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Un nuovo blocco scolastico per Abala Abaya

CONTESTO DI RIFERIMENTO

In Etiopia il 56% della popolazione è costituita da minorenni. Solo il 54% dei bambini frequenta la scuola primaria e il 19,2% la scuola secondaria. Solo il 41% della popolazione è alfabetizzata, tra le donne solo il 18%. La mancanza di istruzione ha chiare ripercussioni sullo sviluppo individuale e della collettività in generale. L’istruzione primaria è gratuita, ma attuali infrastrutture scarse e poco salubri, limitano la frequenza a solo un terzo della popolazione in età scolare. Nelle aree rurali i problemi sono legati soprattutto ad aule in pessimo stato, affollate e poco salubri e mancanza di servizi igienici.

Il villaggio di Abala Abaya è quasi desertico. Terreno arido e sabbioso, con un clima umido e caldo. La gente vive di agricoltura, di pesca del vicino lago e piccolo commercio. Come in tutta l’Etiopia, la raccolta dell’acqua e della legna è compito dei bambini.

PERCHÈ NUOVE AULEE AD ABALA ABAYA?

Il villaggio di Abala Abaya ha una vecchia scuola in cica, ovvero fango e paglia, le aule sono buie e poco salubri. Sebbene negli ultimi anni il Governo abbia incentivato e investito molto nell’istruzione, nelle aree rurali permangono molti problemi, in particolare per quanto riguarda il sovraffollamento delle classi: normalmente in ogni classe vi sono tra 80-100 bambini, questo non facilita l’apprendimento. Le aule della scuola sono particolarmente inadeguate, a causa della struttura decadente e insalubre; tanto che alcuni bambini sono costretti a studiare all’aperto ed altri a restare a casa. Nella kebele (municipalità) vi sono circa 1.000 bambini in età scolare ma solo poco più della metà possono frequentare la scuola oggi. L’impossibilità di frequentare la scuola è causa di molti problemi come analfabetismo, aumento del lavoro minorile, matrimoni precoci, aumento del fenomeno dei bambini di strada e spesso traffico di minori.

OBIETTIVI DELLA PROPOSTA

L’obiettivo del progetto è quello di accrescere il livello di istruzione della zona, aumentando il numero di studenti che potranno frequentare la scuola.

BENEFICIARI DEL PROGETTO

I primi beneficiari del progetto saranno circa 350 bambini di
Abala Abaya che potranno frequentare la scuola nelle nuove aule.

RISULTATI ATTESI

• Aumento del tasso di alfabetizzazione dell’area
• Aumento del 15% dell’istruzione femminile
• Riduzione abbandono scolastico del 60%
• Aumento del livello di istruzione nella zona di intervento
• Diminuzione del numero di ragazzi di strada

ATTIVITÀ PREVISTE

Il progetto prevede la costruzione di un blocco scolastico in mattoni, composto da 4 aule che verranno arredate con banchi, cattedre e lavagne realizzati da artigiani della zona, sala insegnanti, uffici scolastici e magazzino, verranno inoltre realizzati 

Le attività di costruzione sono iniziate, ecco le prime fondamenta. Continuiamo insieme a supportare il diritto all’istruzione. 

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La nuova scuola di Mayo Koyo!

Una nuova scuola nel villaggio di Mayo Koyo significa guardare insieme lontano, nella stessa direzione. 

Pochi mesi fa, a Mayo Koyo vedevamo solo questa vecchia scuola: insieme, in questi mesi, abbiamo messo le fondamenta; ora, accanto al vecchio edificio fatiscente sta nascendo il nuovo edificio scolastico. La nuova speranza per il villaggio!

Un ringraziamento speciale a “Il Sorriso di Marianeve” per contribuire ad aggiungere mattoni alla scuola di Mayo Koyo.

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Sostegno Familiare: donne Fugà di Gurumo

Il villaggio di Gurumo è situato nella zona di Wolayta (di cui Soddo è capoluogo) e dista 14 km dalla città. La popolazione complessiva è di 5745 abitanti (registrati). Le famiglie, in quest’area amministrativa, sono composte mediamente da 7-8 persone, una cifra leggermente superiore alla media nazionale.  Più del 97% della popolazione è impegnata nel settore economico principale, che è l’agricoltura, il restante 3% si occupa del piccolo commercio, lavoro giornaliero e piccolo allevamento. Agricoltura e allevamento dipendono dalla stagionalità delle piogge. La maggior parte delle colture sono di mais, patate dolci, teff, fagioli, caffè, avocado e altri tuberi.

In Etiopia sono molto diffusi prodotti e manufatti di uso quotidiano realizzati in terracotta: tra questi le jebena (caffettiere tradizionali), ciotole, piatti per la cottura di enjera (pane tradizionale) e pentole. Questi prodotti sono realizzati dal gruppo dei Fugà – termine dispregiativo con cui vengono indicate le persone dedite alla lavorazione e produzione di terracotta in Wolayta. Sebbene questi prodotti siano molto diffusi e di uso quotidiano, le persone che li producono sono marginalizzate ed escluse dalla comunità. Le famiglie di vasai vivono lontane dal centro e dalle altre famiglie del villaggio. Sono famiglie molto spesso povere, con un basso tasso di istruzione poiché la discriminazione avviene sin dalla prima infanzia e spesso i genitori oltre a non avere possibilità economiche preferiscono non mandare i figli a scuola per la paura che subiscano violenze. Nel villaggio di Gurumo un gruppo di 22 donne appartenenti a questa casta sono socie della cooperativa, e grazie a ciò è stato possibile avviare un primo tentativo di integrazione con la comunità.

Grazie alla costruzione di una tettoia-magazzino, dotata di cisterna di raccolta dell’acqua, le donne possono lavorare la terracotta anche durante i periodi di pioggia: inoltre, le donne hanno iniziato ad usare la struttura per i corsi di alfabetizzazione.

Richiedi una scheda famiglia e promuovi lo sviluppo nel villaggio: con 26€ mese sosterrai una donna Fugà del villaggio di Gurumo e la sua famiglia.

Per maggiori informazioni, contatta la nostra sede!

 

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Campagna Acqua Pulita Per Favore

La carenza d’cqua nel Corno d’Africa è una delle grandi tragedie taciute: le crisi idriche non sono più riconosciute come emergenze, ma diventano una consuetudine. Anche nel 2019 una siccità eccezionale ha colpito in particolare zona sud-orientale dell’Etiopia, che si è trasformata in un’emergenza alluvioni. In un Paese in cui l’84% delle famiglie sopravvive di agricoltura di sussistenza
emergenze di questo tipo hanno un particolare impatto umano e, come spesso accade, a pagarne le conseguenze sono i più deboli, come bambini e donne. 

Acqua pulita: le pompe a mano

A volte l’acqua è nel sottosuolo, a pochi metri da terra, ma la gente cammina chilometri per raggiungere la prima fonte disponibile, una sorgente, un fiume o una pozzanghera, o un fontanile.
Le pompe a mano sono strutture semplici ed economiche che permettono di recuperare acqua pulita per un numero limitato di persone. Grazie alle pompe a mano, 10 o venti famiglie possono avere acqua pulita per l’igiene, per l’alimentazione e per tutti gli usi domestici indispensabili.

Acqua da raccogliere: le cisterne

Per aumentare la disponibilità di acqua, facilitarne l’accesso per le attività produttive e ridurre l’impatto dei consumi idrici sul terreno c’è una soluzione semplice: le cisterne di raccolta dell’acqua. Le cisterne possono essere in muratura o in vetroresina,
secondo le esigenze e le esigenze di disponibilità di acqua. Sono molto utili nei villaggi per avere acqua disponibile anche durante le stagioni secche, per permettere la continuità di attività di agricoltura irrigua, ma anche attività artigianali di produzione del sapone o
della terracotta. Ma ancora più importante, una cisterna di raccolta dell’acqua è importantissima vicino a dei bagni pubblici.

Acqua da distribuire: i fontanili

Quando nel villaggio ci sono uno o più fontanili è grande festa. La gente nei villaggi spesso è abituata a bere e usare acqua per scopi domestici da fonti non protette: sono numerosi i casi di malattie legate all’acqua insalubre e fangosa, soprattutto durante i
periodi delle piogge. Grazie ai fontanili l’acqua pulita è disponibile, grazie ai 6 o 8 rubinetti del punto idrico. La gente vi accede in orari concordati e paga una piccola tariffa per riempire la propria tanica di 20 o 40 litri che servirà a tutta la famiglia.

Acqua per il villaggio: gli impianti

L’acqua è un bene comune, tutti ne hanno diritto. L’impianto idrico può portare acqua pulita a una o più comunità. Una migliore
distribuzione dell’acqua, esclude la presenza di acqua stagnante o insana e la diffusione di malattie. Una migliore distribuzione dell’acqua può inoltre evitare a donne o bambini il trasporto di acqua. Ciò permetterebbe loro di avere più tempo libero da dedicare ad attività produttive, e all’istruzione per i più piccoli. L’impianto idrico funziona come un piccolo acquedotto e solitamente prevede: protezione di una sorgiva, costruzione di un serbatoio di raccolta dell’acqua in muratura, installazione delle tubature, costruzione di più fontanili nelle zone principali del villaggio, un abbeveratorio per animali e vasche per i lavatoi.

COSA FAREMO NEL 2020/2021

• Cisterne nelle cooperative di GMA
• 10 Pompe a mano
• Impianto idrico nel villaggio di Bolola Chewcare
• Una protezione sorgiva a Bossa Kacha

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Emergenza COVID-19: Acquisto pecora

L’emergenza della pandemia si è presentata in Etiopia con un volto diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto noi: prima di essere una crisi sanitaria è stata crisi economica. La limitazione degli spostamenti, l’impossibilità di andare al mercato a vendere e comprare i prodotti per la sopravvivenza quotidiana, insieme alle piogge irregolari che non hanno garantito il piccolo raccolto di sussistenza, hanno mandato in crisi alimentare migliaia di famiglie. 

Con una donazione di 50€ puoi acquistare una pecora e cambiare la vita di una famiglia: una pecora fornisce latte e garantisce cibo, i piccoli permettono di avere un piccolo reddito e permette di aumentare il numero di animali in famiglia.

Passando parola possiamo arrivare a garantire una pecora a tutte le 190 famiglie bisognose! Contiamo sul vostro aiuto!