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Giornata Mondiale contro l’AIDS – 1 Dicembre

La Giornata Mondiale contro l’AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome, in italiano Sindrome da Immunodeficienza Acquisita), che si celebra oggi 1 Dicembre, è dedicata ad informare e a sensibilizzare sulla malattia che colpisce il sistema immunitario umano, causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV).
L’HIV si trasmette in molti modi: rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

Secondo il nuovo rapporto Towards an AIDS-free generation Stocktaking Report on Children and AIDS 2013  lanciato dall’UNICEF il 29 Novembre scorso, sono stati fatti grandi progressi nella prevenzione della trasmissione materno-infantile dell’HIV: sono state oltre 850.000 le nuove infezioni infantili scongiurate tra il 2005 e il 2012 in paesi a basso e medio reddito.

Tra il 2009 e il 2012 i nuovi contagi tra i bambini sono diminuiti del 76% in Ghana, del 58% in Namibia, del 55% in Zimbabwe, del 52% in Malawi e Botswana e del 50% in Zambia ed Etiopia.
Nel 2012, solo il 34% dei bambini sieropositivi in paesi a basso e medio reddito hanno ricevuto le cure di cui avevano bisogno, comparato con il 63% degli adulti. Nello stesso anno, 210.000 bambini sono morti a causa di malattie correlate all’AIDS. Senza cure, un terzo dei bambini che vivono con l’HIV morirà prima di compiere un anno, e la metà morirà prima di compierne due.
Nel 2012, inoltre, sono stati registrati circa 260.000 nuovi contagi di bambini tra 0 e 14 anni, nel 2005 erano 540.000.

Il Rapporto lancia l’allarme sugli adolescenti e sulla necessità di un maggiore impegno a livello globale e nazionale per questa fascia di età molto vulnerabile all’HIV e all’AIDS.
Le morti legate all’AIDS tra gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni sono aumentate del 50% tra il 2005 e il 2012, passando da 71.000 a 110.000 casi, in netto contrasto rispetto ai progressi fatti nella prevenzione della trasmissione madre-figlio. Nel 2012 circa 2,1 milioni di adolescenti (10-19 anni) convivevano con l’HIV; nello stesso anno sono state 300.000 le nuove infezioni da HIV tra gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni.

Dati riguardo l’AIDS e HIV in Africa, in particolare nei paesi dell’Etiopia e dell’Eritrea, ci vengono forniti dall’UNAIDS, programma delle Nazioni Unite per accelerare, intensificare e coordinare l’azione globale contro l’AIDS. L’attività dell’UNAIDS è quella di condurre campagne informative sulla prevenzione dell’AIDS, offrire cure ai malati di AIDS nei paesi più poveri (e più colpiti) e migliorare le condizioni di vita dei malati. L’azione dell’UNAIDS si articola in 5 punti:

  • Guidare la lotta mondiale contro l’AIDS e distribuire gli aiuti,
  •  Dare informazioni ed assistenza tecnica alle organizzazioni umanitarie che combattono l’AIDS,
  • Studiare e prevenire lo sviluppo dell’epidemia,
  • Lo sviluppo della cooperazione nazionale al fine di dare una risposta collettiva e non disorganizzata all’epidemia,
  • Trovare fondi per combattere la malattia, supportare l’azione delle altre agenzie dell’ONU.

Nel 2012, in Etiopia, il numero di persone che vivono con HIV sono 760.000 mila, le donne dai 15 in su che vivono con HIV sono 380.000 mila e i bambini che hanno un’età dai 0 ai 14 anni  con HIV sono 170.000. I decessi dovuti all’AIDS sono 47.000 mila.
In Eritrea, sempre nel 2012, il numero di persone che vivono con HIV sono 18.000 mila, le donne dai 15 in su che vivono con HIV sono 8.800 mila e i bambini che hanno un’età dai 0 ai 14 anni  con HIV sono 3.100. I decessi dovuti all’AIDS sono 1.200 mila.

GMA Onlus si impegna con progetti e azioni a favore della formazione della donna e delle giovani mamme.
In Eritrea, il progetto “Formazione Giovani Mamme” inserisce un corso per formare le donne per la prevenzione delle malattie infettive (HIV/AIDS/STI – malattie sessualmente trasmissibili), problematiche pre e post partum, la cura e alimentazione dei neonati. In collaborazione con le figlie di S. Anna si avviano i corsi di formazione e questo modulo ha una durata pari a 25 ore. Le donne otterranno poi un diploma e imparano a curare se stesse e i loro figli.
In Etiopia, la formazione ha argomenti che riguardano la contaminazione dell’ambiente, la costruzione e l’uso di gabinetti, il trattamento di rifiuti secchi e organici, l’ igiene alimentare, l’acqua e la sanità, l’igiene personale e, in generale, il benessere delle persone. Inoltre, con la formazione le donne imparano a conservare bene il cibo, l’igiene dei bambini e della famiglia, e l’uso dell’ acqua pulita per evitare la catena di infezioni e contaminazioni. Inoltre imparano a creare un ambiente pulito per un proficuo lavoro.

FORMIAMO giovani donne e mamme dei villaggi dell’Etiopia e dell’Eritrea.
Diamo loro la FORZA per costruire un futuro per loro stesse e per i loro figli.

Proteggiamole dalle malattie, PROTEGGIAMOLE dall’AIDS.

