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Sviluppo a Wallacia

SALA-MULTIUSO


Contesto di riferimento

Il villaggio di Wallacia, é situato nella regione Wolaita, dista circa 360 km a sud di Addis Abeba (capitale dell’Etiopia) e 20 km da Soddo. È situato a 1800 metri di altezza e ha un clima prevalentemente buono, anche se talvolta un po’ caldo; la popolazione conta 3473 abitanti, mentre l’intero distretto circa 12.000. Gli abitanti sono di etnia wolayta; il 35% professano la religione ortodossa, il 35% cattolica e il rimanente 30% protestante. L’agricoltura, rappresenta l’80% dell’attività locale, produce mais, cotone, patate dolci, fagioli, ceci, berberè, tief, sorgo e ciat. Ogni famiglia dispone di un fazzoletto di terra per sopravvivere; si realizza un solo raccolto l’anno.  L’allevamento (10%) comprende bovini, ovini e caprini, asini e cavalli. Il commercio occupa solo il 10% della popolazione. Fino a poco tempo fa l’alfabetizzazione raggiungeva solo il 15% della popolazione perché il punto scolastico più vicino (scuola elementare e media) si trovava a Shanto che dista 8 km.  Con la presenza di GMA è stata costruita una scuola. Situazione idrica e sanitaria: Fino al 2012 tutta la zona soffriva di mancanza d’acqua generalizzata. L’unica fonte sicura di acqua potabile per il villaggio era un pozzo che si trova nel comprensorio della Chiesa Cattolica di Walaccia. A causa della mancanza di acqua potabile la comunità attingeva acqua da sorgenti non protette percorrendo distanze che richiedono più di un‘ora per raggiungerle. Ora l’impianto idrico è stato riabilitato, l’accesso all’acqua è garantito a tutti gli abitanti del villaggio. Infrastrutture: Solo il 20% della gente vive in abitazioni tradizionali locali (tucul) realizzate in fango e paglia, mentre l’80% ora vive in case in fango (cica) con il tetto in lamiera: questa tipologia di abitazione evidenzia l’influenza della vicina città di Saula. Nel villaggio esiste la corrente elettrica. Nel villaggio esiste una cooperativa di donne, le quali partendo dalla microfinanza, hanno avviato attività generatrici di reddito, portando beneficio all’intero villaggio.


Obiettivi:

Migliorare le condizioni di vita della gente del villaggio nel settore idrico e attraverso la formazione e facendo leva su forme tradizionali di risparmio e credito e coesione sociale.
Attività svolte nel villaggio:

  • promozione attività generatrici di reddito
  • costruzione di una scuola
  • riabilitazione impianto idrico e sua estensione
  • costruzione di un asilo

 

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Acqua a Shanto

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Contesto di riferimento

Shanto è  un grande villaggio nella regione meridionale dell’Etiopia, distante 365 km da Addis Abeba e 5 km dalla Kebele-amministrazione locale. La popolazione è di 23.500 abitanti. Come per tutta l’Etiopia, anche a Shanto il tasso di alfabetizzazione è molto basso; nella zona non esiste nessun tipo di scuola e la più vicina dista 10 km. La situazione sanitaria è molto carente a causa della mancanza sia di risorse che di personale, per cui la  gente muore ancora di malattie curabili. Sono state realizzate due protezioni alle sorgenti che però non sono in grado di fornire acqua pulita sufficiente a tutta la comunità. La scuola materna appena realizzata nel villaggio a cura del vicariato Apostolico di Soddo, è attiva da febbraio 2012. Per portare acqua pulita alla scuola è necessario garantire l’allacciamento idrico al villaggio vicino. Il villaggio di Shanto è abitato da persone di grande indigenza, chiamati Fugà, costoro sono considerati i fuori casta, oggetto di pregiudizi radicati da semrpe tra il resto della popolazione Wolayta ed evitati come intoccabili. Nel villaggio sono state promosse attività generatrici di reddito come l’allevamento di piccoli animali e acquisto di carretti per il trasporto di materiali e facilitare così le attività produttive.


Obiettivi

Garantendo la fornitura d’acqua alla scuola materna sarà possibile generare il miglioramento delle condizioni di vita dei fugà garantendo la di diffusione di pratiche igieniche sanitarie in particolar modo attraverso la scuola materna.


Descrizione Attività

Allacciamento all’impianto idrico del vicino villaggio, per una distanza di 1500 m. GMA garantirà la connessione all’acquedotto cittadino di Shanto e relativa estensione fino a Zaimene, con la realizzazione di un serbatoio di riserva e allacciamento esterno alla scuola per la popolazione locale inclusi. I beneficiari del progetto sono tutti gli abitanti di Shanto, 23.500 persone, in particolar modo i bambini della scuola materna, circa 200 bambini.

 

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Acqua pulita a Olola

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Contesto di riferimento

Il villaggio è situato nella zona del Wolayta, Woreda (provincia) di Damot Pulasa e dista circa 370 km da Addis Abeba. La popolazione è di circa 6000 abitanti. Le piogge irregolari e spesso scarse determinano raccolti molte volte insufficienti e frequenti crisi alimentari. L’approvvigionamento idrico è critico. Molti degli abitanti del villaggio percorrono anche 6 km al giorno per la raccolta dell’acqua, oppure riversano su soluzioni alternative (pioggia e pozzanghere) per reperire acqua. Allo stato attuale quindi solo il 7,69 % della popolazione ha accesso a fonti protette e ad acqua potabile.


Obiettivi

Promuoviamo l’accesso all’acqua pulita per i 6000 abitanti del villaggio. Consentendo anche l’introduzione di nuove norme igieniche, di cui beneficeranno soprattutto donne e bambini, che sono i primi a risentire di malattie legate alla penuria d’acqua e all’acqua sporca.


Descrizione Attività

A) Riabilitazione della condotta di adduzione

B) Estensione del servizio di distribuzione: si prevede di migliorare la captazione dell’acqua alla fonte per incrementare la quantità d’acqua a disposizione del villaggio, con la creazione di 4 nuovi punti di distribuzione disposti lungo un percorso di circa 1500 m, e la costruzione di un serbatoio di 50 m³ che funga da riserva giornaliera per far fronte ai picchi di prelievo.

Uno dei punti di distribuzione verrà posizionato in quella che potrebbe definirsi la “piazza” di Ololà andando a servire anche la clinica, distante pochi metri. La scuola di Ololà, attualmente sprovvista di acqua, avrebbe un punto di distribuzione proprio, che servirebbe esclusivamente la popolazione scolastica (1841 studenti e 28 insegnanti). Il punto acqua verrebbe posizionato non lontano dalle latrine, migliorando la situazione igienico sanitaria dei bambini; tra le ragazze in particolare si registrerebbe un calo significativo degli abbandoni, poiché non sarebbero più costrette a lunghi tragitti per prendere acqua.

 

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