei contadini in Brasile, nel Sahel ecc.

Questa proposta manca di coraggio. Noi ugualmente siamo convinti che sia necessaria una nuova legge, ma non ci accontentiamo. Siamo convinti che sia possibile oltre che necessario, fare una legge migliore, di più alto profilo, come lo è stata la 49 nel 1987. Liberiamoci però dai tatticismi politici, istituzionali e non, per non arrivare semplicemente ad una legge, già vecchia”.

Ufficio Stampa: Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it

Cipsi | Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale