I ragazzi del Servizio Civile si raccontano

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I ragazzi del Servizio Civile si raccontano

Noi siamo Alberto, Arianna, Maryam e Valentina, quattro ragazzi che hanno scelto di svolgere un anno di Servizio Civile in una ONG, in una scuola superiore e in una comunità per minori da una parte, e dall’altra con seminari sul diritto all’Acqua. Stiamo lavorando a due progetti diversi: “Animare territori solidali coi minori” e “Animazione territoriale sull’acqua diritto di tutti e contro gli sprechi”. Nonostante siano diversi, ci troviamo a svolgere delle attività insieme e in questo modo riusciamo a confrontarci. La possibilità di metterci alla prova, sperimentare e conoscere noi stessi è ciò che ci ha spinto a partecipare a questa esperienza. Questo percorso ci permette di capire i nostri limiti, mancanze e punti di forza. Le aspettative di ognuno di noi ci hanno accompagnato e alle volte anche spaventato, ma il fatto di essere insieme e poterci aiutare e ascoltare ci ha aiutato molto. Stiamo vivendo questa esperienza con grande soddisfazione, potendo confrontarci con contesti e persone diverse da quelle della nostra routine. Le difficoltà però non mancano. Molte volte non ci sentiamo all’altezza e i compiti che ci assegnano sembrano più grandi di noi. Inoltre è difficile far coincidere gli orari di servizio con il tempo dedicato allo studio, ad un altro lavoro, o addirittura all’accudimento di una figlia. La stanchezza a volte si fa sentire. Nulla di impossibile, ma inizialmente gestire il tutto ha richiesto il doppio dello sforzo. Il fatto di non essere soli, la possibilità di creare e seguire progetti scelti da noi ci aiuta a superare i momenti di difficoltà e accresce la nostra voglia di metterci in gioco. Tra di noi si è creato un bel legame e ogni giorno, ininterrottamente, avviene uno scambio di esperienze, vissuto e idee. Frequentiamo ambienti di servizio civile in cui cresciamo attraverso prove ed errori, e ci rapportiamo con realtà diverse dalla nostra che ci permettono di acquisire maggiori capacità di ascolto, empatia e di sperimentare metodi alternativi di comunicazione che vanno oltre la lingua. Tra di noi c’è Maryam, una ragazza Nigeriana che grazie a questa opportunità ha la possibilità di migliorare il proprio Italiano e condividere la propria storia, cultura e origini. Tante sono state le emozioni di cui ci siamo fatti carico: gioia, stanchezza, divertimento, senso di inadeguatezza, ispirazione e curiosità per realtà che non conoscevamo. Mancano 4 mesi alla conclusione, e non sappiamo bene descrivere come ci sentiamo: sicuramente felici di aver intrapreso questo percorso insieme e aver creato un legame forte. Siamo quattro persone molto diverse che probabilmente non si sarebbero mai incontrate in altre circostanze. Quest’occasione si è rivelata essere proprio una bella sorpresa!

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