Fonti:
Ufficio Stampa UNICEF Italia, sito-web: www.unicef.it
UNAIDS, sito-web: www.unaids.org/en/

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GMA Onlus protagonista a “Spazio Libero”

Le telecamere della trasmissione Spazio Libero del canale Rai Parlamento saranno con noi per tutta la giornata di oggi, 27 Novembre, per raccontare GMA.
Un servizio speciale dal titolo “Gli obiettivi dell’associazione” che andrà in onda nella seconda metà del mese di Dicembre.
I volontari saranno i protagonisti, insieme allo staff, di questa giornata dedicata alle attività che ogni giorno l’associazione promuove e sostiene nel paesi del Corno d’Africa e in Italia; proprio nella sede di GMA, a Montagnana, in molti partecipano con entusiasmo alle iniziative e coinvolgono amici e parenti in questa storia che dura da oltre quarant’anni.

Dall’Etiopia, Maria e Padre Vitali saranno in collegamento per raccontare come procede la loro missione.

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MICROFINANZA: una leva per lo sviluppo

La microfinanza è l’offerta di servizi finanziari a favore di segmenti di popolazione che, per dimensione economica modesta, per le caratteristiche di reddito o per difficoltà di comunicazione, sono difficili da servire da parte del mondo bancario tradizionale. Talvolta, si tratta di iniziative autoorganizzate dagli utilizzatori, spesso organizzati in gruppo.

Donne di uno stesso villaggio si associano in forma spontanea, si ritrovano periodicamente per delineare quella che sarà la loro attività comune, iniziando da qualcosa di molto semplice (ad esempio, la filatura del cotone per la preparazione dei tipici scialli locali). In questi momenti di scambio di idee sul futuro del loro gruppo, le donne iniziano a raccogliere i propri risparmi in un fondo comune e stabiliscono regole precise per la gestione dell’attività del risparmio e la successiva attività di credito, con costituzione di un comitato elettivo di credito.
All’interno del gruppo vengono poi selezionate alcune che si occuperanno in modo specifico della gestione.
Il passo più importante è costituito dalla raccolta del risparmio presso le donne che formano il gruppo. Questo è il primo segnale dell’impegno che esse hanno preso. Le donne si incontrano settimanalmente e versano ciascuna una piccola somma di denaro. Successivamente, l’associazione integra quanto raccolto con una somma, modesta, parametrata al numero di donne partecipanti. L’insieme di questo contributo e dei risparmi costituisce la base per l’attività del prestito: ciascuna donna può presentare domanda di finanziamento al comitato dei credito per realizzare la propria attività che viene valutata in termini di sostenibilità (dal punto di vista economico e di capacità gestionale di chi la vuole intraprendere). Qualora l’esito sia positivo, viene erogato il prestito.
Vengono poi stabiliti dei gruppi di interesse per ambito di attività (ad esempio, allevamento, artigianato, piccolo commercio,…) che possono essere seguiti con formazione specifica sull’attività in questione.
Per ogni somma ottenuta a prestito, necessaria ad avviare le diverse attività, le donne devono rimborsare una quota a settimana con una percentuale di interesse. I tempi per rifondere il credito variano da un anno a sei mesi. 
Le donne scelgono poi due responsabili (che si controllano reciprocamente), esterni al gruppo stesso, che terranno i contatti con la banca per depositi e prelevamenti.
Una volta formato ed avviato il gruppo di risparmio e credito, si fa leva sulla coesione del gruppo stesso per avviare altre attività comuni con implicazioni economiche (ad esempio, la gestione di un mulino) o sociali (ad esempio, formazione), anche a vantaggio dell’intero villaggio (ad esempio, protezioni delle sorgenti).

Lo schema risparmio-credito rafforza e migliora dunque considerevolmente la situazione delle donne attraverso l’aumento del loro reddito familiare ed il controllo che loro stesse potranno effettuare su tale reddito.  Tutto il villaggio beneficia di questo fermento partecipando alle scelte del gruppo, traendo beneficio dalle entrate delle attività e motivandosi a seguire l’esempio rappresentato dal gruppo.

La visita di Maria al villaggio di Jole

Maria si trova ora in Etiopia per la sua missione insieme a Laura Viganò, Davide e Veronica, quest’ultimi collaboratore e studentessa dell’Università di Bergamo. 
Insieme a Tamre incontrano tutte le socie del villaggio di Jole e alcune di loro raccontano la propria esperienza:

  • Tadelech ha avuto come tutte più di 4 prestiti che vanno dal birr 50 – birr 100 – birr 150 – il quarto prestito variabile da 400 sino a 2000 birr. All’inizio con i primi prestiti ha migliorato il commercio del marito facendo angera, vendendo il te, poi ha iniziato in proprio a gestire e poi costruire un ristoro con negozio adiacente. Quest’anno è riuscita a realizzare un mulino ad Areka e a completare gli studi ( dalla 7° ha completato la 10° con esame nazionale);

  • Un’altra socia proveniente dalla campagna, lontano di più di 10 km dalla strada e dal villaggio, ci spiega che con i prestiti avuti ha iniziato ad acquistare farina, spezie, burro e commerciare il tutto nei mercati dei villaggi. È da solo 3 anni socia della cooperativa;

  • Almaz, che con i primi prestiti ha avviato un commercio, poi è riuscita con 8000 birr comperare 4 pecore e quest’anno con l’ultimo prestito e il guadagno avuti nel vendere alcune pecore che nel frattempo di sono moltiplicate è riuscita ad acquistare una mucca da latte. Ora al mercato vende il 50% del latte e burro.


Qui le immagini dell’incontro di Maria con le donne del villaggio.
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